La notizia è sulla bocca di tanti. A Verona 2 giorni fa è morto un cittadino. Di stenti. Di freddo. Come un cane abbandonato. Lasciato solo, privato della dignità, si è spento nell'indifferenza delle istituzioni, della società.
Era una morte evitabile, era una morte da evitare.
Toni aveva 60 anni, ed era un lavoratore, un idraulico per la precisione. Toni, come tanti altri in tempo di crisi, aveva perso il lavoro e poi la casa. E poi la vita. Come lui, altre decine di migliaia di persone in Italia rischiano la vita colpevoli solamente di essere entrati in una condizione di povertà. La povertà oggi si paga cara, troppo cara. Toni ha fatto notizia, troppo tardi, ma tanti altri non faranno notizia, e dopo il lavoro perderanno la case, la salute, la famiglia, gli affetti, la ragione... Fino a dove? Dov'è il limite?
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sabato 29 novembre 2014
lunedì 27 ottobre 2014
lunedì 29 settembre 2014
Gravissima aggressione della polizia a un militante del Movimento di Lotta per la Casa
Ieri l’altro sera, martedì 23 settembre,
all’occupazione di via Baracca 18 era in corso una riunione del
Movimento di lotta per la casa di Firenze. Terminata l’assemblea, un
attivista del movimento, che tornava a casa all’occupazione dell’Hotel
Concorde a bordo della sua macchina, è stato inseguito da un furgone
bianco con a bordo alcune persone. Quando queste hanno esposto una sirena lampeggiante blu si è reso conto che si trattava di poliziotti in borghese, e ha subito accostato l’auto.
Gli agenti, senza fare discorsi, lo hanno prima ammanettato a terra e poi aggredito con calci e pugni.
Il compagno è stato poi portato in Questura, dove ha continuato a ricevere botte, pesanti minacce e umiliazioni di vario tipo. “Occupate le case”, “rubate la luce”. Queste le uniche motivazioni del pestaggio date dagli agenti.
Secondo un copione ben conosciuto, il compagno è uscito dalla Questura con una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale.
Gli agenti, senza fare discorsi, lo hanno prima ammanettato a terra e poi aggredito con calci e pugni.
Il compagno è stato poi portato in Questura, dove ha continuato a ricevere botte, pesanti minacce e umiliazioni di vario tipo. “Occupate le case”, “rubate la luce”. Queste le uniche motivazioni del pestaggio date dagli agenti.
Secondo un copione ben conosciuto, il compagno è uscito dalla Questura con una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale.
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venerdì 29 agosto 2014
venerdì 1 agosto 2014
Assemblea nazionale di Abitare nella Crisi - 6 e 7 settembre - Spazio Antagonista Newroz, Pisa
E' passato quasi un anno da quel 19 ottobre che ha sancito l'emersione di una vasta gamma di soggetti sociali, protagonisti di differenti lotte contro le dinamiche di austerità e impoverimento.
La questione abitativa si è dimostrata baricentrale nel processo di ricomposizione di soggettività diverse, ampliando gli spazi di mobilitazione e producendo un avanzamento degli strati sociali subalterni; la lotta per il diritto alla casa è stata capace di mettere in moto energie e percorsi in tutta Italia, ponendo in essere relazioni virtuose tra le lotte nei territori, capaci di configurarsi come un ostacolo negli ingranaggi della rendita e dell'esproprio delle risorse.
Lo stesso Piano Casa si configura principalmente come un tentativo di ristrutturazione della governance nei confronti di un movimento sociale che è riuscito, certamente in modo ancora insufficiente, ad insinuarsi in alcune esplicite contraddizioni sistemiche. L'articolo 5 è senza dubbio un attacco diretto alla galassia delle occupazioni abitative, l'ossatura portante della lotta per la casa, teso a minarne l'agibilità e ad arginare il loro riprodursi nei territori; la lotta contro questo dispositivo diviene quindi centrale. Già in diverse città è stato possibile approfondire le contraddizioni tra le amministrazioni locali ed il governo riguardo alla questione delle residenze; questo è il nodo su cui continuare ad incalzare e confliggere, estendendo e moltiplicando le iniziative tese a rendere il Piano Casa definitivamente inapplicabile nei nostri territori.
