mercoledì 8 giugno 2016

Conferenza stampa -presidio venerdì 10 Giugno ore 17 in via Bengasi a Parma

LE CASE SONO FATTE PER ESSERE ABITATE
La   recente   protesta   degli abitanti della zona  intorno   a   Via   Bengasi   che   lamentano   lo   stato   diabbandono di una grande palazzina privata abbandonata dai proprietari, ci consente di aggiungerealcune considerazioni più generali alle giuste rimostranze fatte dai vicini di casa.La palazzina in oggetto era stata oggetto di ben 2 occupazioni da parte di senza casa: la primaoccupazione del 2008 fu opera di un gruppo di rifugiati che non trovavano spazio nei progetti diaccoglienza. La seconda fu un’occupazione del 2010 da parte di alcune famiglie e alcuni single chevenne appoggiata dalla Rete Diritti in Casa. In entrambe i casi i proprietari ottennero l’interventodella polizia per far sgomberare l’edificio, giustificando l’urgenza dell’intervento con il fatto che lacasa doveva essere ristrutturata per essere venduta. Oggi a distanza di 8 anni dal primo sgombero e a 4 e mezzo dal secondo la casa rimane abbandonata, fatiscente, pericolante, invasa da topi, con una ricaduta negativa su tutto il quartiere in termini di pericolo, condizioni igieniche, degrado, con costi sociali che ricadono su tutto il vicinato.

lunedì 30 maggio 2016

MORIRE DI SFRATTO: QUANDO IL VALORE DI UNA VITA VALE MENO DI UN AFFITTO



                                                                                       
Chi e dove sono i barbari? Habassi è stato torturato a morte perché non pagava l'affitto, da due benestanti barbari parmigiani. Ma la consapevolezza di vivere in mezzo ai barbari ci viene data dalle mezze frasi, dalle giustificazioni, dalla mancanza di pudore di chi prova a giustificare, di chi cerca attenuanti, di chi getta fango su chi ormai non si potrà più difendere.
Tempi barbari dunque, dove il maggior quotidiano cittadino non perde occasione per fare le sue sporche speculazioni politiche diffondendo a più riprese la voce che la vittima era un occupante abusivo, nonostante ciò non sia vero, in quanto chi è moroso non è un occupante abusivo. Dobbiamo dunque porci l'interrogativo se i responsabili di questo atroce omicidio siano solo quelli che attualmente sono in carcere o se, con diverse gradazioni, ce ne siano anche altri. Pensiamo ad esempio a tutti i politici che parlano di rispetto dei nostri valori, della superiorità della nostra cultura rispetto alle altre, e poi si disinteressano sempre più dell'emergenza casa, del fatto che migliaia di persone sono costrette a vivere per strada. Dove sono dunque i nostri valori? Nel salvare le banche e abbandonare le persone?

mercoledì 11 maggio 2016

solidarietà ai compagni e alle compagne di Modena

come rete diritti in casa esprimiamo tutta la nostra solidarietà e complicità ai compagni e alle compagne di Modena che lottano per il diritto alla casa e che oggi han subito da occupanti e solidali una repressione brutale e barbara ben indicativa di quale sia la vera faccia dello Stato.. Pensano davvero di fermare chi lotta per la propria dignità a suon di manganello? non funzionerà ,faranno aumentare solamente la nostra rabbia e la nostra determinazione.

