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giovedì 4 agosto 2016

COMUNICATO STAMPA RETE DIRITTI IN CASA IN MERITO ALLO SGOMBERO DELLO STABILE DI VIA ZAROTTO 80.



                                                                                                         Dopo 8 ore di resistenza da parte degli abitanti e dei solidali accorsi, si sono concluse le operazioni di sgombero della casa occupata di via Zarotto. Per le famiglie e i singoli sono state trovate delle soluzioni di accoglienza temporanea.
L’esito delle trattative avviate durante le operazioni di sgombero lascia però aperte tutte le questioni che da anni la Rete Diritti in Casa pone in merito alla emergenza abitativa.
Lo sgombero eseguito per tutelare il diritto della proprietaria Dina Zanchi di mantenere vuoto uno stabile già rimasto vuoto per 20 anni, ripropone la tematica delle migliaia di alloggi sia privati che pubblici che giacciono inutilizzati, in alcuni casi in progressivo degrado, a fronte di centinaia di sfratti in corso di esecuzione, di sovraffollamento abitativo con alloggi abitati da più famiglie, di affitti ancora a livelli stratosferici, di famiglie e singoli costretti ad abitare in alloggi fatiscenti .

domenica 31 luglio 2016

SGOMBERO IMMINENTE A PARMA

SGOMBERO IMMINENTE A PARMA
da notizie sicure è imminente lo sgombero della casa occupata di Via Zarotto 80 dove vivono 8 famiglie e 4 gruppi di singoli.
La responsabilità di questa accelerazione dei tempi dello sgombero,, è del procuratore che segue il caso. Sindaci e assessori dei comuni di parma, collecchio, traversetolo, montechiarugolo in cui risiedono gli abitanti avevano tutti chiesto più tempo per poter trovare soluzioni alternative ma il procuratore con evidenti velleità di protagonismo ed evidentemente sensibile agli argomenti della ricca possidente Zanchi Dina, proprietaria di decine di palazzi, uffici, appartamenti, casali ecc.e dei suoi quotati avvocati non ne ha voluto sapere.
Prefetto e questura evidentemente si accodano senza vergogna ai deliri della procura e si apprestano a cacciare in strada senza alternative 37 persone tra cui 10 minori. i tempi sembrano essere strettissimi. già domani è una giornata a rischio e il tutto si dovrebbe compiere entro i primi di Agosto.

mercoledì 8 giugno 2016

Conferenza stampa -presidio venerdì 10 Giugno ore 17 in via Bengasi a Parma

LE CASE SONO FATTE PER ESSERE ABITATE
La   recente   protesta   degli abitanti della zona  intorno   a   Via   Bengasi   che   lamentano   lo   stato   diabbandono di una grande palazzina privata abbandonata dai proprietari, ci consente di aggiungerealcune considerazioni più generali alle giuste rimostranze fatte dai vicini di casa.La palazzina in oggetto era stata oggetto di ben 2 occupazioni da parte di senza casa: la primaoccupazione del 2008 fu opera di un gruppo di rifugiati che non trovavano spazio nei progetti diaccoglienza. La seconda fu un’occupazione del 2010 da parte di alcune famiglie e alcuni single chevenne appoggiata dalla Rete Diritti in Casa. In entrambe i casi i proprietari ottennero l’interventodella polizia per far sgomberare l’edificio, giustificando l’urgenza dell’intervento con il fatto che lacasa doveva essere ristrutturata per essere venduta. Oggi a distanza di 8 anni dal primo sgombero e a 4 e mezzo dal secondo la casa rimane abbandonata, fatiscente, pericolante, invasa da topi, con una ricaduta negativa su tutto il quartiere in termini di pericolo, condizioni igieniche, degrado, con costi sociali che ricadono su tutto il vicinato.

