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venerdì 10 gennaio 2020

BASTA CON I DISTACCHI!! LA POVERTA’ NON E’ UNA COLPA.


BASTA CON I DISTACCHI!! LA POVERTA’ NON E’ UNA COLPA.




Nessuna descrizione della foto disponibile.




Iren/Ireti continua la sua politica di distacchi per gli utenti poveri.
Ultima vittima una famiglia italiana, madre e figlio, alla quale è stata distaccata completamente l’acqua. La famiglia abita in un alloggio Acer, è in una situazione di difficoltà economica e la signora è invalida. A causa di una perdita nell’impianto, più volte segnalata ad Acer, il contatore ha accumulato molti più MC di consumi di acqua rispetto a quelli effettivamente consumati, facendo arrivare una bolletta da 3.500 €, chiaramente non sostenibili da parte di una famiglia in difficoltà ma che anche chiunque altro non avrebbe pagato.
Nonostante i ricorsi e le comunicazioni scritte inviate ad Acer e Iren/Ireti, ieri si è verificato il distacco totale dell’acqua con la rimozione del contatore e piombatura. (vedi foto)
La famiglia è stata lasciata senza acqua e conseguentemente senza riscaldamento in quanto manca la pressione in caldaia. Ad aggravare la situazione vi è l’invalidità della madre, della quale viene messa a repentaglio, con questo atto, la salute.
Il tutto è avvenuto senza preavviso alcuno.
Con la privatizzazione delle municipalizzate le utenze sono diventate pascolo per gli investitori privati che hanno beneficiato in questi anni di utili d’esercizio e dividendi notevoli, sostenuti dal continuo rincaro delle bollette. Le Multiutility come Iren speculano su beni che dovrebbero essere pubblici e devono per lo meno tutelare gli utenti in difficoltà a causa della crisi.
I costi che gravano sull’abitazione tra affitti, mutui e bollette non sono sostenibili.
Basta con i distacchi e il caro bollette!!!

Rete Diritti in Casa Parma
Sportello per il diritto all’abitare tutti i martedì in Via Mantova 24 Parma



giovedì 19 dicembre 2019

sabato 21 dicembre ore 10 presidio a parma davanti alla prefettura per il diritto alla casa



SENZA UN TETTO NON PUO’ ESSERCI UNA VITA FELICE

OGNI ANNO E’ SEMPRE PEGGIO: seguiamo da venti anni la questione abitativa e non possiamo che rilevare che la crisi degli alloggi non è mai stata così grave. All’aumento degli affitti causato dalla liberalizzazione delle locazioni e alla penuria assoluta di case popolari (in Italia sono meno del 4% del totale, siamo gli ultimi in Europa) si aggiunge ora la massiccia sottrazione dal mercato di alloggi in locazione di lunga durata per destinarli all’affitto turistico tramite le piattaforme digitali come AirBnB.
A Parma questo calo dell’offerta di alloggi per chi deve avere una casa dove vivere è particolarmente pesante a causa delle prospettive speculative offerte da Parma Capitale della Cultura 2020.
PARMA 2020:CHI CI GUADAGNA E CHI CI PERDE: a guadagnarci sono i soliti, gli speculatori, sempre più spesso costituiti da imprese immobiliari che fiutano il business dell’affitto turistico e, approfittando di una legge urbanistica regionale veramente vergognosa, intraprendono processi di rigenerazione urbana che fanno prefigurare centri storici tipo bomboniera per ricchi borghesi e per turisti. E’ la gentrificazione, baby!
A perderci sono gli abitanti che non hanno alloggi in proprietà, i poveri italiani o stranieri che siano, ma anche gli studenti, cacciati dal centro cittadino sempre più verso le periferie e verso un hinterland sempre più lontano. A perderci sono coloro che non riescono più a trovare casa in affitto, anche se hanno uno stipendio fisso, perché i proprietari preferiscono affittare ai turisti per brevi periodi a prezzi molto alti, facendo alzare conseguentemente il prezzo generale dei pochi alloggi rimasti in locazione. Nel frattempo si sfrattano gli abitanti per lasciare spazio ai visitatori temporanei.
MANCA DEL TUTTO L’INTERVENTO PUBBLICO PER LIMITARE I DANNI: a livello statale si ignora completamente l’emergenza abitativa e si fa invece di tutto per alimentare la rendita e l’investimento speculativo, non vengono mai toccati gli interessi di chi sul mattone ci ha sempre guadagnato. Un miliardo e 700 milioni di € di fondi Gescal prelevati in passato dalle tasche dei lavoratori per l’edilizia pubblica rimangono inutilizzati nelle pieghe del bilancio con il rischio di venire destinati altrove. In tutta Italia milioni di alloggi ed edifici pubblici e privati sono inutilizzati e governanti, prefetti, sindaci ben si guardano dal ricorrere alla requisizione per dare un tetto a chi non ce l’ha.