lunedì 9 maggio 2016

NO ALLO SGOMBERO DELLA CASA OCCUPATA DI VIA ZAROTTO 80




Da più parti giungono voci di un prossimo intervento di polizia per lo sgombero della palazzina di Via Zarotto 80 dove lo scorso 24 ottobre 8 famiglie e 4 gruppi di singoli, per un totale di 35 persone delle quali 9 di minore età, erano entrati per trovare un alloggio. Le famiglie avevano quasi tutte subito un precedente sfratto, ad eccezione di un nucleo famigliare e gruppi di singoli che provenivano dalla precedente occupazione di Via Cagliari dalla quale erano state cacciate dalla polizia su richiesta della banca Unicredit.
Per tutte le famiglie, alcune delle quali provenienti da paesi della provincia, l’occupazione è stata l’unica opportunità di avere un tetto sulla testa da dove ripartire per crearsi un’opportunità di vita, a fronte di un mercato della casa che li esclude perché poveri e a fronte della completa insufficienza della politiche abitative pubbliche.
L’edificio occupato è proprietà di una ricchissima famiglia parmigiana che si è potuta permettere di lasciare vuoto l’edificio per 20 anni, da quando la polizia stradale, precedente utilizzatore del palazzo, si trasferì in via Chiavari nella nuova sede. Per 20 anni l’edificio è rimasto vuoto senza essere ristrutturato né abitato. Solo oggi siamo testimoni dell’interesse della proprietà per l’immobile, oggi che l’immobile è vivo ed usato, per di più ristrutturato e pulito a spese degli abitanti stessi. Noi diciamo che la pretesa da parte della proprietà di riavere subito l’immobile è la pretesa arrogante  di affermare che il diritto di tenere vuoto un immobile di cui non si ha nessun bisogno né nessun progetto deve prevalere sul diritto di decine di persone di usare l’immobile per i loro bisogni primari.
Il fatto che il procuratore,che sembra abbia già emesso decreto di sequestro, si sia tanto prodigato per assecondare le richieste di avvocati profumatamente pagati dalla proprietà, la dice lunga sul primato che il principio di proprietà privata detiene ormai rispetto a tutti i diritti umani seppur previsti e in teoria difesi da leggi e costituzione.
 Il procuratore se ne fotte del fatto che decine di persone con minori vengano sbattute per strada, senza alternative. A lui interessa solo di assecondare le pretese del ricco possidente che si può permettere gli avvocati qualificati. Lo stesso concetto di legalità di cui tanti (procure comprese) si riempiono la bocca, oggi è chiaramente coniugato solo con il principio della difesa del diritto di fare affari, investire, speculare, possedere e completamente svincolato da principi di giustizia sociale, equità e anche buon senso.
Nella stessa zona la polizia intervenne un paio d’anni fa per sgomberare una palazzina in Via Casa Bianca occupata da 3 famiglie: anche in quel caso la potenza economica dei proprietari riuscì a far breccia nel cuore di procura e questura e si arrivò a uno sgombero eseguito con tempi velocissimi, a pochi mesi dall’occupazione. Oggi quella casa giace inutilizzata e decadente e costituisce una situazione di degrado per il quartiere.
Chiaro che l’affermarsi di questa costituzione materiale tutta orientata alla difesa del profitto, della proprietà e della speculazione è frutto della debolezza del conflitto sociale, specialmente in Italia. In questo scenario il conflitto per il diritto alla casa è una delle poche situazioni in controtendenza e per questo sta subendo una dura repressione con sgomberi e denunce da Roma a Bologna e ora a Parma.Il governo Renzi si è ben distinto nel porsi a paladino della difesa degli interessi di quel blocco sociale che fa della rendita speculativa la sua fonte di potenza e di privilegi: dal piano casa allo sblocca italia passando per il jobs act è chiaro il piano di difesa degli interessi di borghesia proprietaria e di ricchi palazzinari a spese di lavoratori, disoccupati e senza casa.
Esiste solo una strada per sconfiggere l’emarginazione e la paura, per ricominciare a conquistare diritti, salario o reddito . E’ una strada fatta di resistenze e lotte quotidiane, di connessioni tra chi si oppone in tutti i campi alla sottrazione di tempo, denaro, lavoro, spazi vitali a spese di chi sta nei gradini più bassi della scala sociale.


CHIEDIAMO SOLIDARIETA’ CONCRETA NELLA LOTTA A DIFESA DEL DIRITTO ALL’ABITARE, OFFRIAMO LA NOSTRA LOTTA A CHI SI OPPONE E RESISTE A QUESTO SISTEMA DECADENTE CHE DEPREDA ED EMARGINA


SABATO 14 MAGGIO ORE 16

PRESSO CASA OCCUPATA VIA ZAROTTO 80
ASSEMBLEA PUBBLICA CONTRO LO SGOMBERO




Abitanti di Via Zarotto 80

RETE DIRITTI IN CASA

martedì 23 febbraio 2016

La Lotta Paga!

                                                             
Questa mattina digos e legali della famiglia Tegoni si sono ritrovati davanti alle ex palazzine occupate di borgo bosazza 6 e 22 per relizzare un sogno durato 2 anni: quello di sgomberare, sequestrare e sigillare le porte dei due stabili.
Questo sogno, in realtà, si è avverato solo in parte in quanto mentre in borgo bosazza c’era chi esultava davanti all’apposizione dei sigilli, in altre parti della città tutti i nuclei che vivevano nei due palazzi oggi stanno ricominciando una nuova vita dentro delle nuove case.
Questo non è altro che il frutto della lotta per una vita degna degli uomini e delle donne che ogni giorno si mettono in gioco per ottenere diritti reali per tutte e tutti.
Sorridiamo davanti all’arroganza di chi si sente appagato all’idea di poter lasciare case vuote per anni in una città dove tante sono le persone che dormono in strada.
Con lo stesso sorriso, ricordiamo alle stesse persone che a Parma l’aria è cambiata e che chi ha i diritti negati non resterà più da solo/a a piangere ma si unirà con altri/e e riaprirà quelle porte che scioccamente si pensano di poter tenere sigillate pagando avvocati e operai.
Consci/e del fatto che nessuna casa verrà lasciata vuota, affermiamo con orgoglio e convinzione che
LA DIGNITA’ NON SI COMPRA, SI CONQUISTA A SPINTA (proprio come hanno fatto gli/le ex abitanti di borgo bosazza).

martedì 12 gennaio 2016

Borgo Bosazza in Festa!sabato 16 gennaio








Dopo le minacce di sgombero e il distacco della luce delle palazzine occupate di Borgo Bosazza , le polemiche sul degrado in quartiere il mal operato dei vigili urbanie la rimozione del muro della gentilezza , Rete Diritti in Casa e ArtLab occupato organizzano una giornata di festa e di discussione su cio che accade in quartiere e in città .

dalle ore :
12 Pranzo sociale

15/30 Assemblea pubblica - FARE RETE: conflitti urbani e mutualismo sociale per costruire spazi di agibilità

A seguire musica e vinbrulè.

Per tutto il pomeriggio saranno presenti con i loro banchi i produttori della Mercatiniera.
Live painting.

Documento dell'assemblea :
FARE RETE: conflitti urbani e mutualismo sociale per costruire spazi di agibilità

Nonostante l’apparente piatto clima di pace sociale volutamente sostenuto da mass media che danno risalto solo agli eventi di cronaca incentivando la diffusione della paura, in italia e nel mondo il conflitto sociale esiste e resiste, in nuove forme, dinamiche e con nuovi soggetti.