lunedì 10 aprile 2017

OCCHI VERDI, CUORI NERI

“Sto rivalutando l’idea che in Italia ci vorrebbero i campi di
concentramento e le camere a gas” “Zio torna”.

Questo è il contenuto dell’ignobile post pubblicato su Facebook da
Giovanni Di Maggio, fino a pochi giorni fa responsabile del dipartimento
economia della Lega Nord Parma.

Fatto che non ci stupisce: la Lega e i suoi membri, a Parma come in
tutta Italia non sono certo nuovi a simili vergognose provocazioni.

Ma è vero anche che, soprattutto sotto elezioni, un simile intervento
può rivelarsi un boomerang, quindi meglio prendere le distanze: non ci
stupisce quindi neanchè il maldestro comunicato di dissociazione firmato
dal segretario cittadino Campari e da quello provinciale Occhi.

Sulla Gazzetta del 5 aprile si legge che “la Lega non è un partito di
estrema destra “, “non condividiamo l’ideologia nazifascista”, “le
nostre richieste rimangono sempre all’interno della legalità”, “chi
pensa che la Lega sia il posto adatto per imbracciare un fucile, vada
pure da un’altra parte”: con c’è che dire una bella coda di paglia, un
saggio d’alto livello di trasformismo e di equilibrismo politico.

Ma come?

martedì 21 febbraio 2017

quando la repressione utilizza il fango

.




ieri polizia e vigili han messo in atto una sedicente operazione anti degrado andando a "controllare"e a fare incursioni in stabili fatiscenti e abbandonati a caccia di "pericolosissimi" eventuali disperati che vi abitano. Si,i poveri son considerati degrado anche se per noi questo modo di vedere le persone più povere è il vero degrado. Nel calderone di questi blitz ci hanno infilato anche la casa occupata di piazzale Matteotti,immobile della regione occupato 10 anni fa, 10,da famiglie bisognose perfettamente integrate col resto del condominio e che si son viste piombare in casa uomini in divisa urlanti ed aggressivi coi bambini che piangevano terrorizzati.Gli occupanti han reagito con molta dignità spiegando chi sono e perchè e da quando si trovano in quelle case ricordando ai rambo in divisa che al loro ingresso gli appartamenti erano vuoti da 7 anni e che da 7 anni però il riscaldamento era acceso...essendo l'immobile della regione per 7 anni abbiam pagato il riscaldamento di case vuote e lasciate,allora si,al degrado.Ora gli appartamenti sono sanissimi e vivi e se questi raid vogliono essere una risposta intimidatoria ai successi ottenuti dal movimento di lotta per la casa a Parma sappiano lor signori che non funziona,chi lotta per i diritti essenziali è abituato ad essere infangato e non ha più paura nè della violenza di stato nè di quella mediatica

giovedì 16 febbraio 2017

domenica 19 febbraio presentazione del documentario "san Basilio,storie di Roma"all'ex Biondi occupato-Parma







DOMENICA 19 FEBBRAIO DALLE ORE 17:00
ALL’EX BIONDI OCCUPATO, BORGO SAN DOMENICO 12/14
PRESENTAZIONE DEL DOCUMENTARIO
“SAN BASILIO, STORIE DE ROMA”
A CURA DEL PROGETTO SAN BASILIO

Il progetto San Basilio Storie de Roma nasce per ricostruire attraverso la ricerca storica e la sua riattualizzazione, l’esperienza di una borgata che, forte della solidarietà, ha fatto la storia del movimento di lotta per la casa.
E’ la storia raccontata dai protagonisti per recuperare e restituire al sapere collettivo parte della propria identità.
Ma ricostruire una memoria collettiva pone anche alcuni interrogativi:
E’ POSSIBILE TROVARE UNA CHIAVE DI RIATTUALIZZAZIONE DI QUEGLI AVVENIMENTI?
E’ POSSIBILE TRACCIARE UNA LINEA TRA EVENTI, BISOGNI, CONDIZIONI DI PiU’ DI 40 ANNI FA ED OGGI?

DOPO L’INIZIATIVA, GLI ABITANTI DI BORGO SAN DOMENICO INVITANO A UNA CENA DI AUTOFINANZIAMENTO PER IL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA

ABITANTI DELL’EX BIONDI OCCUPATO
RETE DIRITTI IN CASA PARMA

sabato 28 gennaio 2017

solidarietà ad Aldo Milani e ai lavoratori del Si Cobas





Aldo milani , dirigente nazionale SICobas è già stato scarcerato a meno di 24 ore dall'arresto dopo che un processo tutto mediatico aveva infangato non solo lui ma tutto il sindacalismo di base che si occupa di lotte importanti nel settore della logistica, della lavorazione delle carni e tanto altro.
L'accusa di estorsione non era credibile fin dall'inizio visto che i soldi erano stati consegnati a un intermediario della ditta Levoni che nulla aveva a che fare con il SiCobas.
Quella che si prospetta come una vera e propria montatura mediatica non stupisce più di tanto chi conosce bene l'accanimento padronale in difesa dell'ipersfruttamento dei lavoratori in questi settori strategicI. Non si contano ormai più le aggressioni fisiche a danno di dirigenti sindacali e lavoratori, non ultimo l'omicidio al picchetto di Piacenza con un lavoratore schiacciato da un camion invitato a non fermarsi da un dirigente della fabbrica.