lunedì 9 maggio 2016

NO ALLO SGOMBERO DELLA CASA OCCUPATA DI VIA ZAROTTO 80




Da più parti giungono voci di un prossimo intervento di polizia per lo sgombero della palazzina di Via Zarotto 80 dove lo scorso 24 ottobre 8 famiglie e 4 gruppi di singoli, per un totale di 35 persone delle quali 9 di minore età, erano entrati per trovare un alloggio. Le famiglie avevano quasi tutte subito un precedente sfratto, ad eccezione di un nucleo famigliare e gruppi di singoli che provenivano dalla precedente occupazione di Via Cagliari dalla quale erano state cacciate dalla polizia su richiesta della banca Unicredit.
Per tutte le famiglie, alcune delle quali provenienti da paesi della provincia, l’occupazione è stata l’unica opportunità di avere un tetto sulla testa da dove ripartire per crearsi un’opportunità di vita, a fronte di un mercato della casa che li esclude perché poveri e a fronte della completa insufficienza della politiche abitative pubbliche.
L’edificio occupato è proprietà di una ricchissima famiglia parmigiana che si è potuta permettere di lasciare vuoto l’edificio per 20 anni, da quando la polizia stradale, precedente utilizzatore del palazzo, si trasferì in via Chiavari nella nuova sede. Per 20 anni l’edificio è rimasto vuoto senza essere ristrutturato né abitato. Solo oggi siamo testimoni dell’interesse della proprietà per l’immobile, oggi che l’immobile è vivo ed usato, per di più ristrutturato e pulito a spese degli abitanti stessi. Noi diciamo che la pretesa da parte della proprietà di riavere subito l’immobile è la pretesa arrogante  di affermare che il diritto di tenere vuoto un immobile di cui non si ha nessun bisogno né nessun progetto deve prevalere sul diritto di decine di persone di usare l’immobile per i loro bisogni primari.
Il fatto che il procuratore,che sembra abbia già emesso decreto di sequestro, si sia tanto prodigato per assecondare le richieste di avvocati profumatamente pagati dalla proprietà, la dice lunga sul primato che il principio di proprietà privata detiene ormai rispetto a tutti i diritti umani seppur previsti e in teoria difesi da leggi e costituzione.
 Il procuratore se ne fotte del fatto che decine di persone con minori vengano sbattute per strada, senza alternative. A lui interessa solo di assecondare le pretese del ricco possidente che si può permettere gli avvocati qualificati. Lo stesso concetto di legalità di cui tanti (procure comprese) si riempiono la bocca, oggi è chiaramente coniugato solo con il principio della difesa del diritto di fare affari, investire, speculare, possedere e completamente svincolato da principi di giustizia sociale, equità e anche buon senso.
Nella stessa zona la polizia intervenne un paio d’anni fa per sgomberare una palazzina in Via Casa Bianca occupata da 3 famiglie: anche in quel caso la potenza economica dei proprietari riuscì a far breccia nel cuore di procura e questura e si arrivò a uno sgombero eseguito con tempi velocissimi, a pochi mesi dall’occupazione. Oggi quella casa giace inutilizzata e decadente e costituisce una situazione di degrado per il quartiere.
Chiaro che l’affermarsi di questa costituzione materiale tutta orientata alla difesa del profitto, della proprietà e della speculazione è frutto della debolezza del conflitto sociale, specialmente in Italia. In questo scenario il conflitto per il diritto alla casa è una delle poche situazioni in controtendenza e per questo sta subendo una dura repressione con sgomberi e denunce da Roma a Bologna e ora a Parma.Il governo Renzi si è ben distinto nel porsi a paladino della difesa degli interessi di quel blocco sociale che fa della rendita speculativa la sua fonte di potenza e di privilegi: dal piano casa allo sblocca italia passando per il jobs act è chiaro il piano di difesa degli interessi di borghesia proprietaria e di ricchi palazzinari a spese di lavoratori, disoccupati e senza casa.
Esiste solo una strada per sconfiggere l’emarginazione e la paura, per ricominciare a conquistare diritti, salario o reddito . E’ una strada fatta di resistenze e lotte quotidiane, di connessioni tra chi si oppone in tutti i campi alla sottrazione di tempo, denaro, lavoro, spazi vitali a spese di chi sta nei gradini più bassi della scala sociale.


