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mercoledì 28 agosto 2019

Contributo della rete diritti in casa al dibattito sull'emergenza abitativa a Parma




Ci permettiamo di inserirci nel dibattito sull’emergenza sfratti a Parma, innescato da un’omelia del Vescovo, per dire la nostra in merito, essendo una realtà che si confronta quotidianamente con l’emergenza abitativa, toccando con mano, allo sportello per il diritto all’abitare di Via Mantova e con i presidi antisfratto la gravità di una situazione che andiamo denunciando da decenni.
Più che di emergenza sfratti preferiamo parlare di gravissima e strutturale situazione di carenza di alloggi per i più poveri e per le situazioni sociali più delicate. Il fatto che il numero degli sfratti sia calato rispetto agli anni di picco (2013-2014) pur rimanendo a livelli notevoli non deve illudere: ci sono meno sfratti solo perché un mercato sempre più vorace esclude centinaia e centinaia di famiglie e di singoli dall’affitto perchè ritenuti non solvibili. Si sta creando una situazione di emarginazione estrema che costringe al sovraffollamento, all’abitare in luoghi fatiscenti o addirittura in auto o per strada, all’affollare le strutture d’emergenza. Queste situazioni non vengono rilevate dalle scarne statistiche sugli sfratti. Il mercato, che domina incontrastato la gestione degli alloggi, fiuta nuove possibilità di business: la nuova frontiera è l’affitto turistico, alimentato da manifestazioni di marketing territoriale come Parma 2020. Già oggi un migliaio di alloggi privati sono sottratti al mercato degli affitti per essere offerti ai turisti sulle piattaforme immobiliari online. Gli affitti, anche in conseguenza della riduzione dell’offerta, stanno di nuovo aumentando a fronte di una stagnazione dei valori immobiliari, alimentando la rendita parassitaria.

mercoledì 20 febbraio 2019

l'insensatezza del male continua e si fa più crudele






Anche oggi a Parma  2 sfratti eseguiti in modo infame contro due famiglie in grave difficoltà. Si tratta di due nuclei monogenitoriali dove le madri si trovano da sole ad accudire rispettivamente 3 e 2 figli e a mantenerli con lavori precari. Entrambe gli sfratti sono stati eseguiti con la polizia mandata dal questore anche se in tutti e due i casi la procedura di sfratto era solo ai primi passaggi. Visti i tempi strettissimi di esecuzione le famiglie non avevano assolutamente nessuna prospettiva di aiuto dai servizi sociali e ancora non si sa dove potranno dormire stanotte. Considerato che tutte le strutture, anche in conseguenza di queste esecuzioni, sono sature c'è il forte rischio che queste famiglie siano costrette a rimanere per strada. Sembra assurdo che le istituzioni non riescano a coordinarsi tra di loro. Se il comune non è in grado di far fronte a questa emergenza chieda al prefetto di sospendere le esecuzioni. Non ci capisce la necessità di questo cambio di passo da parte degli organi decentrati del governo, in particolare da parte della Prefettura: si sta perpetrando una violenza inusitata contro i più poveri, in particolare si moltiplicano i casi in cui a subire questa crudeltà sono donne che gestiscono da sole i loro figli. Evidentemente c'è la volontà di tutelare solamente i proprietari senza tenere conto che così facendo si mette a rischio la vita stessa delle persone. D'altro canto emerge con chiarezza che gli strumenti pubblici messi in campo dal Comune per affrontare questa emergenza sono insufficienti.

Rete Diritti in Casa

mercoledì 13 febbraio 2019

Sabato 16 Febbraio 2019 ore 11 Presidio per il diritto alla casa davanti alla prefettura di Parma











