In Italia si consumano 8 metri quadrati di suolo al secondo, migliaia
di ettari di terreni agricoli che vengono trasformati in porzioni di
suolo edificabili. Moltissime sono le imprese edili e di costruzione che
mettendo a valore il suolo producono lauti guadagni con colate di
cemento, ferro e asfalto.
Interi territori sono stati devastati da
pratiche di costruzione selvaggia che sono le principali responsabili
di catastrofi ambientali come quelle avvenute a Genova, Olbia e in
Maremma. Il 30% del suolo del nostro paese è coperta da edifici,
infatti, si stima che ogni famiglia potrebbe possedere più di un
appartamento a testa.
Tutto ciò non è servito a dissuadere il
governo dall'erronea e aggiungeremo datata convinzione che per superare
la crisi e risolvere la questine abitativa bisognasse regale soldi e
sgravi fiscali a costruttori, palazzinari e speculatori, così come
previsto nel piano casa di Matteo Renzi. Si continua a depredare i
territori, con opere di costruzione che per altro non sembra riescano
più a valorizzarsi e generare i profitti sperati.