CHIEDIAMO SOLIDARIETA’ CONCRETA NELLA LOTTA A DIFESA DEL DIRITTO ALL’ABITARE, OFFRIAMO LA NOSTRA LOTTA A CHI SI OPPONE E RESISTE A QUESTO SISTEMA DECADENTE CHE DEPREDA ED EMARGINA


SABATO 14 MAGGIO ORE 16

PRESSO CASA OCCUPATA VIA ZAROTTO 80
ASSEMBLEA PUBBLICA CONTRO LO SGOMBERO




Abitanti di Via Zarotto 80

RETE DIRITTI IN CASA

martedì 23 febbraio 2016

La Lotta Paga!

                                                             
Questa mattina digos e legali della famiglia Tegoni si sono ritrovati davanti alle ex palazzine occupate di borgo bosazza 6 e 22 per relizzare un sogno durato 2 anni: quello di sgomberare, sequestrare e sigillare le porte dei due stabili.
Questo sogno, in realtà, si è avverato solo in parte in quanto mentre in borgo bosazza c’era chi esultava davanti all’apposizione dei sigilli, in altre parti della città tutti i nuclei che vivevano nei due palazzi oggi stanno ricominciando una nuova vita dentro delle nuove case.
Questo non è altro che il frutto della lotta per una vita degna degli uomini e delle donne che ogni giorno si mettono in gioco per ottenere diritti reali per tutte e tutti.
Sorridiamo davanti all’arroganza di chi si sente appagato all’idea di poter lasciare case vuote per anni in una città dove tante sono le persone che dormono in strada.
Con lo stesso sorriso, ricordiamo alle stesse persone che a Parma l’aria è cambiata e che chi ha i diritti negati non resterà più da solo/a a piangere ma si unirà con altri/e e riaprirà quelle porte che scioccamente si pensano di poter tenere sigillate pagando avvocati e operai.
Consci/e del fatto che nessuna casa verrà lasciata vuota, affermiamo con orgoglio e convinzione che
LA DIGNITA’ NON SI COMPRA, SI CONQUISTA A SPINTA (proprio come hanno fatto gli/le ex abitanti di borgo bosazza).

lunedì 14 dicembre 2015

SPORTELLO PER IL DIRITTO ALL’ABITARE

CONTRO SFRATTI, SGOMBERI, PIGNORAMENTI
 E DISTACCHI DELLE UTENZE


PRESSO SEDE SINDACATO SI COBAS

5433VIA CORNINI MALPELI 54 FIDENZA
(VICINO ALLA STAZIONE FFSS)

TUTTI I LUNEDI’ DALLE 17:30


venerdì 9 ottobre 2015

UN DISPIEGAMENTO ABNORME DI POLIZIA HA SGOMBERATO LA CASA OCCUPATA DI VIA CAGLIARI



                                               
                             
  A Parma la questione abitativa sta assumendo un livello di gravità mai visto: da un lato sono completamente esauriti gli strumenti assistenziali per tamponare le emergenze e quindi non si trova più accoglienza neanche nei dormitori. I residence sono stati chiusi senza dotarsi di altri strumenti, le case popolari sono al palo da ormai 10 anni e i pochi finanziamenti del Piano casa per le ristrutturazioni ancora non si vedono a distanza di 1 anno e mezzo dall’approvazione della legge. Gli sfratti vengono eseguiti lasciando senza protezione anche i minori e le madri, l’arroganza di alcuni ufficiali giudiziari arriva fino al punto di non segnalare agli inquilini la data degli accessi successivi nel momento in cui l’inquilino ottiene il rinvio. A questo si deve aggiungere che la stampa di regime, in primis il giornale dell’Unione degli industriali la Gazzetta di Parma, sta montando artificiosamente una campagna contro le occupazioni abitative e non avendo spunti di cronaca per parlarne male, si inventa notizie fasulle per difendere gli interessi degli speculatori immobiliari e dei rentier locali. Lo sgombero della casa di Via Cagliari si inserisce in questo contesto e assume le caratteristiche dell’ASSURDO.

