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mercoledì 15 novembre 2017

RAZZISMO E DIRITTO ALL’ABITARE: DUE QUESTIONI STRETTAMENTE CONNESSE


Tra i tanti argomenti  contro i migranti usati dai mass media in cerca di audience e dai vari populisti/razzisti/fascisti in cerca di facile consenso, quello sull’accesso all’abitazione è uno dei più utilizzati e tra i più conditi di falsità che contribuiscono ad alimentare razzismo e guerra tra poveri.
Guardando in faccia la realtà, i migranti sono oggi tra i soggetti che hanno più difficoltà ad accedere all’alloggio: le banche non concedono mutui alle famiglie di migranti così anche i nuclei più inseriti e stabilizzati possono ricorrere solo alla ricerca di alloggi in affitto. Se abbiniamo a questa considerazione il fatto che le famiglie italiane sono invece per la grande maggioranza proprietarie dell’alloggio in cui vivono (72%) risulta chiaro il perché il mercato della locazione è affollato soprattutto da migranti.
Il mercato privato ha poi un atteggiamento selvaggio rispetto alla domanda di abitazione da parte dei migranti e da parte dei poveri in generale: per avere accesso a una locazione spesso non basta un solo contratto di lavoro stabile, mentre il rifiuto è garantito per tutte le situazioni in cui il contratto di lavoro è precario, non ben remunerato, a termine ecc.. A questo bisogna aggiungere il fatto che per tanti proprietari c’è un plus di discriminazione razziale e il “non si affitta a stranieri” anche se non è scritto esplicitamente sugli annunci è spesso tradotto nella realtà dei fatti con un “abbiamo già affittato” quando a rapportarsi allo sportello dell’agenzia è un immigrato. Il mercato della locazione è poi stato stravolto dalla diffusione di Air B&B che sottrae la disponibilità di alloggi per gli affitti a lungo termine per destinarli agli utilizzi a fini turistici o per affitti di breve periodo

martedì 23 febbraio 2016

La Lotta Paga!

                                                             
Questa mattina digos e legali della famiglia Tegoni si sono ritrovati davanti alle ex palazzine occupate di borgo bosazza 6 e 22 per relizzare un sogno durato 2 anni: quello di sgomberare, sequestrare e sigillare le porte dei due stabili.
Questo sogno, in realtà, si è avverato solo in parte in quanto mentre in borgo bosazza c’era chi esultava davanti all’apposizione dei sigilli, in altre parti della città tutti i nuclei che vivevano nei due palazzi oggi stanno ricominciando una nuova vita dentro delle nuove case.
Questo non è altro che il frutto della lotta per una vita degna degli uomini e delle donne che ogni giorno si mettono in gioco per ottenere diritti reali per tutte e tutti.
Sorridiamo davanti all’arroganza di chi si sente appagato all’idea di poter lasciare case vuote per anni in una città dove tante sono le persone che dormono in strada.
Con lo stesso sorriso, ricordiamo alle stesse persone che a Parma l’aria è cambiata e che chi ha i diritti negati non resterà più da solo/a a piangere ma si unirà con altri/e e riaprirà quelle porte che scioccamente si pensano di poter tenere sigillate pagando avvocati e operai.
Consci/e del fatto che nessuna casa verrà lasciata vuota, affermiamo con orgoglio e convinzione che
LA DIGNITA’ NON SI COMPRA, SI CONQUISTA A SPINTA (proprio come hanno fatto gli/le ex abitanti di borgo bosazza).

martedì 12 gennaio 2016

Borgo Bosazza in Festa!sabato 16 gennaio








Dopo le minacce di sgombero e il distacco della luce delle palazzine occupate di Borgo Bosazza , le polemiche sul degrado in quartiere il mal operato dei vigili urbanie la rimozione del muro della gentilezza , Rete Diritti in Casa e ArtLab occupato organizzano una giornata di festa e di discussione su cio che accade in quartiere e in città .

dalle ore :
12 Pranzo sociale

15/30 Assemblea pubblica - FARE RETE: conflitti urbani e mutualismo sociale per costruire spazi di agibilità

A seguire musica e vinbrulè.

Per tutto il pomeriggio saranno presenti con i loro banchi i produttori della Mercatiniera.
Live painting.