La questione abitativa si è dimostrata baricentrale nel processo di ricomposizione di soggettività diverse, ampliando gli spazi di mobilitazione e producendo un avanzamento degli strati sociali subalterni; la lotta per il diritto alla casa è stata capace di mettere in moto energie e percorsi in tutta Italia, ponendo in essere relazioni virtuose tra le lotte nei territori, capaci di configurarsi come un ostacolo negli ingranaggi della rendita e dell'esproprio delle risorse.
Lo stesso Piano Casa si configura principalmente come un tentativo di ristrutturazione della governance nei confronti di un movimento sociale che è riuscito, certamente in modo ancora insufficiente, ad insinuarsi in alcune esplicite contraddizioni sistemiche. L'articolo 5 è senza dubbio un attacco diretto alla galassia delle occupazioni abitative, l'ossatura portante della lotta per la casa, teso a minarne l'agibilità e ad arginare il loro riprodursi nei territori; la lotta contro questo dispositivo diviene quindi centrale. Già in diverse città è stato possibile approfondire le contraddizioni tra le amministrazioni locali ed il governo riguardo alla questione delle residenze; questo è il nodo su cui continuare ad incalzare e confliggere, estendendo e moltiplicando le iniziative tese a rendere il Piano Casa definitivamente inapplicabile nei nostri territori.
giovedì 19 giugno 2014
REPORT DELL'ASSEMBLEA DI ABITARE NELLA CRISI DI DOMENICA SCORSA A MILANO
Domenica mattina si è svolta a Milano l’assemblea di Abitare nella
Crisi, all’interno del 3 giorni di incontro fra le lotte per il diritto
all’abitare e i territori resistenti in Europa e nel Mediterraneo, che
abbiamo organizzato come rete.
3 giornate che hanno visto la messa in comune di esperienze, linguaggi, mobilitazioni, campagne contro gli sfratti, gli sgomberi, le privatizzazioni e per il diritto alla città che hanno saputo sviluppare connessioni e immaginare momenti comuni, come la settimana europea di mobilitazione per il diritto all’ abitare contro le politiche di austerity , dal 13 al 19 Ottobre, in cui costruire insieme azioni dislocate nei territori. Settimana che avrà come momento centrale sabato 18 ottobre, giornata nella quale in tante e diverse città d’Europa e non solo, si manifesterà con cortei e iniziative di piazza in maniera coordinata. Madrid, Pamplona, Barcellona, Berlino, Amburgo, Parigi, Atene, Posnam, Instanbul, solo per citare le delegazioni che dall’ estero si sono assunte la costruzione di queste iniziative.
Centrale nella discussione la necessità di continuare a mobilitarsi contro il PIANO CASA, assumendo e rilanciando a livello nazionale la campagna per l'abolizione del “Piano casa” e per la libertà di movimento partita da Roma, attraverso strumenti comunicativi comuni e mobilitazioni comuni.
3 giornate che hanno visto la messa in comune di esperienze, linguaggi, mobilitazioni, campagne contro gli sfratti, gli sgomberi, le privatizzazioni e per il diritto alla città che hanno saputo sviluppare connessioni e immaginare momenti comuni, come la settimana europea di mobilitazione per il diritto all’ abitare contro le politiche di austerity , dal 13 al 19 Ottobre, in cui costruire insieme azioni dislocate nei territori. Settimana che avrà come momento centrale sabato 18 ottobre, giornata nella quale in tante e diverse città d’Europa e non solo, si manifesterà con cortei e iniziative di piazza in maniera coordinata. Madrid, Pamplona, Barcellona, Berlino, Amburgo, Parigi, Atene, Posnam, Instanbul, solo per citare le delegazioni che dall’ estero si sono assunte la costruzione di queste iniziative.