mercoledì 28 agosto 2019

Contributo della rete diritti in casa al dibattito sull'emergenza abitativa a Parma




Ci permettiamo di inserirci nel dibattito sull’emergenza sfratti a Parma, innescato da un’omelia del Vescovo, per dire la nostra in merito, essendo una realtà che si confronta quotidianamente con l’emergenza abitativa, toccando con mano, allo sportello per il diritto all’abitare di Via Mantova e con i presidi antisfratto la gravità di una situazione che andiamo denunciando da decenni.
Più che di emergenza sfratti preferiamo parlare di gravissima e strutturale situazione di carenza di alloggi per i più poveri e per le situazioni sociali più delicate. Il fatto che il numero degli sfratti sia calato rispetto agli anni di picco (2013-2014) pur rimanendo a livelli notevoli non deve illudere: ci sono meno sfratti solo perché un mercato sempre più vorace esclude centinaia e centinaia di famiglie e di singoli dall’affitto perchè ritenuti non solvibili. Si sta creando una situazione di emarginazione estrema che costringe al sovraffollamento, all’abitare in luoghi fatiscenti o addirittura in auto o per strada, all’affollare le strutture d’emergenza. Queste situazioni non vengono rilevate dalle scarne statistiche sugli sfratti. Il mercato, che domina incontrastato la gestione degli alloggi, fiuta nuove possibilità di business: la nuova frontiera è l’affitto turistico, alimentato da manifestazioni di marketing territoriale come Parma 2020. Già oggi un migliaio di alloggi privati sono sottratti al mercato degli affitti per essere offerti ai turisti sulle piattaforme immobiliari online. Gli affitti, anche in conseguenza della riduzione dell’offerta, stanno di nuovo aumentando a fronte di una stagnazione dei valori immobiliari, alimentando la rendita parassitaria.

mercoledì 20 febbraio 2019

l'insensatezza del male continua e si fa più crudele






Anche oggi a Parma  2 sfratti eseguiti in modo infame contro due famiglie in grave difficoltà. Si tratta di due nuclei monogenitoriali dove le madri si trovano da sole ad accudire rispettivamente 3 e 2 figli e a mantenerli con lavori precari. Entrambe gli sfratti sono stati eseguiti con la polizia mandata dal questore anche se in tutti e due i casi la procedura di sfratto era solo ai primi passaggi. Visti i tempi strettissimi di esecuzione le famiglie non avevano assolutamente nessuna prospettiva di aiuto dai servizi sociali e ancora non si sa dove potranno dormire stanotte. Considerato che tutte le strutture, anche in conseguenza di queste esecuzioni, sono sature c'è il forte rischio che queste famiglie siano costrette a rimanere per strada. Sembra assurdo che le istituzioni non riescano a coordinarsi tra di loro. Se il comune non è in grado di far fronte a questa emergenza chieda al prefetto di sospendere le esecuzioni. Non ci capisce la necessità di questo cambio di passo da parte degli organi decentrati del governo, in particolare da parte della Prefettura: si sta perpetrando una violenza inusitata contro i più poveri, in particolare si moltiplicano i casi in cui a subire questa crudeltà sono donne che gestiscono da sole i loro figli. Evidentemente c'è la volontà di tutelare solamente i proprietari senza tenere conto che così facendo si mette a rischio la vita stessa delle persone. D'altro canto emerge con chiarezza che gli strumenti pubblici messi in campo dal Comune per affrontare questa emergenza sono insufficienti.

