Il presidio di ieri è stato molto partecipato, molto combattivo e
creativo, nonostante la stampa voglia descriverlo come "violento".
Nessun aggredito, nessuno spintone; il signore che si è fatto male, e ci
dispiace molto, purtroppo è inciampato, e neanche la polizia ha capito
come sia accaduto. Ma alle criminalizzazioni ci siamo abituati.
Purtroppo per loro invece il presidio si è ingrossato man mano che
Salvini ritardava il suo arrivo, nonostante la pioggia. Dall'inizio alla
fine, molti giovani immigrati si sono
uniti a noi spontaneamente e questo è un ottimo segnale di
partecipazione e "senso civico", in un contesto in cui gli italianissimi
sembrano pensare invece solo allo shopping e al "divertimento"
commercializzato.
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mercoledì 12 novembre 2014
giovedì 9 ottobre 2014
lunedì 29 settembre 2014
Gravissima aggressione della polizia a un militante del Movimento di Lotta per la Casa
Ieri l’altro sera, martedì 23 settembre,
all’occupazione di via Baracca 18 era in corso una riunione del
Movimento di lotta per la casa di Firenze. Terminata l’assemblea, un
attivista del movimento, che tornava a casa all’occupazione dell’Hotel
Concorde a bordo della sua macchina, è stato inseguito da un furgone
bianco con a bordo alcune persone. Quando queste hanno esposto una sirena lampeggiante blu si è reso conto che si trattava di poliziotti in borghese, e ha subito accostato l’auto.
Gli agenti, senza fare discorsi, lo hanno prima ammanettato a terra e poi aggredito con calci e pugni.
Il compagno è stato poi portato in Questura, dove ha continuato a ricevere botte, pesanti minacce e umiliazioni di vario tipo. “Occupate le case”, “rubate la luce”. Queste le uniche motivazioni del pestaggio date dagli agenti.
Secondo un copione ben conosciuto, il compagno è uscito dalla Questura con una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale.
Gli agenti, senza fare discorsi, lo hanno prima ammanettato a terra e poi aggredito con calci e pugni.
Il compagno è stato poi portato in Questura, dove ha continuato a ricevere botte, pesanti minacce e umiliazioni di vario tipo. “Occupate le case”, “rubate la luce”. Queste le uniche motivazioni del pestaggio date dagli agenti.
Secondo un copione ben conosciuto, il compagno è uscito dalla Questura con una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale.
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