L’EMERGENZA CASA NON SI RISOLVE CON LA POLIZIA
A Parma l’accesso ad un alloggio decente sta diventando un obiettivo irraggiungibile per migliaia di persone della fascia più povera della popolazione. Per avere una casa in affitto nel mercato privato non è più sufficiente un reddito fisso: ne servono due, sia per convincere il proprietario a sottoscrivere il contratto sia per riuscire a coprire il costo sproporzionato della pigione. Inoltre sempre più spesso le agenzie e i proprietari richiedono anche elevate fideiussioni. I lavoratori precari sono così esclusi dal mercato privato.  Parma inoltre è una città universitaria e questo  droga verso l’alto il costo degli affitti, infatti molti proprietari preferiscono affittare gli alloggi a prezzi proibitivi agli studenti che se lo possono permettere. A questo si aggiunge la diffusione spettacolare di piattaforme di affitti temporanei (come airbnb) che  sta destrutturando il mercato immobiliare e ha già sottratto circa un migliaio di alloggi alla locazione permanente, a favore di locazioni di breve durata per i turisti, con rendite ben più elevate. Questo trend sarà ancora più appesantito dalla tanto acclamata manifestazione Parma2020 che farà la gioia della piccola/media borghesia e dei grandi speculatori ma che avrà dei costi notevoli in termini sociali proprio in campo abitativo. I poveri, italiani o stranieri,  che già oggi non riescono ad accedere al mercato dell’affitto privato saranno sempre più costretti alla coabitazione forzata con amici o parenti, a dormire in auto, nei dormitori e ad accettare tuguri, pagati a caro prezzo, come alloggi e progressivamente espulsi da un centro cittadino destinato a divenire una vetrina per i turisti

lunedì 4 febbraio 2019

l'insensatezza del male atto terzo

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L'EMERGENZA CASA NON SI RISOLVE CON LA POLIZIA

Oggi 4 febbraio una famiglia parmigiana composta da madre padre e bimba di 3 anni è stata sbattuta in strada da uno schieramento di circa 40 tra carabinieri, squadra mobile della polizia, vigili urbani e digos. Borgo san Giuseppe, nel cuore dell'oltretorrente, è rimasta blindata dalle 5 del mattino fino alle 11 da uno  schieramento militare che i passanti impauriti e sdegnati han  scambiato per un intervento antiterrorismo o antimafia ma che in realtà è stato destinato a sfrattare una famiglia di giovani in difficoltà,persino gli studenti della scuola adiacente son rimasti sconvolti e molti vicini hanno espresso il loro disappunto di fronte a un tal spropositato dispiegamento di uomini armati

L'intervento poteva essere benissimo evitato. Per la famiglia parmigiana c'è la prospettiva di entrare nel giro di un paio di mesi in un appartamento a basso canone possedendo tutta una serie di requisiti che ne consentono l'ammissione. Nonostante questo la questura e la prefettura hanno voluto dare un segnale di forza pur non essendocene nessuna urgenza, ponendo come priorità l'interesse speculativo dei proprietari non certo poveri mettendo d'altro canto in grossa difficoltà la famiglia e i servizi sociali.

D'altronde questa risulta essere la linea prescelta da prefetto e questore visto che questo tipo di interventi, che vanno a colpire le fasce più deboli della popolazione, si stanno ripetendo con regolarità. Ad offrire solidarietà e aiuto alla famiglia di parmigiani sotto sfratto c'erano come al solito tante persone che vivono la stessa situazione di precarietà, persone che provengono anche da altre parti del mondo e non hanno fatto caso alla provenienza di chi stava per essere sfrattato.A coloro che affermano prima gli italiani noi ribadiamo che così facendo si colpiscono prima i migranti poveri e poi i poveri italiani e che solo la solidarietà e l'unità ci possono portare a migliori condizioni di vita.

Dopo lo sfratto la giovane famiglia si è recata insieme ai solidali della Rete Diritti in Casa al polo sociale Pablo dove con non poche difficoltà si è trovata una soluzione ponte per consentire alla famiglia di rimanere unita in attesa dell'assegnazione già prospettata,soluzione che prevede,fra l'altro,che per una settimana siano ospitati "a casa nostra"perchè per noi la solidarietà non ha nazione quindi è un sacrificio che facciamo volentieri pur di non veder il nucleo diviso e il cane in canile,questi sono fatti non la becera propaganda di chi con la scusa"prima gli italiani"sbatte i poveri per strada e tollera 51000 case vuote sul territorio