Rete Diritti in Casa

mercoledì 13 febbraio 2019

Sabato 16 Febbraio 2019 ore 11 Presidio per il diritto alla casa davanti alla prefettura di Parma











L’EMERGENZA CASA NON SI RISOLVE CON LA POLIZIA
A Parma l’accesso ad un alloggio decente sta diventando un obiettivo irraggiungibile per migliaia di persone della fascia più povera della popolazione. Per avere una casa in affitto nel mercato privato non è più sufficiente un reddito fisso: ne servono due, sia per convincere il proprietario a sottoscrivere il contratto sia per riuscire a coprire il costo sproporzionato della pigione. Inoltre sempre più spesso le agenzie e i proprietari richiedono anche elevate fideiussioni. I lavoratori precari sono così esclusi dal mercato privato.  Parma inoltre è una città universitaria e questo  droga verso l’alto il costo degli affitti, infatti molti proprietari preferiscono affittare gli alloggi a prezzi proibitivi agli studenti che se lo possono permettere. A questo si aggiunge la diffusione spettacolare di piattaforme di affitti temporanei (come airbnb) che  sta destrutturando il mercato immobiliare e ha già sottratto circa un migliaio di alloggi alla locazione permanente, a favore di locazioni di breve durata per i turisti, con rendite ben più elevate. Questo trend sarà ancora più appesantito dalla tanto acclamata manifestazione Parma2020 che farà la gioia della piccola/media borghesia e dei grandi speculatori ma che avrà dei costi notevoli in termini sociali proprio in campo abitativo. I poveri, italiani o stranieri,  che già oggi non riescono ad accedere al mercato dell’affitto privato saranno sempre più costretti alla coabitazione forzata con amici o parenti, a dormire in auto, nei dormitori e ad accettare tuguri, pagati a caro prezzo, come alloggi e progressivamente espulsi da un centro cittadino destinato a divenire una vetrina per i turisti

giovedì 31 gennaio 2019

l'insensatezza del male atto secondo

ieri a parma per buttare in strada un lavoratore e la moglie malata è intervenuta la polizia in forze e ha bloccato un intero palazzo con i passanti che chiedevano terrorizzati cosa stesse succedendo,fortunatamente la repressione non distrugge ma rafforza la lotta e quindi grazie all'intervento dei e delle militanti della rete si è ottenuta una soluzione provvisoria in vista di una definitiva a breve




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venerdì 14 dicembre 2018

ALTRO DURO ATTACCO A CHI LOTTA PER IL DIRITTO ALL’ABITARE




Nella giornata di ieri il Comitato Abitanti Giambellino Lorenteggio (Milano) ha subito un durissimo attacco da parte di polizia e magistratura. 9 tra compagne e compagni sono stati arrestati (domiciliari). 75 sono gli indagati per associazione a delinquere finalizzata all’occupazione di immobili pubblici.. Nella stessa giornata 16 componenti il Collettivo Prendocasa di Cosenza hanno ricevuto avviso di conclusione indagini. Anche in questo caso viene contestato il pesante reato associativo. Sostanzialmente la magistratura sta montando una vergognosa campagna contro chi si organizza per affermare i propri diritti primari. Si vuole togliere ai settori sociali più deboli della società la possibilità di organizzarsi e dotarsi di strumenti per resistere alla continua sottrazione di reddito e servizi, si vuole annullare ogni momento di solidarietà sociale.
E’ un altro capitolo della guerra ai poveri che fa il paio con tanti altri provvedimenti sulla stessa linea, dal Piano casa di Lupi alle varie circolari e decreti di Minniti e Salvini.
Come è possibile che a essere messo sul banco degli imputati non siano invece i vertici di Aler (Azienda casa della lombardia), dell’amministrazione comunale e di MM Spa che lasciano a Milano colpevolmente DECINE DI MIGLIAIA di appartamenti vuoti ? E’ chiaro che il vero racket è questo!! C’è la chiara volontà di costringere i poveri a rivolgersi al mercato privato coi suoi prezzi da strozzinaggio.   Se queste decine di migliaia di alloggi (in Lombardia sono 80.000!!) fossero messi a disposizione di chi è in emergenza abitativa i prezzi del mercato privato inevitabilmente scenderebbero. E’ questo ciò che non si vuole. C’è una chiarissima volontà politica di mantenere alta la rendita, gli interessi dei piccoli e grandi speculatori che in un intreccio perverso tra finanza, pianificazione territoriale predatoria e strozzinaggio sulla pelle dei poveri costituiscono il potentissimo Partito del mattone, che da decenni spadroneggia in questo paese.
 E’ questa l’associazione a delinquere da colpire.

