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venerdì 10 gennaio 2020

BASTA CON I DISTACCHI!! LA POVERTA’ NON E’ UNA COLPA.


BASTA CON I DISTACCHI!! LA POVERTA’ NON E’ UNA COLPA.




Nessuna descrizione della foto disponibile.




Iren/Ireti continua la sua politica di distacchi per gli utenti poveri.
Ultima vittima una famiglia italiana, madre e figlio, alla quale è stata distaccata completamente l’acqua. La famiglia abita in un alloggio Acer, è in una situazione di difficoltà economica e la signora è invalida. A causa di una perdita nell’impianto, più volte segnalata ad Acer, il contatore ha accumulato molti più MC di consumi di acqua rispetto a quelli effettivamente consumati, facendo arrivare una bolletta da 3.500 €, chiaramente non sostenibili da parte di una famiglia in difficoltà ma che anche chiunque altro non avrebbe pagato.
Nonostante i ricorsi e le comunicazioni scritte inviate ad Acer e Iren/Ireti, ieri si è verificato il distacco totale dell’acqua con la rimozione del contatore e piombatura. (vedi foto)
La famiglia è stata lasciata senza acqua e conseguentemente senza riscaldamento in quanto manca la pressione in caldaia. Ad aggravare la situazione vi è l’invalidità della madre, della quale viene messa a repentaglio, con questo atto, la salute.
Il tutto è avvenuto senza preavviso alcuno.
Con la privatizzazione delle municipalizzate le utenze sono diventate pascolo per gli investitori privati che hanno beneficiato in questi anni di utili d’esercizio e dividendi notevoli, sostenuti dal continuo rincaro delle bollette. Le Multiutility come Iren speculano su beni che dovrebbero essere pubblici e devono per lo meno tutelare gli utenti in difficoltà a causa della crisi.
I costi che gravano sull’abitazione tra affitti, mutui e bollette non sono sostenibili.
Basta con i distacchi e il caro bollette!!!

Rete Diritti in Casa Parma
Sportello per il diritto all’abitare tutti i martedì in Via Mantova 24 Parma



mercoledì 28 agosto 2019

Contributo della rete diritti in casa al dibattito sull'emergenza abitativa a Parma




Ci permettiamo di inserirci nel dibattito sull’emergenza sfratti a Parma, innescato da un’omelia del Vescovo, per dire la nostra in merito, essendo una realtà che si confronta quotidianamente con l’emergenza abitativa, toccando con mano, allo sportello per il diritto all’abitare di Via Mantova e con i presidi antisfratto la gravità di una situazione che andiamo denunciando da decenni.
Più che di emergenza sfratti preferiamo parlare di gravissima e strutturale situazione di carenza di alloggi per i più poveri e per le situazioni sociali più delicate. Il fatto che il numero degli sfratti sia calato rispetto agli anni di picco (2013-2014) pur rimanendo a livelli notevoli non deve illudere: ci sono meno sfratti solo perché un mercato sempre più vorace esclude centinaia e centinaia di famiglie e di singoli dall’affitto perchè ritenuti non solvibili. Si sta creando una situazione di emarginazione estrema che costringe al sovraffollamento, all’abitare in luoghi fatiscenti o addirittura in auto o per strada, all’affollare le strutture d’emergenza. Queste situazioni non vengono rilevate dalle scarne statistiche sugli sfratti. Il mercato, che domina incontrastato la gestione degli alloggi, fiuta nuove possibilità di business: la nuova frontiera è l’affitto turistico, alimentato da manifestazioni di marketing territoriale come Parma 2020. Già oggi un migliaio di alloggi privati sono sottratti al mercato degli affitti per essere offerti ai turisti sulle piattaforme immobiliari online. Gli affitti, anche in conseguenza della riduzione dell’offerta, stanno di nuovo aumentando a fronte di una stagnazione dei valori immobiliari, alimentando la rendita parassitaria.

lunedì 4 febbraio 2019

l'insensatezza del male atto terzo

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L'EMERGENZA CASA NON SI RISOLVE CON LA POLIZIA

Oggi 4 febbraio una famiglia parmigiana composta da madre padre e bimba di 3 anni è stata sbattuta in strada da uno schieramento di circa 40 tra carabinieri, squadra mobile della polizia, vigili urbani e digos. Borgo san Giuseppe, nel cuore dell'oltretorrente, è rimasta blindata dalle 5 del mattino fino alle 11 da uno  schieramento militare che i passanti impauriti e sdegnati han  scambiato per un intervento antiterrorismo o antimafia ma che in realtà è stato destinato a sfrattare una famiglia di giovani in difficoltà,persino gli studenti della scuola adiacente son rimasti sconvolti e molti vicini hanno espresso il loro disappunto di fronte a un tal spropositato dispiegamento di uomini armati