RETE DIRITTI IN CASA

mercoledì 16 gennaio 2019

l'insensatezza del male






Cosa è successo stamattina in via Solari a Parma?è stato arrestato un pericoloso latitante?un terrorista?c'erano persone armate barricate e pronte a una strage?No,nulla di tutto ciò,c'era una famiglia con una bambina malata che doveva assolutamente esser sfrattata,questo nonostante che il comune avesse con una lettera chiesto alla prefettura di rinviare in vista di una soluzione che garantisse alla madre di non perdere il lavoro e alla bimba di avere il tempo di guarire da una virosi aggressiva. nulla,non ci si ferma neppure di fronte al buon senso e così blindati di carabinieri e polizia ,volanti e digos si son presentati dalle prime ore del mattino perchè giustizia fosse fatta,quel garage affittato come casa doveva esser liberato, a dire il vero l'assurda disumanità della situazione si leggeva anche sui volti perplessi degli stessi agenti intervenuti ma tant'è. Fortunatamente la famiglia non era sola ,noi siam stati più mattinieri di loro e siam stati sul posto tutto il tempo fino all'arrivo del medico legale che ha disvelato un segreto occulto,la salute di una bimba vale più del diritto di vedersi liberata una casa garage. Sfratto rinviato ,con nel frattempo un quartiere bloccato e impaurito e una mamma coraggiosissima che cercava di nascondere la propria paura alla sua piccola bimba malata.Quanto è costato tutto ciò?Che senso ha avuto?Sono questi i segnali di forza e sicurezza che vuol lanciare Salvini?Per fortuna la solidarietà intorno alla famiglia è stata tanta,soprattutto da parte dei "giovon d'incò"i ragazzi e le ragazze dell'aula tsunami sempre presenti nelle lotte per la casa o a fianco degli operai e degli altri poveri sotto sfratto che fan parte della rete e che han capito che uniti si vince. Ora si aspetta solo il prossimo lieto fine con la famiglia che andrà al più presto in un alloggio più degno,se lo meritano,tutti se lo meritano e noi li seguiremo fino in fondo. Ringraziamo Clarissa per la foto.

domenica 16 settembre 2018

meglio occupato che vuoto e degradato


Il 7 Ottobre 2015 un grande dispiegamento di polizia e carabinieri imponeva lo sgombero della casa di Via Cagliari 33, occupata appena un anno e mezzo prima da un gruppo di 8 famiglie già sfrattate senza alternative.
L'edificio di Via Cagliari che ha ospitato in passato un'agenzia viaggi del gruppo Parmalat è arrivata, in seguito all'esplosione della grande truffa dell'impero di Tanzi, nelle mani di UNICREDIT che ha lasciato la casa nell'abbandono salvo ridestarsi con l'appoggio di magistratura e polizia per cacciare gli abitanti.
Alcuni anni prima e precisamente il 5 marzo 2011 altre 6 famiglie venivano immediatamente sgomberate dopo l’occupazione del palazzo di Via Trento 65. Subito dopo lo sgombero la casa veniva devastata dai proprietari per renderla inabitabile.

sabato 2 dicembre 2017

presidio oggi a sorbolo

LE CASE DELLA MAFIA DEVONO ESSERE ASSEGNATE SUBITO A CHI NE HA BISOGNO

se volete vedere il video del presidio:https://www.facebook.com/artlab.occupato/videos/1353535528090284/


A Parma e provincia, secondo una ricerca dell’agenzia Solo Affitti, sono ben 50.000 le case vuote e inutilizzate, un patrimonio molto più che sufficiente a dar risposta a chi la casa non ce l’ha , a cominciare dai circa 3.000 nuclei che si trovano nella lista d’attesa per l’assegnazione delle case popolari nei vari comuni della provincia. Tra questi 50.000 alloggi vuoti basterebbe requisire quelli che sono di proprietà di banche, assicurazioni o di grandi proprietari immobiliari per soddisfare il bisogno di casa di tutti gli sfrattati e i pignorati, di chi vive in sovraffollamento e di chi aspetta invano da anni una soluzione da parte dei comuni.

giovedì 16 febbraio 2017

domenica 19 febbraio presentazione del documentario "san Basilio,storie di Roma"all'ex Biondi occupato-Parma







DOMENICA 19 FEBBRAIO DALLE ORE 17:00
ALL’EX BIONDI OCCUPATO, BORGO SAN DOMENICO 12/14
PRESENTAZIONE DEL DOCUMENTARIO
“SAN BASILIO, STORIE DE ROMA”
A CURA DEL PROGETTO SAN BASILIO

Il progetto San Basilio Storie de Roma nasce per ricostruire attraverso la ricerca storica e la sua riattualizzazione, l’esperienza di una borgata che, forte della solidarietà, ha fatto la storia del movimento di lotta per la casa.
E’ la storia raccontata dai protagonisti per recuperare e restituire al sapere collettivo parte della propria identità.
Ma ricostruire una memoria collettiva pone anche alcuni interrogativi:
E’ POSSIBILE TROVARE UNA CHIAVE DI RIATTUALIZZAZIONE DI QUEGLI AVVENIMENTI?
E’ POSSIBILE TRACCIARE UNA LINEA TRA EVENTI, BISOGNI, CONDIZIONI DI PiU’ DI 40 ANNI FA ED OGGI?