Centrale nella discussione la necessità di continuare a mobilitarsi contro il PIANO CASA, assumendo e rilanciando a livello nazionale la campagna per l'abolizione del “Piano casa” e per la libertà di movimento partita da Roma, attraverso strumenti comunicativi comuni e mobilitazioni comuni.
mercoledì 11 giugno 2014
Da Firenze: RIFLESSIONI SU UNA ESTATE GIÀ TROPPO CALDA
…senza perdere la tenerezza……riflessioni su una estate già troppo calda…
L’altra metà del cielo:
Domenica mattina il gruppo delle “streghe” del movimento ha GIUSTAMENTE rioccupato il loro spazio vitale. In pochi (anche nella stampa) hanno compreso le ragioni e le cause di una scelta epocale da parte delle donne.
Via Pier Capponi era stata OCCUPATA per rivendicare il diritto all’autonomia e all’autodeterminazione da parte delle donne stesse. Una babele di linguqaggi, di storie, di vite cha avevano CONDIVISO la scelta comune di rifiutare e di opporsi al costante RICATTO sui comportamenti, alla stupida RIGIDITA’ delle strutture di accoglienza, al pesantissimo ricatto sulla vita dei propri figli. Una esperienza appena NATA che volevano soffocare con duecento uomini armati in tutto punto. L’unica esperienza con queste caratteristiche in tutto il territorio nazionale.
L’esperienza continuerà, con il suo sportello legale contro le violenze e l’arbitrio, e questo è già un passo avanti…un ricorso storico e di memoria fa sì che nel lontano maggio del 2004, proprio alla vigilia dei mondiali del’94 un esercito di Poliziotti SGOMBERO’ dopo un violento scontro il CSA EX EMERSON…proprio davanti all’Hotel Madison occupato…
LA MATTANZA QUOTIDIANA DELLE ESECUZIONI DI SFRATTO
domenica 25 maggio 2014
Maledetta primavera… riflessioni da Firenze #nopianocasa
Dopo settimane di discussioni,
alcuni giorni fa in parlamento è stato approvato il Piano Casa e con
esso l’infame articolo 5…
Le proteste in Tutta Italia, le
iniziative davanti al parlamento non hanno neanche ostacolato
l’applicazione della vendetta contro i movimenti…
In un quadro politico dove le leggi
sono oramai SPOT televisivi, le discussioni parlamentari ridotte alla
formalità, e chi esercita movimento, solidarietà e protesta,
ridotto solo a politiche di ordine pubblico..scenari inquietanti di
nuovi autoritarismi e voglia di esercizio della forza…
Di cosa è figlio questo
agghiacciante articolo 5 del Piano Casa ce lo siamo chiesti in tanti…
Chi afferma che il Premier Renzi
voleva l’applicazione della vendetta nei confronti di coloro che in
questi anni gli avevano disturbato il sonno nel capoluogo toscano…
Chi afferma che il ministro Lupi ha
dato garanzie precise alla lobby dei costruttori milanesi, gli stessi
di Milano EXPO’ e anche della stessa ALER. l’ente delle case
popolari della Lombardia…
In una lettura fortemente pìù
lucida pensiamo che l’articolo 5 sia teso a BLOCCARE
martedì 20 maggio 2014
GIOVEDÌ INCONTRO A SOCIAL LOG DI BOLOGNA SU PIANO CASA E QUESTIONE ABITATIVA
ALLE 20 INCONTRO/DIBATTITO con la Rete Diritti in Casa di Parma
In questi ultimi mesi abbiamo visto la diffusione anche sul territorio bolognese di esperienze di lotta, che nell'attuale contesto di impoverimento generale dettato dalle varie politiche d'austerità messe in atto dai vari governi dell'austerity, si organizzano per far fronte ai problemi più diversificati sopravvenuti con la crisi, tra cui la questione abitativa.