Documento dell'assemblea :
FARE RETE: conflitti urbani e mutualismo sociale per costruire spazi di agibilità

Nonostante l’apparente piatto clima di pace sociale volutamente sostenuto da mass media che danno risalto solo agli eventi di cronaca incentivando la diffusione della paura, in italia e nel mondo il conflitto sociale esiste e resiste, in nuove forme, dinamiche e con nuovi soggetti.

sabato 9 gennaio 2016

comunicato S.I. Cobas sulla Bormioli Rocco di Fidenza

come rete diritti in casa ieri come sempre saremo a fianco dei lavoratori in lotta,davanti alle case degli sfrattati così come davanti ai cancelli delle fabbriche con gli sfruttati.

ecco il comunicato del S.I. cobas sui fatti accaduti alla Bormioli Rocco di Fidenza:

Il "braccio di ferro vertenziale" é stato innescato dal solito cambio appalto, con cui la committenza (in questo caso la Bormioli) ha inteso stroncare le rivendicazioni operaia in marcia da più di un anno.
In particolare i padroni stanno cercando di imporre attraverso un accordo stipulato dal consorzio CAL (nuovo fornitore) con la CGIL (che possiede una rappresentanza ampiamente minoritaria all'interno dello stabilimento fidentino) la perdita di un livello, dell'anzianità maturata, il diritto alla malattia e, nei fatti, una riduzione dell'organico.

mercoledì 23 dicembre 2015

COMUNICATO STAMPA IN MERITO A FONDO PER LA MOROSITA’ INCOLPEVOLE



Come Rete Diritti in Casa riteniamo di dover fare alcune considerazioni in merito all’apertura dell’avviso pubblico per il fondo morosità incolpevole.
Non è la prima volta che simili strumenti vengono applicati: in alcuni casi questo strumento consentirebbe di sospendere l’esecuzione degli sfratti consentendo a famiglie sotto sfratto di respirare e di provare a ripartire con il rispetto degli obblighi contrattuali o avendo tempo per trovare un alloggio alternativo. Questa possibilità dovrebbe indurre le autorità preposte a sospendere momentaneamente l’esecuzione degli sfratti, consentendo alle famiglie interessate di tentare l’applicazione dello strumento .
I limiti evidenti dello stesso d’altronde sono chiari: innanzitutto parliamo di un fondo molto esiguo: 170.000 euro, se fossero ripartiti in modo uguale tra le centinaia di famiglie sotto sfratto darebbero poche centinaia di Euro per ogni situazione. Molto probabilmente sarà possibile soddisfare in modo adeguato le esigenze di poche decine di famiglie. Altro grande limite di questo strumento è che la sua praticabilità è subordinata all’accettazione da parte del proprietario della sospensione della procedura, cosa che non si verifica quasi mai.

lunedì 21 dicembre 2015

Tegoni distacca il Natale. Tredici famiglie al buio e al freddo. Occupata Piazza Garibaldi



dal sito www .anomaliaparma.org:

Oggi abbiamo deciso di scendere in piazza per rivendicare il diritto all’abitare e opporci sempre più fermamente all’articolo 5 del governo Renzi, che determina per migliaia di persone l’inaccessibilità alle utenze.
Mentre si sta festeggiando tra luci e musica il riconoscimento Unesco a Parma come città creativa per la gastronomia 2015, noi eravamo lì a manifestare solidarietà e rabbia per e con tutti gli occupanti e le occupanti di Borgo Bosazza che vivranno questo Natale al freddo e al buio.
Davanti a una piazza gremita di gente, siamo saliti sul palco, riappropriandoci dell’attenzione collettiva sull’emergenza abitativa. Nei giorni appena scorsi tredici nuclei familiari, tra i quali bambini, anziani e ammalati, sono stati lasciati senza luce e senza riscaldamento in pieno inverno. Questo vuole dire mettere a rischio salute e vita di tante persone, tanto più che le istituzioni sanno benissimo che per gli occupanti non esiste alternativa abitativa al di fuori dell’alloggio occupato.

