domenica 16 settembre 2018

meglio occupato che vuoto e degradato


Il 7 Ottobre 2015 un grande dispiegamento di polizia e carabinieri imponeva lo sgombero della casa di Via Cagliari 33, occupata appena un anno e mezzo prima da un gruppo di 8 famiglie già sfrattate senza alternative.
L'edificio di Via Cagliari che ha ospitato in passato un'agenzia viaggi del gruppo Parmalat è arrivata, in seguito all'esplosione della grande truffa dell'impero di Tanzi, nelle mani di UNICREDIT che ha lasciato la casa nell'abbandono salvo ridestarsi con l'appoggio di magistratura e polizia per cacciare gli abitanti.
Alcuni anni prima e precisamente il 5 marzo 2011 altre 6 famiglie venivano immediatamente sgomberate dopo l’occupazione del palazzo di Via Trento 65. Subito dopo lo sgombero la casa veniva devastata dai proprietari per renderla inabitabile.

A distanza di 3 e 7 anni dagli sgomberi questi l’edifici rimangono vuoti e in stato di degrado. Come spesso succede davanti ai tanti altri palazzi abbandonati nel quartiere nel quartiere San Leonardo, non è raro vedere spacciatori che stazionano dinnanzi alle case sgomberate.
A distanza di tutto questo tempo gli ex occupanti e tanti senza casa ritornano davanti a queste case, per un pomeriggio si riprendono lo spazio, per denunciare pubblicamente che:
- in questi come in altri casi la magistratura e la polizia hanno sacralizzato il diritto dei proprietari a mantenere gli appartamenti vuoti e inutilizzati al contempo mortificando il diritto a una vita degna di decine di persone, il tutto in una provincia in cui risultano essere vuoti e inutilizzati oltre 50.000 alloggi a fronte di migliaia di persone in attesa di assegnazione di alloggio popolare, centinaia di sfratti, centinaia di famiglie in sovraffollamento e profughi che usciti dai progetti di accoglienza si trovano a dormire sotto i ponti o sotto i portici.
- Serve evidentemente un progetto di requisizione degli alloggi non utilizzati. Le case sgomberate in San Leonardo sono un esempio chiaro di quale dovrebbe essere la tipologia degli edifici da requisire: abbandonati da anni, senza nessun progetto di utilizzo, di proprietà di grandi proprietari immobiliari o banche.
- Non c’è necessità di costruire un solo appartamento in più a Parma e provincia. Di case ce ne sono già anche troppe, molte più del necessario.   L’intero settore immobiliare è completamente scollegato dalle reali esigenze abitative. Si costruisce solo per investimento e sempre più spesso con fondi provenienti da fonti illecite. Molto grave anche il fenomeno per il quale gli appartamenti non vengono più affittati ma solo concessi in uso temporaneo a turisti, avvalendosi delle piattaforme come AirBnB o Booking.com escludendo così dal mercato tantissime famiglie e colpendo specialmente i migranti e le famiglie monoreddito.
-Le istituzioni dovrebbero essere ben consce del fatto che il sistema di assistenza è saturo, non ci sono più posti nemmeno nei dormitori e che servono provvedimenti d’urgenza come le requisizioni per dare un alloggio a tutti coloro, italiani o migranti che siano, che si trovano in difficoltà.
Se non si prenderanno provvedimenti seri le persone in stato di bisogno saranno costrette ad occupare di nuovo. Le occupazioni militanti sono la risposta sociale e politica da parte degli ultimi della scala sociale al dominio del mercato immobiliare. Nelle occupazioni si sperimentano con successo sistemi gestionali assembleari che le fanno spesso funzionare meglio delle strutture pubbliche e si dà una risposta a un bisogno che né gli enti pubblici né tanto meno il mercato sembrano intenzionati a soddisfare. L’occupazione deve essere vista come una risposta contro il degrado che ogni casa abbandonata si porta dietro. E’ anche un modo per togliere spazio agli spacciatori che non a caso stazionano spesso davanti ai tanti edifici abbandonati come avviene anche in San Leonardo. In questo quartiere c’è bisogno di ricostruire un tessuto sociale forte che possa costituire un antidoto popolare contro il degrado portato dalle dipendenze e dallo spaccio. Come già sperimentato in altre zone della città le occupazioni possono costituire un elemento importante per ricostruire una rete sociale sempre più necessaria a fronte del devastante individualismo e razzismo.
Una rete sociale che inevitabilmente deve includere anche la componente migrante.

RETE DIRITTI IN CASA PARMA
SPORTELLO PER IL DIRITTO ALL’ABITARE, CONTRO SFRATTI, PIGNORAMENTI E DISTACCHI OGNI MARTEDI’ DALLE 18.30 ALLE 21.00
PRESSO CASA CANTONIERA VIA MANTOVA 24

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