In un Emilia Romagna senza sbocchi risolutivi del problema abitativo il dato politico ed emergenziale della situazione ci viene offerto dai numeri delle richieste di sfratto per morosità incolpevole che hanno toccato il numero di 13.217.
E' in questo contesto che prendono vita e si organizzano esperienze come Social Log e la Rete Diritti in Casa
In questi ultimi mesi abbiamo visto la diffusione anche sul territorio bolognese di esperienze di lotta, che nell'attuale contesto di impoverimento generale dettato dalle varie politiche d'austerità messe in atto dai vari governi dell'austerity, si organizzano per far fronte ai problemi più diversificati sopravvenuti con la crisi, tra cui la questione abitativa.
In un Emilia Romagna senza sbocchi risolutivi del problema abitativo il dato politico ed emergenziale della situazione ci viene offerto dai numeri delle richieste di sfratto per morosità incolpevole che hanno toccato il numero di 13.217.
E' in questo contesto che prendono vita e si organizzano esperienze come Social Log e la Rete Diritti in Casa
domenica 18 maggio 2014
venerdì 16 maggio 2014
Sabato 17 Maggio h.17 Largo 8 Marzo MANIFESTAZIONE PER IL DIRITTO ALLA CASA E CONTRO IL FASCISMO
I
DIRITTI SI CONQUISTANO LOTTANDO UNITI CONTRO
PADRONI,
SPECULATORI E IL LORO GOVERNO
NO AL
PIANO CASA E AL JOB ACT
I
fascisti di casapound, incapaci di portare avanti qualsiasi tipo di
mobilitazione e isolati da tutti, tentano di entrare nell’arena
politica con un’operazione meschina . Davanti a un’emergenza
abitativa devastante, causata sia dall’avidità del mercato
lasciato libero (con la legge 431/98) di speculare su un’esigenza
primaria come la casa sia dalla completa inconsistenza delle
politiche abitative pubbliche, non trovano di meglio che addossare ai
migranti la colpa della mancanza di alloggi a canone sociale.
Non ci
meravigliamo certo di questa presa di posizione: i fascisti come i
loro degni compari della lega nord, ben si guardano dall’attaccare
gli speculatori che si trovano in abbondanti schiere tra i loro
seguaci.
E’ più
facile dare la colpa ai migranti, creando una chiara discriminazione
su base razziale, in modo da lasciar liberi gli immobiliaristi, i
rentier, i padroncini di fare i loro sporchi affari.
Fascisti
e lega nord non pensano neanche lontanamente di attaccare il Governo
Renzi su due provvedimenti gravissimi in discussione in questi giorni
alle camere: il piano casa e il job Act.
Con il
piano casa, elaborato dal ministro ciellino Lupi, gli interessi degli
speculatori, dei proprietari di casa e dei costruttori sono
abbondantemente sostenuti tramite sgravi fiscali, vendita del
patrimonio immobiliare pubblico, sviluppo dell’housing sociale a
prezzi inaccessibili per precari e nuclei monoreddito, edificati in
deroga agli strumenti urbanistici. Nessuna risposta per chi è sotto
sfratto, nessuna nuova risorsa per case popolari mentre l’utilizzo
dei fondi già disponibili e inutilizzati da anni sarà definito
entro 10 (!!!) mesi. Le briciole distribuite sotto forma di
contributi per l’affitto (100 milioni nel 2014 contro i 388 milioni
del 1998) sono in realtà soldi che finiranno direttamente nelle
tasche dei proprietari di casa.
Perché
un provvedimento del genere ha dovuto essere approvato d’urgenza
con un decreto legge?
giovedì 15 maggio 2014
Lettera aperta al Sindaco di Parma Federico Pizzarotti
Scriviamo
questa lettera prima di tutto per fare chiarezza, per
contestualizzare il problema abitativo a Parma, per ricercare
soluzioni che vadano oltre gli annunci pubblicitari e possano
risolvere la questione segnando un forte cambio di rotta rispetto
alla gestione cittadina delle politiche abitative degli ultimi 15
anni.
