lunedì 20 gennaio 2020

APPROFONDIMENTO TECNICO E DIBATTITO SUL REATO DI FAVOREGGIAMENTO DELL'IMMIGRAZIONE CLANDESTINA

sabato 25 dalle 16 casa cantoniera via mantova 24 Parma
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La tragica morte di carcere a 82 anni del nostro compagno di viaggio Egidio Tiraborrelli ci spinge alla realizzazione di un incontro pubblico per un approfondimento e una analisi critica del reato (e soprattutto delle relative, pesantissime, pene) per il quale è stato condannato e portato in carcere a una età così avanzata.
Molte di noi hanno conosciuto bene Egidio, una persona generosa, un vero cittadino del mondo, migrante in argentina all'età di 16 anni per poi continuare a spostarsi ovunque per motivi di lavoro.
Egidio capiva bene le esigenze di chi si sposta in cerca di fortuna in giro per il globo e solo un senso di generosità e non certo l’interesse economico può semmai averlo spinto a cercare di favorire l’ingresso in Italia di una donna marocchina proveniente dalla Grecia.
Lo stesso slancio altruistico e la stessa empatia, spesso unita a una profonda repulsione per le frontiere nazionali, spinge migliaia di persone nel mondo ad aiutare i migranti in modo completamente disinteressato, spesso per salvarli dalla morte o per toglierli da situazioni di estrema difficoltà o anche solo per aiutarli a realizzare un sogno, consapevoli che le migrazioni sono il frutto di guerre, depredazioni e stravolgimenti sociali ed economici imposti storicamente dai rapporti coloniali e rinnovati con forme più subdole ma altrettanto pesanti dai rapporti di sottomissione neocoloniale attuali.

martedì 14 gennaio 2020

riallacciata l'acqua alla signora invalida!

Iren stamattina ha riallacciato l'acqua alla signora invalida a cui aveva staccato il contatore una settimana fa. La lotta paga.

venerdì 10 gennaio 2020

BASTA CON I DISTACCHI!! LA POVERTA’ NON E’ UNA COLPA.


BASTA CON I DISTACCHI!! LA POVERTA’ NON E’ UNA COLPA.




Nessuna descrizione della foto disponibile.




Iren/Ireti continua la sua politica di distacchi per gli utenti poveri.
Ultima vittima una famiglia italiana, madre e figlio, alla quale è stata distaccata completamente l’acqua. La famiglia abita in un alloggio Acer, è in una situazione di difficoltà economica e la signora è invalida. A causa di una perdita nell’impianto, più volte segnalata ad Acer, il contatore ha accumulato molti più MC di consumi di acqua rispetto a quelli effettivamente consumati, facendo arrivare una bolletta da 3.500 €, chiaramente non sostenibili da parte di una famiglia in difficoltà ma che anche chiunque altro non avrebbe pagato.
Nonostante i ricorsi e le comunicazioni scritte inviate ad Acer e Iren/Ireti, ieri si è verificato il distacco totale dell’acqua con la rimozione del contatore e piombatura. (vedi foto)
La famiglia è stata lasciata senza acqua e conseguentemente senza riscaldamento in quanto manca la pressione in caldaia. Ad aggravare la situazione vi è l’invalidità della madre, della quale viene messa a repentaglio, con questo atto, la salute.
Il tutto è avvenuto senza preavviso alcuno.
Con la privatizzazione delle municipalizzate le utenze sono diventate pascolo per gli investitori privati che hanno beneficiato in questi anni di utili d’esercizio e dividendi notevoli, sostenuti dal continuo rincaro delle bollette. Le Multiutility come Iren speculano su beni che dovrebbero essere pubblici e devono per lo meno tutelare gli utenti in difficoltà a causa della crisi.
I costi che gravano sull’abitazione tra affitti, mutui e bollette non sono sostenibili.
Basta con i distacchi e il caro bollette!!!