L'intervento poteva essere benissimo evitato. Per la famiglia parmigiana c'è la prospettiva di entrare nel giro di un paio di mesi in un appartamento a basso canone possedendo tutta una serie di requisiti che ne consentono l'ammissione. Nonostante questo la questura e la prefettura hanno voluto dare un segnale di forza pur non essendocene nessuna urgenza, ponendo come priorità l'interesse speculativo dei proprietari non certo poveri mettendo d'altro canto in grossa difficoltà la famiglia e i servizi sociali.

D'altronde questa risulta essere la linea prescelta da prefetto e questore visto che questo tipo di interventi, che vanno a colpire le fasce più deboli della popolazione, si stanno ripetendo con regolarità. Ad offrire solidarietà e aiuto alla famiglia di parmigiani sotto sfratto c'erano come al solito tante persone che vivono la stessa situazione di precarietà, persone che provengono anche da altre parti del mondo e non hanno fatto caso alla provenienza di chi stava per essere sfrattato.A coloro che affermano prima gli italiani noi ribadiamo che così facendo si colpiscono prima i migranti poveri e poi i poveri italiani e che solo la solidarietà e l'unità ci possono portare a migliori condizioni di vita.

Dopo lo sfratto la giovane famiglia si è recata insieme ai solidali della Rete Diritti in Casa al polo sociale Pablo dove con non poche difficoltà si è trovata una soluzione ponte per consentire alla famiglia di rimanere unita in attesa dell'assegnazione già prospettata,soluzione che prevede,fra l'altro,che per una settimana siano ospitati "a casa nostra"perchè per noi la solidarietà non ha nazione quindi è un sacrificio che facciamo volentieri pur di non veder il nucleo diviso e il cane in canile,questi sono fatti non la becera propaganda di chi con la scusa"prima gli italiani"sbatte i poveri per strada e tollera 51000 case vuote sul territorio

RETE DIRITTI IN CASA

sabato 28 gennaio 2017

solidarietà ad Aldo Milani e ai lavoratori del Si Cobas





Aldo milani , dirigente nazionale SICobas è già stato scarcerato a meno di 24 ore dall'arresto dopo che un processo tutto mediatico aveva infangato non solo lui ma tutto il sindacalismo di base che si occupa di lotte importanti nel settore della logistica, della lavorazione delle carni e tanto altro.
L'accusa di estorsione non era credibile fin dall'inizio visto che i soldi erano stati consegnati a un intermediario della ditta Levoni che nulla aveva a che fare con il SiCobas.
Quella che si prospetta come una vera e propria montatura mediatica non stupisce più di tanto chi conosce bene l'accanimento padronale in difesa dell'ipersfruttamento dei lavoratori in questi settori strategicI. Non si contano ormai più le aggressioni fisiche a danno di dirigenti sindacali e lavoratori, non ultimo l'omicidio al picchetto di Piacenza con un lavoratore schiacciato da un camion invitato a non fermarsi da un dirigente della fabbrica.

mercoledì 8 giugno 2016

Conferenza stampa -presidio venerdì 10 Giugno ore 17 in via Bengasi a Parma

LE CASE SONO FATTE PER ESSERE ABITATE
La   recente   protesta   degli abitanti della zona  intorno   a   Via   Bengasi   che   lamentano   lo   stato   diabbandono di una grande palazzina privata abbandonata dai proprietari, ci consente di aggiungerealcune considerazioni più generali alle giuste rimostranze fatte dai vicini di casa.La palazzina in oggetto era stata oggetto di ben 2 occupazioni da parte di senza casa: la primaoccupazione del 2008 fu opera di un gruppo di rifugiati che non trovavano spazio nei progetti diaccoglienza. La seconda fu un’occupazione del 2010 da parte di alcune famiglie e alcuni single chevenne appoggiata dalla Rete Diritti in Casa. In entrambe i casi i proprietari ottennero l’interventodella polizia per far sgomberare l’edificio, giustificando l’urgenza dell’intervento con il fatto che lacasa doveva essere ristrutturata per essere venduta. Oggi a distanza di 8 anni dal primo sgombero e a 4 e mezzo dal secondo la casa rimane abbandonata, fatiscente, pericolante, invasa da topi, con una ricaduta negativa su tutto il quartiere in termini di pericolo, condizioni igieniche, degrado, con costi sociali che ricadono su tutto il vicinato.