martedì 25 agosto 2015

comunicato stampa rete diritti in casa su famiglie fatte uscire dai residence dal comune di Parma senza soluzioni alternative



Da alcuni mesi continuiamo a ricevere segnalazioni di mancata assistenza ai minori in seguito a sfratti che colpiscono le famiglie di appartenenza. Praticamente dopo lo sfratto tutta la famiglia, compresi i bambini in tenera età vengono abbandonati a sé stessi dai servizi sociali.
Siccome le motivazioni dello sfratto sono nel 90% dei casi dovute al fatto che le famiglie si trovano in difficoltà economica, dopo l’esecuzione queste non possono permettersi nessuna soluzione abitativa onerosa, seppur provvisoria come hotel, un altro affitto ecc per cui sono costrette a dormire in auto o per strada o in stazione ecc. La mancanza di soluzioni alternative si manifesta in questi giorni anche per i nuclei con minori che vengono fatti uscire dai Residence perché il comune non ha più soldi per sostenere le spese per l’accoglienza in queste strutture. Anche in questo caso, considerato che le case protette, i dormitori e le case popolari risultano tutte piene e già assegnate, una volta cacciati dai Residence per le famiglie non rimane che la strada.
E’ il caso di 5 famiglie che saranno  fatte uscire  da un Residence di Collecchio domani famiglie in cui ci sono 11 minori di cui due bambini di un mese e tre mesi: anche per loro il Comune di Parma non ha offerto nessuna alternativa alla strada e  per protesta promettono di dormire presso la sede dei servizi sociali in Via Leonardo da Vinci.

sabato 7 febbraio 2015

Sala piena all'assemblea contro lo sgombero di Artlab!

Sala straripante per l'assemblea contro lo sgombero di ArtLab! Oltre 150 persone al primo appuntamento pubblico per organizzare la resistenza contro i progetti speculativi dell'universitá. Il quartiere oltretorrente forte delle sue numerose occupazioni risponde alla grande alla chiamata di solidarietá dell'occupazione sociale e abitativa universitaria di borgo Tanzi.
#StopSgomberi #TaketheCity #SvegliaRettore #Parma

domenica 11 gennaio 2015

QUANDO I MOVIMENTI RIESCONO A CAMBIARE LA REALTÀ: UNA VITTORIA PER LA DIGNITÀ, UNA VITTORIA PER I CITTADINI


L’occupazione degli alloggi annessi all’ex cinema Lux di Piazzale Bernieri si è conclusa il 29 dicembre 2014 con la fuoriuscita dei nuclei occupanti cui è stata garantita una soluzione alternativa.
Una famiglia era già uscita da quasi un anno in seguito ad assegnazione casa emergenza, le altre 4 famiglie si sono già trasferite in un palazzo di proprietà della curia e gestito dal Comune di Parma in Piazzale San Giacomo che è stato concesso in comodato all’Associazione Senza Frontiere strettamente collegata alla Rete Diritti in Casa.
Nello stesso edificio si trasferiranno a breve anche le famiglie che stanno tuttora occupando lo Spazio Popolare Autogestito Sovescio di via Bixio 61 così come parte delle attività socio/ricreative che sono ospitate nello stesso palazzo.
Questo edificio era vuoto ed inutilizzato, senza nessuna destinazione d'uso prossima e la concessione in comodato costituisce un valore aggiunto per tutta la città, essendo patrimonio pubblico che rientra nella disponibilità dei cittadini, assolvendo alla funzione fondamentale di casa e riparo per persone che oggi incolpevolmente non possono permettersi un affitto e non hanno altresì la possibilità di entrare in casa popolare data la scarsità e l'inadeguatezza del patrimonio residenziale pubblico.