DOPO L’INIZIATIVA, GLI ABITANTI DI BORGO SAN DOMENICO INVITANO A UNA CENA DI AUTOFINANZIAMENTO PER IL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA

ABITANTI DELL’EX BIONDI OCCUPATO
RETE DIRITTI IN CASA PARMA

giovedì 22 settembre 2016

risposta al presidente di Confedilizia Parma

Chiamati in causa dall’articolo del 15 settembre in merito al tentativo di sfratto in Borgo Guazzo e dalla successiva presa di posizione del presidente di Confedilizia Ing. Mario Del Chicca, interveniamo  sulla questione emergenza abitativa. In realtà il tema è ampiamente dibattuto da anni e le amministrazioni che si sono succedute hanno ripresentato sempre le stesse ricette senza incidere minimamente sulla gravità del problema alloggiativo per migliaia di famiglia in difficoltà economica che non riescono a sostenere i costi di un settore dominato dal mercato privato.

lunedì 30 maggio 2016

MORIRE DI SFRATTO: QUANDO IL VALORE DI UNA VITA VALE MENO DI UN AFFITTO



                                                                                       
Chi e dove sono i barbari? Habassi è stato torturato a morte perché non pagava l'affitto, da due benestanti barbari parmigiani. Ma la consapevolezza di vivere in mezzo ai barbari ci viene data dalle mezze frasi, dalle giustificazioni, dalla mancanza di pudore di chi prova a giustificare, di chi cerca attenuanti, di chi getta fango su chi ormai non si potrà più difendere.
Tempi barbari dunque, dove il maggior quotidiano cittadino non perde occasione per fare le sue sporche speculazioni politiche diffondendo a più riprese la voce che la vittima era un occupante abusivo, nonostante ciò non sia vero, in quanto chi è moroso non è un occupante abusivo. Dobbiamo dunque porci l'interrogativo se i responsabili di questo atroce omicidio siano solo quelli che attualmente sono in carcere o se, con diverse gradazioni, ce ne siano anche altri. Pensiamo ad esempio a tutti i politici che parlano di rispetto dei nostri valori, della superiorità della nostra cultura rispetto alle altre, e poi si disinteressano sempre più dell'emergenza casa, del fatto che migliaia di persone sono costrette a vivere per strada. Dove sono dunque i nostri valori? Nel salvare le banche e abbandonare le persone?

mercoledì 11 maggio 2016

solidarietà ai compagni e alle compagne di Modena

come rete diritti in casa esprimiamo tutta la nostra solidarietà e complicità ai compagni e alle compagne di Modena che lottano per il diritto alla casa e che oggi han subito da occupanti e solidali una repressione brutale e barbara ben indicativa di quale sia la vera faccia dello Stato.. Pensano davvero di fermare chi lotta per la propria dignità a suon di manganello? non funzionerà ,faranno aumentare solamente la nostra rabbia e la nostra determinazione.

mercoledì 23 dicembre 2015

COMUNICATO STAMPA IN MERITO A FONDO PER LA MOROSITA’ INCOLPEVOLE



Come Rete Diritti in Casa riteniamo di dover fare alcune considerazioni in merito all’apertura dell’avviso pubblico per il fondo morosità incolpevole.
Non è la prima volta che simili strumenti vengono applicati: in alcuni casi questo strumento consentirebbe di sospendere l’esecuzione degli sfratti consentendo a famiglie sotto sfratto di respirare e di provare a ripartire con il rispetto degli obblighi contrattuali o avendo tempo per trovare un alloggio alternativo. Questa possibilità dovrebbe indurre le autorità preposte a sospendere momentaneamente l’esecuzione degli sfratti, consentendo alle famiglie interessate di tentare l’applicazione dello strumento .
I limiti evidenti dello stesso d’altronde sono chiari: innanzitutto parliamo di un fondo molto esiguo: 170.000 euro, se fossero ripartiti in modo uguale tra le centinaia di famiglie sotto sfratto darebbero poche centinaia di Euro per ogni situazione. Molto probabilmente sarà possibile soddisfare in modo adeguato le esigenze di poche decine di famiglie. Altro grande limite di questo strumento è che la sua praticabilità è subordinata all’accettazione da parte del proprietario della sospensione della procedura, cosa che non si verifica quasi mai.