sabato 30 maggio 2015



EMERGENZA ABITATIVA A FORNOVO



Troppe famiglie sotto sfratto a Fornovo: anni e anni di mancato intervento pubblico sulle politiche abitative causano ora la mancanza di risposte ai cittadini che a causa della crisi subiscono  lo sfratto. Si è lasciato troppo spazio al mercato immobiliare che risponde solo al criterio del profitto: il risultato è che ora ci sono tante case vuote e troppa gente senza casa.

ASSEMBLEA PUBBLICA
SABATO 6 GIUGNO 2015
ORE 16

Sala Civica Foro Boario
Via Grandi 12
Fornovo di Taro


Promossa dai cittadini sotto sfratto di Fornovo Taro

con la partecipazione della Rete Diritti in Casa Parma

sabato 18 aprile 2015

EMERGENZA CASA A FORNOVO: SETTE SFRATTI FERMATI IN UN GIORNO

Giovedì 16 aprile 2015 la Rete diritti in Casa è intervenuta a Fornovo dopo aver ricevuto segnalazione allo sportello di Via Mantova 24 di 4 imminenti sfratti nello stesso paese. 
Si tratta di famiglie di migranti che abitano li da oltre un decennio, hanno sempre pagato le tasse e gli affitti fino a che la crisi gli  ha fatto perdere il lavoro e con questo anche la possibilità di pagare una casa. Sono famiglie i cui figli sono nati e cresciuti a Fornovo, perfettamente inseriti nel contesto sociale del paese e la cui unica colpa è quella di essere poveri.
Una volta assestati i presidi antisfratto presso gli appartamenti  siamo stati raggiunti da altre famiglie del paese che ci hanno chiesto di intervenire per altri 3 sfratti in corso nella stessa giornata. Ci hanno raggiunto poi altre due donne, una per segnalarci che la casa che stava acquistando è sottoposta a pignoramento e l’altra piangendo ci ha detto che il proprietario dell’appartamento dove abita ha cambiato la serratura in sua assenza e che da 15 giorni sta girando tra ospedale stazione e comune per poter rientrare a casa e rientrare in possesso dei suoi beni primari. Dopo avere ottenuto, grazie al nutrito presidio, il rinvio di due mesi di tutti gli sfratti, abbiamo ritenuto doveroso andare a chiedere al Comune di Fornovo spiegazioni e risposte in merito a una situazione eclatante di emergenza abitativa con un numero impressionante di casi gravi concentrati in un comune di 6000 abitanti.

domenica 11 gennaio 2015

QUANDO I MOVIMENTI RIESCONO A CAMBIARE LA REALTÀ: UNA VITTORIA PER LA DIGNITÀ, UNA VITTORIA PER I CITTADINI


L’occupazione degli alloggi annessi all’ex cinema Lux di Piazzale Bernieri si è conclusa il 29 dicembre 2014 con la fuoriuscita dei nuclei occupanti cui è stata garantita una soluzione alternativa.
Una famiglia era già uscita da quasi un anno in seguito ad assegnazione casa emergenza, le altre 4 famiglie si sono già trasferite in un palazzo di proprietà della curia e gestito dal Comune di Parma in Piazzale San Giacomo che è stato concesso in comodato all’Associazione Senza Frontiere strettamente collegata alla Rete Diritti in Casa.
Nello stesso edificio si trasferiranno a breve anche le famiglie che stanno tuttora occupando lo Spazio Popolare Autogestito Sovescio di via Bixio 61 così come parte delle attività socio/ricreative che sono ospitate nello stesso palazzo.
Questo edificio era vuoto ed inutilizzato, senza nessuna destinazione d'uso prossima e la concessione in comodato costituisce un valore aggiunto per tutta la città, essendo patrimonio pubblico che rientra nella disponibilità dei cittadini, assolvendo alla funzione fondamentale di casa e riparo per persone che oggi incolpevolmente non possono permettersi un affitto e non hanno altresì la possibilità di entrare in casa popolare data la scarsità e l'inadeguatezza del patrimonio residenziale pubblico.