Rete Diritti in Casa Parma
Sportello per il diritto all’abitare tutti i martedì in Via Mantova 24 Parma



giovedì 19 dicembre 2019

sabato 21 dicembre ore 10 presidio a parma davanti alla prefettura per il diritto alla casa



SENZA UN TETTO NON PUO’ ESSERCI UNA VITA FELICE

OGNI ANNO E’ SEMPRE PEGGIO: seguiamo da venti anni la questione abitativa e non possiamo che rilevare che la crisi degli alloggi non è mai stata così grave. All’aumento degli affitti causato dalla liberalizzazione delle locazioni e alla penuria assoluta di case popolari (in Italia sono meno del 4% del totale, siamo gli ultimi in Europa) si aggiunge ora la massiccia sottrazione dal mercato di alloggi in locazione di lunga durata per destinarli all’affitto turistico tramite le piattaforme digitali come AirBnB.
A Parma questo calo dell’offerta di alloggi per chi deve avere una casa dove vivere è particolarmente pesante a causa delle prospettive speculative offerte da Parma Capitale della Cultura 2020.
PARMA 2020:CHI CI GUADAGNA E CHI CI PERDE: a guadagnarci sono i soliti, gli speculatori, sempre più spesso costituiti da imprese immobiliari che fiutano il business dell’affitto turistico e, approfittando di una legge urbanistica regionale veramente vergognosa, intraprendono processi di rigenerazione urbana che fanno prefigurare centri storici tipo bomboniera per ricchi borghesi e per turisti. E’ la gentrificazione, baby!
A perderci sono gli abitanti che non hanno alloggi in proprietà, i poveri italiani o stranieri che siano, ma anche gli studenti, cacciati dal centro cittadino sempre più verso le periferie e verso un hinterland sempre più lontano. A perderci sono coloro che non riescono più a trovare casa in affitto, anche se hanno uno stipendio fisso, perché i proprietari preferiscono affittare ai turisti per brevi periodi a prezzi molto alti, facendo alzare conseguentemente il prezzo generale dei pochi alloggi rimasti in locazione. Nel frattempo si sfrattano gli abitanti per lasciare spazio ai visitatori temporanei.
MANCA DEL TUTTO L’INTERVENTO PUBBLICO PER LIMITARE I DANNI: a livello statale si ignora completamente l’emergenza abitativa e si fa invece di tutto per alimentare la rendita e l’investimento speculativo, non vengono mai toccati gli interessi di chi sul mattone ci ha sempre guadagnato. Un miliardo e 700 milioni di € di fondi Gescal prelevati in passato dalle tasche dei lavoratori per l’edilizia pubblica rimangono inutilizzati nelle pieghe del bilancio con il rischio di venire destinati altrove. In tutta Italia milioni di alloggi ed edifici pubblici e privati sono inutilizzati e governanti, prefetti, sindaci ben si guardano dal ricorrere alla requisizione per dare un tetto a chi non ce l’ha.

lunedì 14 ottobre 2019

Sulla morte di "Gidio"e sul carcere


La morte di Egidio Tiraborrelli dovrebbe far nascere parecchi interrogativi in questa città:
Non è normale morire a 82 anni in regime di carcerazione (la morte è avvenuta in ospedale ma Egidio era ancora a tutti gli effetti detenuto) incarcerato seppur malato grave con diverse patologie.
Il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in cui è incappato Egidio, di cui siamo certi dell’assoluta buona fede, è considerato un reato tra i più gravi dell’ordinamento giuridico italiano tanto da non prevedere l’applicazione di misure alternative al carcere, viene infatti considerato reato ostativo. Come è possibile che la condotta di Egidio possa essere ritenuta assimilabile a quella di chi sfrutta il commercio di esseri umani o la tratta? La norma sul favoreggiamento dell’immigrazione clandestina come tutte le norme penali contro l’immigrazione hanno assunto evidentemente dei connotati politici pesanti, sul quale hanno giocato tutti gli schieramenti politici al fine di accaparrare il consenso di un elettorato confuso e messo in grado di non saper riflettere in merito a quelli che sono i veri problemi economici e sociali di questa società. Si arriva a punire con ferocia anche gesti di solidarietà e di mutuo aiuto che in altri momenti storici e in altre società non sono considerati reati. Questo uso per fini politici e classisti della legislazione (sempre più d’urgenza) non è una novità nell’ordinamento italiano ma ultimamente sta assumendo dimensioni surreali, basti pensare alle pene previste per i reati attribuiti a chi si trova a rivendicare tramite il conflitto sociale una più equa ripartizione delle risorse o un livello minimamente dignitoso di diritti sociali. Le pene comminabili a chi manifesta ricorrendo al blocco stradale, a chi è attivo nel movimento delle occupazioni a fini abitativo di immobili abbandonati, di chi manifesta con modalità diverse dalla classica sfilata di rappresentanza, così come sono state definite dagli ultimi decreti sicurezza, sono gli esempi eclatanti del livello repressivo che si vuole raggiungere per mantenere lo status quo.