lunedì 14 dicembre 2015

SPORTELLO PER IL DIRITTO ALL’ABITARE

CONTRO SFRATTI, SGOMBERI, PIGNORAMENTI
 E DISTACCHI DELLE UTENZE


PRESSO SEDE SINDACATO SI COBAS

5433VIA CORNINI MALPELI 54 FIDENZA
(VICINO ALLA STAZIONE FFSS)

TUTTI I LUNEDI’ DALLE 17:30


venerdì 6 novembre 2015

CHI LOTTA IN PRIMA PERSONA PER DIRITTI E DIGNITA’ NON DEVE ESSERE PUNITO




                                                                       A Parma la questione abitativa è nell’occhio del ciclone sia perché sono evidenti i limiti strutturali di decenni di mancate politiche abitative in città con conseguente dramma sociale per centinaia e centinaia di famiglie, sia perché sulla questione casa è strutturata una organizzata resistenza che costituisce uno dei pochi fronti di conflitto sociale di lunga durata e in crescita.. 

Chiaramente questa mobilitazione non piace a chi per decenni sul mattone, sui prezzi crescenti degli affitti e su un’idea di città in continua espansione ha tratto grandi benefici economici, a spese del territorio e di coloro che devono ricorrere a mutui e locazioni. Ci riferiamo a Confedilizia, ai grandi proprietari immobiliari “alla Tegoni”, all’Unione Parmense degli Industriali con la sua schiera di costruttori e i suoi mezzi di comunicazione di massa. Tutti soggetti che godono di grande appeal presso l’apparato giudiziario e burocratico amministrativo della città.

martedì 25 agosto 2015

comunicato stampa rete diritti in casa su famiglie fatte uscire dai residence dal comune di Parma senza soluzioni alternative



Da alcuni mesi continuiamo a ricevere segnalazioni di mancata assistenza ai minori in seguito a sfratti che colpiscono le famiglie di appartenenza. Praticamente dopo lo sfratto tutta la famiglia, compresi i bambini in tenera età vengono abbandonati a sé stessi dai servizi sociali.
Siccome le motivazioni dello sfratto sono nel 90% dei casi dovute al fatto che le famiglie si trovano in difficoltà economica, dopo l’esecuzione queste non possono permettersi nessuna soluzione abitativa onerosa, seppur provvisoria come hotel, un altro affitto ecc per cui sono costrette a dormire in auto o per strada o in stazione ecc. La mancanza di soluzioni alternative si manifesta in questi giorni anche per i nuclei con minori che vengono fatti uscire dai Residence perché il comune non ha più soldi per sostenere le spese per l’accoglienza in queste strutture. Anche in questo caso, considerato che le case protette, i dormitori e le case popolari risultano tutte piene e già assegnate, una volta cacciati dai Residence per le famiglie non rimane che la strada.
E’ il caso di 5 famiglie che saranno  fatte uscire  da un Residence di Collecchio domani famiglie in cui ci sono 11 minori di cui due bambini di un mese e tre mesi: anche per loro il Comune di Parma non ha offerto nessuna alternativa alla strada e  per protesta promettono di dormire presso la sede dei servizi sociali in Via Leonardo da Vinci.

giovedì 11 giugno 2015

CASA: E’ EMERGENZA SOCIALE. CHI FA FINTA DI NULLA E’ UN CRIMINALE

in seguito il volantino distribuito ieri davanti alla prefettura










CASA: E’ EMERGENZA SOCIALE.
CHI FA FINTA DI NULLA E’ UN CRIMINALE

Dopo il distacco delle utenze dei due palazzi di Borgo Bosazza dello scorso 4 giugno, dopo il presidio sotto il comune che ha portato all’ottenimento del riallaccio per lo meno dell’acqua, siamo di nuovo qui sotto la prefettura per denunciare a tutta voce che non si può continuare ad ignorare emergenza abitativa di migliaia di famiglie a Parma e provincia.
La crisi ha portato ad un aumento spropositato degli sfratti, i distacchi delle utenze sono una drammatica realtà non solo per chi vive nelle case occupate ma anche per le famiglie che non riescono più a starci dentro sia per i costi spropositati di acqua luce e gas sia per la perdita di reddito.
Tutte le riforme statali sono fatte per colpire chi già subisce. Il jobs act dissemina precarietà, il piano casa colpisce gli occupanti e fa dei favori al partito del mattone, lo sblocca italia diffonde progetti inutili, dannosi, costosi portando allo sperpero di denaro che potrebbe essere orientato per alleviare le emergenze sociali, la riforma della scuola porta autoritarismo e privatizzazioni.

