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venerdì 6 novembre 2015

CHI LOTTA IN PRIMA PERSONA PER DIRITTI E DIGNITA’ NON DEVE ESSERE PUNITO




                                                                       A Parma la questione abitativa è nell’occhio del ciclone sia perché sono evidenti i limiti strutturali di decenni di mancate politiche abitative in città con conseguente dramma sociale per centinaia e centinaia di famiglie, sia perché sulla questione casa è strutturata una organizzata resistenza che costituisce uno dei pochi fronti di conflitto sociale di lunga durata e in crescita.. 

Chiaramente questa mobilitazione non piace a chi per decenni sul mattone, sui prezzi crescenti degli affitti e su un’idea di città in continua espansione ha tratto grandi benefici economici, a spese del territorio e di coloro che devono ricorrere a mutui e locazioni. Ci riferiamo a Confedilizia, ai grandi proprietari immobiliari “alla Tegoni”, all’Unione Parmense degli Industriali con la sua schiera di costruttori e i suoi mezzi di comunicazione di massa. Tutti soggetti che godono di grande appeal presso l’apparato giudiziario e burocratico amministrativo della città.

martedì 9 giugno 2015

assemblea pubblica a Fornovo della Rete Diritti in Casa



Sabato 6 giugno si è tenuta a Fornovo presso sala civica Foro Boario lassemblea promossa dalla Rete Diritti in Casa di Parma in merito allemergenza abitativa nello stesso comune della Val Taro.
Sono attualmente 13 gli sfratti in fase di esecuzione a Fornovo, un numero spropositato se rapportato alla popolazione residente e se comparato con altri comuni della provincia. Nel corso dellassemblea sono emerse diverse problematicità specifiche del Comune di Fornovo.
Innanzitutto si è rilevato che negli ultimi decenni non ci sono stati interventi in merito alle politiche abitative e le ultime costruzioni di edilizia sovvenzionata risalgono al 1986. Non risultano altri interventi edificatori specifici e lunico tardivo tentativo messo in moto ultimamente dallamministrazione Grenti fa leva sui privati (affitti garantiti). Nel frattempo è stato approvato (dicembre 2009) un regolamento per le assegnazioni delle case popolari che penalizza gravemente i giovani e i migranti, cioè proprio le categorie che più spesso presentano domanda di assegnazione. Con questo regolamento per esempio si premia con punteggi spropositati chi da più tempo abita nel comune (fino a 6 punti in più) o chi ha versato per più anni contributi Gescal (fino a 4 punti in più per chi ha versato questo tipo di contributi estinti nel 1998) . Poca considerazione viene invece attribuito al disagio economico (1 solo punto per chi ha unincidenza del canone sul reddito fino al 70%), alle famiglie numerose e alle famiglie a reddito basso. In pratica un regolamento costruito su misura per gli anziani (5 punti in più per anziano sopra i 75 anni), certo meritevoli di assistenza ma solo nel caso fossero in situazione economica difficile.