La
Rete Diritti in Casa nasce dal Comitato Antirazzista, è autonoma
nonostante spesso collabori con altre realtà e lavora sulla
questione abitativa da ormai più di 10 anni. In questi anni
centinaia di sfratti sono stati rinviati, grazie alla solidarietà
attiva dei picchetti antisfratto, decine di case sono state occupate,
si è prodotto tanto a livello di analisi e dossier, di crescita
personale e collettiva dei militanti e dei migranti che ci
attraversano.
Oggi
la situazione delle case occupate a Parma parla di 10 occupazione
abitative attive, per un totale di 138 persone di cui 25 minori che
si trovano all'interno di case occupate. Questo dato tutt'altro che
trascurabile ha un effetto significativo sul numero di famiglie o
singoli che rimane da gestire al Comune.
E'
vero: l'occupazione è un atto illegale, un'illegalità giusta
diciamo noi. Di fronte alla vergogna dello spreco di edifici lasciati
marcire per anni mentre così tante persone vivono in strada,
l'occupazione è la sacrosanta riappropriazione di chi non può far
altrimenti. Non raccontiamoci la manfrina che chi occupa è il
“furbo”, vuole saltare la fila, non ha voglia di pagare
l'affitto.
martedì 13 maggio 2014
DOMANI INCONTRO A PAVIA SU PIANO CASA E JOBS ACT. CONTINUIAMO LE MOBILITAZIONI CONTRO IL PIANO CASA!
Mentre politici e politicanti si trovano impegnati
nella solita oscena campagna elettorale, occupati ad accoltellarsi,
cercar voti, cercar accordi con le anime più torbide, perchè si sa in
questa competizione quello che conta è vincere.
Mentre questo circo va in onda ci sono anche altri protagonisti, sono quelli che queste dinamiche al massimo le subiscono, sono quelli che vinca l'uno o vinca l'altro si troveranno soltanto un referente diverso a rinfacciagli il rinnegare dei propri diritti, sono quelli che prima di pensare a chi votare pensano se riusciranno a dar da mangiare ai propri figli ora che rischiano anche di perdere la casa.
Già perchè nonostante la città sia paralizzata in vista di questa tornata c'è chi guarda da un'altra parte, all'uscita delle graduatorie definitive nuovamente si parla di + di 900 richiedenti ed aventi diritto ad un alloggio popolare e di circa 50 assegnazioni, il governo Renzi poi ha dimostrato una notevole sensibilità verso i problemi sociali partorendo leggi come il jobs act e il piano casa.
Mentre questo circo va in onda ci sono anche altri protagonisti, sono quelli che queste dinamiche al massimo le subiscono, sono quelli che vinca l'uno o vinca l'altro si troveranno soltanto un referente diverso a rinfacciagli il rinnegare dei propri diritti, sono quelli che prima di pensare a chi votare pensano se riusciranno a dar da mangiare ai propri figli ora che rischiano anche di perdere la casa.
Già perchè nonostante la città sia paralizzata in vista di questa tornata c'è chi guarda da un'altra parte, all'uscita delle graduatorie definitive nuovamente si parla di + di 900 richiedenti ed aventi diritto ad un alloggio popolare e di circa 50 assegnazioni, il governo Renzi poi ha dimostrato una notevole sensibilità verso i problemi sociali partorendo leggi come il jobs act e il piano casa.
lunedì 12 maggio 2014
SENZA CASA NON CI STO!
diritti in casa e dello s.p.a sovescio hanno temporaneamente occupato l'albo pretorio del comune chiedendo con urgenza un appuntamento al sindaco, già in programma da almeno 15 giorni e fino a questa mattina
sempre negato con vari pretesti. Dopo aver insistito abbiamo ottenuto ufficialmente un incontro che si terrà lunedì prossimo alle 10-10,30 presso la casa comunale. Vista comunque l'emergenza di alcune questioni, abbiamo preteso almeno un confronto immediato che è avvenuto nella stessa mattinata con l'assessore Rossi.