domenica 16 settembre 2018

meglio occupato che vuoto e degradato


Il 7 Ottobre 2015 un grande dispiegamento di polizia e carabinieri imponeva lo sgombero della casa di Via Cagliari 33, occupata appena un anno e mezzo prima da un gruppo di 8 famiglie già sfrattate senza alternative.
L'edificio di Via Cagliari che ha ospitato in passato un'agenzia viaggi del gruppo Parmalat è arrivata, in seguito all'esplosione della grande truffa dell'impero di Tanzi, nelle mani di UNICREDIT che ha lasciato la casa nell'abbandono salvo ridestarsi con l'appoggio di magistratura e polizia per cacciare gli abitanti.
Alcuni anni prima e precisamente il 5 marzo 2011 altre 6 famiglie venivano immediatamente sgomberate dopo l’occupazione del palazzo di Via Trento 65. Subito dopo lo sgombero la casa veniva devastata dai proprietari per renderla inabitabile.

venerdì 13 luglio 2018

DIRITTO ALL’ABITARE: IL MERCATO CHIUDE AI POVERI E AI MIGRANTI



Sulla Gazzetta di Parma di ieri, martedì 10 luglio spiccava un articolo di approfondimento sul mercato immobiliare nel quale diversi operatori si sono espressi positivamente per la ripresa delle compravendite e del mercato degli affitti. L’ottimismo espresso nell’articolo stride drammaticamente con la realtà di coloro che nelle case vorrebbero abitare ma che ad una casa non riescono ad accedere. Il mercato in effetti si muove ma per soddisfare le esigenze speculative di chi investe nel mattone e acquista alloggi da “mettere a reddito” come dicono gli stessi operatori o per dare al limite un alloggio a chi si trova in condizione di garantire coperture economiche perl’acquisto di una prima casa. Gli alloggi non ci sono invece per tutti coloro che si trovano in una condizione di precarietà lavorativa grazie al jobs act di Renzi, a chi lavora a termine o con uno delle centinaia di tipologie di contratti senza garanzie introdotti per spremere al massimo i lavoratori.Si dice che ci sia anche la ripresa dell’economia e che si riesca a trovare lavoro ma si tratta sempre di lavoro sottopagato e precario che non dà nessuna garanzia.Lo sanno bene B.S., A.L. e B.R. che nonostante lavorino con contratti a termine, si sono vist irifiutare da decine di agenzie immobiliari o da privati proprietari la possibilità di accedere a un alloggio in affitto e sono costretti a resistere con i denti ai tentativi di sfratto negli alloggi in cui sitrovano con le loro famiglie, aiutati in questo dai picchetti antisfratto messi in atto dalla Rete Dirittiin Casa supportata da studenti solidali.

venerdì 25 maggio 2018

ancora minacce dai fascisti

Un  fascista appartenente al Fronte Veneto Skinhead di Piacenza ci ha scritto domenica scorsa , sul pagina facebook della Casa Cantoniera, che si trovava a Salsomaggiore con  altri "camerati, facendo attenzione a indicare un attivista di Art Lab per  nome , ci sfidava affermando, testuali parole,  che ”la politica senza feriti non è niente”
Fin qui non abbiamo fatto molto caso a questa “sfida” a duello, ma facendo una piccola ricerca sul web ci siamo accorti della pericolosità di questo individuo.
Manuel Foletti , l’uomo che ha scritto il messaggio è un volto molto noto negli ambienti neri.
Era tra i tredici skinhead identificati dalla polizia lo scorso dicembre  per l’irruzione nella sede dell’associazione Como Senza Frontiere ,interrompendo  la riunione  dell’associazione ed è stato  condannato per tentato omicidio e lesioni gravi perché nel 2009, a Piacenza, aveva accoltellato due giovani di sinistra. Una condanna definitiva a sei anni.Questi sono i figuri che vanno in giro a far presidi per la sicurezza? Se il fascismo sta mostrando il suo vero volto, vedi le continue intimidazioni, minacce, aggressioni, come il recente attentato dinamitardo ad un centro profughi di Aviano, è perchè per troppo  tempo il FASCISMO, non è una ripetizione, vogliamo ribadirlo, è stato sottovalutato e lasciato agire indisturbato in  nome di una  non  ben chiara libertà d’espressione; ecco come si esprimono e come si sono sempre espressi i fascisti...la vera sicurezza sono  la solidarietà e l’equità sociale, bande nere e squadracce tornino pure nella cloaca della storia da cui son stati lasciati uscire con  troppa leggerezza

