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mercoledì 20 febbraio 2019

l'insensatezza del male continua e si fa più crudele






Anche oggi a Parma  2 sfratti eseguiti in modo infame contro due famiglie in grave difficoltà. Si tratta di due nuclei monogenitoriali dove le madri si trovano da sole ad accudire rispettivamente 3 e 2 figli e a mantenerli con lavori precari. Entrambe gli sfratti sono stati eseguiti con la polizia mandata dal questore anche se in tutti e due i casi la procedura di sfratto era solo ai primi passaggi. Visti i tempi strettissimi di esecuzione le famiglie non avevano assolutamente nessuna prospettiva di aiuto dai servizi sociali e ancora non si sa dove potranno dormire stanotte. Considerato che tutte le strutture, anche in conseguenza di queste esecuzioni, sono sature c'è il forte rischio che queste famiglie siano costrette a rimanere per strada. Sembra assurdo che le istituzioni non riescano a coordinarsi tra di loro. Se il comune non è in grado di far fronte a questa emergenza chieda al prefetto di sospendere le esecuzioni. Non ci capisce la necessità di questo cambio di passo da parte degli organi decentrati del governo, in particolare da parte della Prefettura: si sta perpetrando una violenza inusitata contro i più poveri, in particolare si moltiplicano i casi in cui a subire questa crudeltà sono donne che gestiscono da sole i loro figli. Evidentemente c'è la volontà di tutelare solamente i proprietari senza tenere conto che così facendo si mette a rischio la vita stessa delle persone. D'altro canto emerge con chiarezza che gli strumenti pubblici messi in campo dal Comune per affrontare questa emergenza sono insufficienti.

Rete Diritti in Casa

martedì 7 ottobre 2014

Bergamo: sfratti per morosità, parte la moratoria!

Bergamo – As.I.A. e Unione Inquilini lanciano la moratoria sugli sfratti per morosità incolpevole, provvedimento già adottato in altre provincie di Italia.
Le amministrazioni comunali sono per ragioni differenti in difficoltà nel rispondere al diffuso disagio abitativo, per questo i sindacati degli inquilini chiedono anche ai Sindaci di assumere una posizione chiara: la moratoria è lo strumento necessario per fornire soluzioni dignitose ai cittadini, nonostante i gravi deficit di bilancio in cui si trovano i Comuni.
Bergamo non è un’eccezione, i suoi dati sono in linea con la tendenza nazionale.
L’emergenza abitativa ha raggiunto livelli allarmanti in città e provincia. I dati del 2013 citati nel documento congiunto restituiscono la cruda realtà dei fatti: “Sono stati 15.387 i nuovi sfratti per morosità convalidati in Lombardia, con un incremento del 19% sul 2012. A Bergamo e provincia i nuovi sfratti per morosità nel 2013 sono stati 1.173; le richieste di esecuzione 1.702 (+17%), le esecuzioni con l’ausilio della forza pubblica (con tutti i costi a carico dei contribuenti che ne derivano) sono state ben 529 con un incremento del 10%.
In tutta la Bergamasca ed in particolare nelle aree industriali la perdita del posto di lavoro determinata dalla crisi economica, […] gli sfratti per morosità abbiano ampiamente superato quelli per scadenza contrattuale (finita locazione), raggiungendo nel 2013 il 91% del totale; al contempo crescono in maniera rilevantissima le esecuzioni immobiliari (pignoramenti) determinate dal mancato pagamento dei mutui. Rispetto all’anno 2007, (cioè nell’arco di 5 anni) si è avuto un incremento del 140%
”.

venerdì 19 settembre 2014

Massimo Pasquini: “Verso risposte concrete per chi vive con sfratto per morosità incolpevole”


Intervista a Massimo Pasquini, Segreteria Unione Inquilini Roma, dopo l’approvazione della mozione sulla morosità incolpevole.
Alla luce dei numeri drammatici presentatati quest’estate dal ministero sugli sfratti, la graduazione si presenta come un primo tentativo di arginare il dramma?
Un tentativo timido con al momento una dotazione finanziaria assolutamente insufficiente, ma un tentativo che va perseguito. Negli anni scorsi le iniziative dell’unione inquilini e di altri a Roma e nel resto d’Italia, penso ai picchetti antisfratto, alle manifestazioni, alle occupazioni, alle giornate “sfratti zero”, hanno contribuito a conquistare una normativa che con l’articolo 6 comma 5 della legge 124 del 2013 ha istituito un fondo destinato ad affrontare le morosità incolpevoli e ha disposto che i Comuni facciano l’accompagnamento sociale nel passaggio da casa a casa e l’elenco delle famiglie che hanno i requisiti per il riconoscimento della morosità incolpevole da inviare al prefetto che deve graduare gli sfratti. Poi il decreto attuativo 14 maggio 2014, pubblicato in gazzetta ufficiale il 14 luglio 2014, ha ripartito le risorse alle regioni e ha stabilito i requisiti in base ai quali è riconosciuta la morosità incolpevole.