Report incontro abitare nella crisi: mobilitiamoci in tutta Italia contro il decreto Lupi!
Tante le città presenti: Firenze, Roma,
Milano, Torino, Parma, Bologna, Palermo, Pistoia, Bergamo, Pisa e tanti
gli interventi che sono andati a sottolineare la necessità di
un’escalation di iniziative diffuse nei territori con obiettivo di
bloccare il provvedimento governativo fortemente voluto dal ministro
Lupi e sostenuto da una larga maggioranza di forze politiche, PD in
prima linea.
Dopo un confronto decisamente franco in
cui sono confluite le riflessioni sviluppatesi nei territori dopo il
corteo del 12 aprile, ci si è concentrati sulle caratteristiche del
decreto Lupi, sulla sua aggressività e sulle ricadute sociali pesanti ad
esso collegate.
La battaglia dei movimenti non è solo
contro l’odioso articolo 5 ma riguarda l’intero dispositivo che di fatto
cancella l’edilizia residenziale pubblica e disegna un’ipotesi di
politiche abitative utili solo a far ripartire nuove costruzioni e a
produrre nuovi indebitati e ulteriore consumo di suolo.
giovedì 8 maggio 2014
SITUAZIONE ATTUALE E EXCURSUS STORICO: LA REALTÀ DI OGGI FRUTTO DELLE SCELTE DI IERI UN'ANALISI CHE PERMETTE DI INDIVIDUARE LE NECESSITÀ E GLI STRUMENTI ADEGUATI
Nel
1997 ha inizio nel nostro paese un periodo contrassegnato da un
forte incremento dei valori immobiliari, comune a buona parte dei
paesi
Europei più ricchi. Il prezzo medio delle abitazioni nel
nostro paese è
aumentato, dal 1997 al 2007, del 108% nelle 13
maggiori città, e del 75% nelle
città di medie dimensioni, mentre
quello degli affitti nello stesso periodo è
cresciuto del 71% nelle
grandi città, del 48% in quelle di medie dimensioni.
Nello
stesso periodo il reddito nominale non è aumentato neanche del 30%.
Questi
sono gli anni delle grandi speculazioni, dei progetti faraonici,
delle cattedrali nel deserto.
L’aumento
dei prezzi delle case produce e ha prodotto numerosi effetti. Si
verifica in primo
luogo una grande redistribuzione di ricchezza a
vantaggio dei possessori di
capitali e a danno del fattore lavoro, e
si riduce le capacità di consumo delle
famiglie, che non sono
propense ad usare la casa come garanzia per indebitarsi
per
acquistare beni di consumo. I centri storici perdono abitazioni,
sostituite da
uffici. Le famiglie si spostano nelle più abbordabili
periferie o nei piccoli
comuni situati nelle cinture delle grandi e
medie città, contribuendo così a
congestionare il traffico da e
verso gli uffici delle città e ad aumentare i livelli di
inquinamento.
Nei
grandi centri aumenta l’età media dei residenti e si riduce
la
dimensione media dei nuclei famigliari. Si rafforza, infine, la
rigidità della
struttura sociale, perché aumenta il divario di
prospettive e di tenore di vita tra
chi ha la possibilità di
ricevere in eredità l’abitazione e chi, invece, deve
rinunciare
ad una parte notevole del proprio reddito complessivo del ciclo di
vita per comprare o affittare un’abitazione.
Nel
corso degli ultimi trent’anni la quota di famiglie italiane che
vivono in
affitto si è dimezzata: erano circa il 40% del totale
alla fine degli anni ’70, per
passare al 30% un decennio dopo, e
al 20% circa ai giorni nostri. L’uscita dalla
condizione di
affittuario non ha caratterizzato in modo omogeneo tutti i gruppi
sociali, perché sono state soprattutto le famiglie a reddito
medio-alto a passare
dall’affitto alla proprietà.
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