Art Lab, Casa Cantoniera Autogestita

sabato 2 dicembre 2017

presidio oggi a sorbolo

LE CASE DELLA MAFIA DEVONO ESSERE ASSEGNATE SUBITO A CHI NE HA BISOGNO

se volete vedere il video del presidio:https://www.facebook.com/artlab.occupato/videos/1353535528090284/


A Parma e provincia, secondo una ricerca dell’agenzia Solo Affitti, sono ben 50.000 le case vuote e inutilizzate, un patrimonio molto più che sufficiente a dar risposta a chi la casa non ce l’ha , a cominciare dai circa 3.000 nuclei che si trovano nella lista d’attesa per l’assegnazione delle case popolari nei vari comuni della provincia. Tra questi 50.000 alloggi vuoti basterebbe requisire quelli che sono di proprietà di banche, assicurazioni o di grandi proprietari immobiliari per soddisfare il bisogno di casa di tutti gli sfrattati e i pignorati, di chi vive in sovraffollamento e di chi aspetta invano da anni una soluzione da parte dei comuni.

mercoledì 15 novembre 2017

RAZZISMO E DIRITTO ALL’ABITARE: DUE QUESTIONI STRETTAMENTE CONNESSE


Tra i tanti argomenti  contro i migranti usati dai mass media in cerca di audience e dai vari populisti/razzisti/fascisti in cerca di facile consenso, quello sull’accesso all’abitazione è uno dei più utilizzati e tra i più conditi di falsità che contribuiscono ad alimentare razzismo e guerra tra poveri.
Guardando in faccia la realtà, i migranti sono oggi tra i soggetti che hanno più difficoltà ad accedere all’alloggio: le banche non concedono mutui alle famiglie di migranti così anche i nuclei più inseriti e stabilizzati possono ricorrere solo alla ricerca di alloggi in affitto. Se abbiniamo a questa considerazione il fatto che le famiglie italiane sono invece per la grande maggioranza proprietarie dell’alloggio in cui vivono (72%) risulta chiaro il perché il mercato della locazione è affollato soprattutto da migranti.
Il mercato privato ha poi un atteggiamento selvaggio rispetto alla domanda di abitazione da parte dei migranti e da parte dei poveri in generale: per avere accesso a una locazione spesso non basta un solo contratto di lavoro stabile, mentre il rifiuto è garantito per tutte le situazioni in cui il contratto di lavoro è precario, non ben remunerato, a termine ecc.. A questo bisogna aggiungere il fatto che per tanti proprietari c’è un plus di discriminazione razziale e il “non si affitta a stranieri” anche se non è scritto esplicitamente sugli annunci è spesso tradotto nella realtà dei fatti con un “abbiamo già affittato” quando a rapportarsi allo sportello dell’agenzia è un immigrato. Il mercato della locazione è poi stato stravolto dalla diffusione di Air B&B che sottrae la disponibilità di alloggi per gli affitti a lungo termine per destinarli agli utilizzi a fini turistici o per affitti di breve periodo

domenica 18 giugno 2017

viva la casa cantoniera di via mantova,viviamola e difendiamola

       





ieri per le vie di Parma si è svolto un corteo,vivo,colorato,deciso e comunicativo,tante persone che nonostante il caldo han voluto gridare il loro no alla fine dell'esperienza della casa cantoniera di via mantova che dopo il 31 dicembre 2017 rischia di esser venduta ,la Provincia,infatti deve far cassa e questo basta ad accettare la perdita di 14 anni di cultura,politica,lotta sociale,arte,infatti nella casa cantoniera han sede lo sportello della rete diritti in casa,il mercatino,la ciclofficina popolare,oltre varie assemblee e attività politiche e culturali ed è anche l'abitazione per quattro famiglie.