mercoledì 16 dicembre 2015

13 FAMIGLIE CON TANTI BAMBINI E ANZIANI LASCIATI SENZA LUCE E GAS IN PIENO INVERNO



Questa mattina con un improvviso blitz polizia carabinieri e tecnici di Iren hanno distaccato la luce ai civici 6 e 22 di Via Bosazza. I due palazzi, abbandonati al degrado dai mega-proprietari immobiliari Tegoni, erano tornati a vivere con l’occupazione del 15 ottobre 2014 da parte di 13 famiglie bisognose.
Dopo il distacco del gas della scorsa estate, i proprietari sono tornati all’attacco con il servile supporto di Procura e questura che hanno oggi provveduto a lasciare senza riscaldamento e luce le 13 famiglie. Tra questi tanti bambini (il più piccolo non ha nemmeno un anno) e anziani, tra i quali una signora che ha dovuto farsi ricoverare per non aver retto lo stress.

lunedì 7 dicembre 2015

Comunicato stampa Rete Diritti in casa in seguito a manifestazione per blocco degli sfratti del 5/12/2015



La delegazione che oggi è stata ricevuta dalla Vice Capo di Gabinetto della Prefettura di Parma Dott.ssa Fernanda Canfora in seguito al presidio sotto la Prefettura ha riportato al prefetto per il tramite della dott.ssa Canfora due questioni inerenti l’emergenza abitativa a Parma:
La necessità di giungere ad un blocco almeno temporaneo degli sfratti per poter nel frattempo predisporre alcuni interventi in materia di politiche abitative. Il blocco si rende necessario perché il Comune non riesce a far fronte nemmeno all’accoglienza delle famiglie con minori che si ritrovano senza alloggio in seguito allo sfratto il che mette a repentaglio la salute di persone bisognose di essere protette. La sospensione temporanea degli sfratti consentirebbe :

martedì 25 agosto 2015

comunicato stampa rete diritti in casa su famiglie fatte uscire dai residence dal comune di Parma senza soluzioni alternative



Da alcuni mesi continuiamo a ricevere segnalazioni di mancata assistenza ai minori in seguito a sfratti che colpiscono le famiglie di appartenenza. Praticamente dopo lo sfratto tutta la famiglia, compresi i bambini in tenera età vengono abbandonati a sé stessi dai servizi sociali.
Siccome le motivazioni dello sfratto sono nel 90% dei casi dovute al fatto che le famiglie si trovano in difficoltà economica, dopo l’esecuzione queste non possono permettersi nessuna soluzione abitativa onerosa, seppur provvisoria come hotel, un altro affitto ecc per cui sono costrette a dormire in auto o per strada o in stazione ecc. La mancanza di soluzioni alternative si manifesta in questi giorni anche per i nuclei con minori che vengono fatti uscire dai Residence perché il comune non ha più soldi per sostenere le spese per l’accoglienza in queste strutture. Anche in questo caso, considerato che le case protette, i dormitori e le case popolari risultano tutte piene e già assegnate, una volta cacciati dai Residence per le famiglie non rimane che la strada.
E’ il caso di 5 famiglie che saranno  fatte uscire  da un Residence di Collecchio domani famiglie in cui ci sono 11 minori di cui due bambini di un mese e tre mesi: anche per loro il Comune di Parma non ha offerto nessuna alternativa alla strada e  per protesta promettono di dormire presso la sede dei servizi sociali in Via Leonardo da Vinci.

domenica 11 gennaio 2015

SALA PIENA ALLA PRIMA ASSEMBLEA CONTRO LA SVENDITA DELLE CASE POPOLARI


Una assemblea vivace quella di ieri sera nella sala comunale del quartiere Cinghio/Montanara: interessanti gli interventi delle realtà di Milano e Bologna che ci hanno mostrato come la situazione sia equivalente nelle grandi città vicine a noi. Oltre 2 ore di assemblea ci hanno permesso di capire la strategia speculativa che punta a far cassa sulle spalle dei più deboli per mantenere inalterate le posizioni di rendita e i guadagni dei soliti noti. Ora tocca a noi mettere in campo mobilitazioni che riescano a mettere in crisi il piano di alienazioni di case popolari! Di seguito il testo della convocazione dell'assemblea:

Negli ultimi mesi le case popolari in Italia sono al centro di una fortissima polemica massmediatica : da un lato si attaccano gli occupanti abusivi di case popolari a Milano, dall’altra parte partiti e gruppuscoli politici reazionari e xenofobi come la lega e casapound continuano a sostenere il diritto di precedenza degli italiani nelle assegnazioni delle case popolari.