martedì 9 giugno 2015

assemblea pubblica a Fornovo della Rete Diritti in Casa



Sabato 6 giugno si è tenuta a Fornovo presso sala civica Foro Boario lassemblea promossa dalla Rete Diritti in Casa di Parma in merito allemergenza abitativa nello stesso comune della Val Taro.
Sono attualmente 13 gli sfratti in fase di esecuzione a Fornovo, un numero spropositato se rapportato alla popolazione residente e se comparato con altri comuni della provincia. Nel corso dellassemblea sono emerse diverse problematicità specifiche del Comune di Fornovo.
Innanzitutto si è rilevato che negli ultimi decenni non ci sono stati interventi in merito alle politiche abitative e le ultime costruzioni di edilizia sovvenzionata risalgono al 1986. Non risultano altri interventi edificatori specifici e lunico tardivo tentativo messo in moto ultimamente dallamministrazione Grenti fa leva sui privati (affitti garantiti). Nel frattempo è stato approvato (dicembre 2009) un regolamento per le assegnazioni delle case popolari che penalizza gravemente i giovani e i migranti, cioè proprio le categorie che più spesso presentano domanda di assegnazione. Con questo regolamento per esempio si premia con punteggi spropositati chi da più tempo abita nel comune (fino a 6 punti in più) o chi ha versato per più anni contributi Gescal (fino a 4 punti in più per chi ha versato questo tipo di contributi estinti nel 1998) . Poca considerazione viene invece attribuito al disagio economico (1 solo punto per chi ha unincidenza del canone sul reddito fino al 70%), alle famiglie numerose e alle famiglie a reddito basso. In pratica un regolamento costruito su misura per gli anziani (5 punti in più per anziano sopra i 75 anni), certo meritevoli di assistenza ma solo nel caso fossero in situazione economica difficile.

sabato 30 maggio 2015



EMERGENZA ABITATIVA A FORNOVO



Troppe famiglie sotto sfratto a Fornovo: anni e anni di mancato intervento pubblico sulle politiche abitative causano ora la mancanza di risposte ai cittadini che a causa della crisi subiscono  lo sfratto. Si è lasciato troppo spazio al mercato immobiliare che risponde solo al criterio del profitto: il risultato è che ora ci sono tante case vuote e troppa gente senza casa.

ASSEMBLEA PUBBLICA
SABATO 6 GIUGNO 2015
ORE 16

Sala Civica Foro Boario
Via Grandi 12
Fornovo di Taro


Promossa dai cittadini sotto sfratto di Fornovo Taro

con la partecipazione della Rete Diritti in Casa Parma

sabato 18 aprile 2015

EMERGENZA CASA A FORNOVO: SETTE SFRATTI FERMATI IN UN GIORNO

Giovedì 16 aprile 2015 la Rete diritti in Casa è intervenuta a Fornovo dopo aver ricevuto segnalazione allo sportello di Via Mantova 24 di 4 imminenti sfratti nello stesso paese. 
Si tratta di famiglie di migranti che abitano li da oltre un decennio, hanno sempre pagato le tasse e gli affitti fino a che la crisi gli  ha fatto perdere il lavoro e con questo anche la possibilità di pagare una casa. Sono famiglie i cui figli sono nati e cresciuti a Fornovo, perfettamente inseriti nel contesto sociale del paese e la cui unica colpa è quella di essere poveri.
Una volta assestati i presidi antisfratto presso gli appartamenti  siamo stati raggiunti da altre famiglie del paese che ci hanno chiesto di intervenire per altri 3 sfratti in corso nella stessa giornata. Ci hanno raggiunto poi altre due donne, una per segnalarci che la casa che stava acquistando è sottoposta a pignoramento e l’altra piangendo ci ha detto che il proprietario dell’appartamento dove abita ha cambiato la serratura in sua assenza e che da 15 giorni sta girando tra ospedale stazione e comune per poter rientrare a casa e rientrare in possesso dei suoi beni primari. Dopo avere ottenuto, grazie al nutrito presidio, il rinvio di due mesi di tutti gli sfratti, abbiamo ritenuto doveroso andare a chiedere al Comune di Fornovo spiegazioni e risposte in merito a una situazione eclatante di emergenza abitativa con un numero impressionante di casi gravi concentrati in un comune di 6000 abitanti.