venerdì 6 settembre 2019

ciao Egidio

Egidio è morto stamattina 6 settembre 2019.

Era da tempo malato ma le sue condizioni si sono aggravate moltissimo negli ultimi mesi di vita.

Egidio Tiraborrelli aveva 82 anni e il 18 dicembre 2018 è stato messo in carcere per un reato accertato nel 2012 e per il quale era stato condannato in contumacia a sua insaputa .

Dal carcere è uscito solo per andare in medicina d’urgenza dove oggi è morto.

Non sapremo mai se Egidio fosse al corrente di commettere un reato. Il fatto di avere aiutato una persona ad entrare in italia per lui, emigrato in argentina all’età di 17 anni e operaio saldatore in giro per il mondo per decenni doveva essere una cosa normale, sempre che qualcuno non lo avesse raggirato e lui, come ha affermato in carcere, quella persona che era entrata in italia non sapeva neanche chi fosse.

Fatto sta che Egidio è stato accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, un reato considerato gravissimo, tanto da far entrare in carcere una persona malata di 82 anni, un reato considerato ostativo, tanto da far perdere la possibilità di misure alternative al carcere e di sottrarre addirittura la pensione.

Egidio era un vero cittadino del mondo. Lui, con alle spalle una vita di duro lavoro in giro per i deserti a saldare tubi per la snam e per la saipem si era adeguato con leggerezza a vivere in una casa occupata a Parma, legando benissimo con gli altri abitanti e con il vicinato al quale offriva i prodotti dell’orto e del giardino che curava come fossero figli.

Quando aveva appena ottenuto una casa popolare per passare gli ultimi anni in serenità e un minimo di comodità è arrivato l’arresto. Egidio era ammalato ma l’abbiamo visto sereno e pimpante pochi giorni prima dell’arresto. Il carcere lo ha debilitato definitivamente.

mercoledì 28 agosto 2019

Contributo della rete diritti in casa al dibattito sull'emergenza abitativa a Parma




Ci permettiamo di inserirci nel dibattito sull’emergenza sfratti a Parma, innescato da un’omelia del Vescovo, per dire la nostra in merito, essendo una realtà che si confronta quotidianamente con l’emergenza abitativa, toccando con mano, allo sportello per il diritto all’abitare di Via Mantova e con i presidi antisfratto la gravità di una situazione che andiamo denunciando da decenni.
Più che di emergenza sfratti preferiamo parlare di gravissima e strutturale situazione di carenza di alloggi per i più poveri e per le situazioni sociali più delicate. Il fatto che il numero degli sfratti sia calato rispetto agli anni di picco (2013-2014) pur rimanendo a livelli notevoli non deve illudere: ci sono meno sfratti solo perché un mercato sempre più vorace esclude centinaia e centinaia di famiglie e di singoli dall’affitto perchè ritenuti non solvibili. Si sta creando una situazione di emarginazione estrema che costringe al sovraffollamento, all’abitare in luoghi fatiscenti o addirittura in auto o per strada, all’affollare le strutture d’emergenza. Queste situazioni non vengono rilevate dalle scarne statistiche sugli sfratti. Il mercato, che domina incontrastato la gestione degli alloggi, fiuta nuove possibilità di business: la nuova frontiera è l’affitto turistico, alimentato da manifestazioni di marketing territoriale come Parma 2020. Già oggi un migliaio di alloggi privati sono sottratti al mercato degli affitti per essere offerti ai turisti sulle piattaforme immobiliari online. Gli affitti, anche in conseguenza della riduzione dell’offerta, stanno di nuovo aumentando a fronte di una stagnazione dei valori immobiliari, alimentando la rendita parassitaria.