Qual'è la priorità far cassa o che venga mantenuto un presidio antirazzista e antifascista sul territorio?far cassa o inclusione sociale?far cassa o avere un luogo di aggregazione attiva ?

le persone scese per le strade della città ieri non han dubbi,la casa cantoniera non può e non deve essere eliminata ma riconosciuta e tutelata.

mercoledì 7 giugno 2017

Ciao Lorenzo, esempio di lotta, faro di militanza, modello di solidarietà

Abbiamo appreso dai media di movimento della morte improvvisa ed inaspettata di Lorenzo Bargellini, storico volto e trascinatore del movimento di lotta per la casa fiorentino. Alcuni di noi lo conoscevano dagli anni 80, altri, come chi scrive, lo hanno conosciuto, per ragioni anagrafiche, intorno al 2010, all'interno della rete Abitare nella Crisi. La straordinaria durata della sua militanza attiva basterebbe a tracciare da sola il profilo di questo compagno con il cuore immenso, ma è utile ricordare come Lorenzo si muoveva e relazionava, perchè il suo esempio sia ancora seme di cambiamento rivoluzionario.
Quando lo si incontrava nel suo habitat naturale, qualche occupazione fiorentina, colpiva come tutti, dai ragazzi giovanissimi alle signore più avanti di età, senza distinguo di etnia o accento, nutrissero un profondissimo rispetto per questo capellone con la c aspirata.
Un rispetto che non si basava su interessi da soddisfare, neppure fondato sulla paura o su atteggiamenti machisti, neanche collegato alla profonda esperienza del compagno, bensì scaturito dall'estrema generosità che lo animava nella sua lotta anticapitalista.

martedì 21 febbraio 2017

quando la repressione utilizza il fango

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ieri polizia e vigili han messo in atto una sedicente operazione anti degrado andando a "controllare"e a fare incursioni in stabili fatiscenti e abbandonati a caccia di "pericolosissimi" eventuali disperati che vi abitano. Si,i poveri son considerati degrado anche se per noi questo modo di vedere le persone più povere è il vero degrado. Nel calderone di questi blitz ci hanno infilato anche la casa occupata di piazzale Matteotti,immobile della regione occupato 10 anni fa, 10,da famiglie bisognose perfettamente integrate col resto del condominio e che si son viste piombare in casa uomini in divisa urlanti ed aggressivi coi bambini che piangevano terrorizzati.Gli occupanti han reagito con molta dignità spiegando chi sono e perchè e da quando si trovano in quelle case ricordando ai rambo in divisa che al loro ingresso gli appartamenti erano vuoti da 7 anni e che da 7 anni però il riscaldamento era acceso...essendo l'immobile della regione per 7 anni abbiam pagato il riscaldamento di case vuote e lasciate,allora si,al degrado.Ora gli appartamenti sono sanissimi e vivi e se questi raid vogliono essere una risposta intimidatoria ai successi ottenuti dal movimento di lotta per la casa a Parma sappiano lor signori che non funziona,chi lotta per i diritti essenziali è abituato ad essere infangato e non ha più paura nè della violenza di stato nè di quella mediatica

giovedì 16 febbraio 2017

domenica 19 febbraio presentazione del documentario "san Basilio,storie di Roma"all'ex Biondi occupato-Parma







DOMENICA 19 FEBBRAIO DALLE ORE 17:00
ALL’EX BIONDI OCCUPATO, BORGO SAN DOMENICO 12/14
PRESENTAZIONE DEL DOCUMENTARIO
“SAN BASILIO, STORIE DE ROMA”
A CURA DEL PROGETTO SAN BASILIO

Il progetto San Basilio Storie de Roma nasce per ricostruire attraverso la ricerca storica e la sua riattualizzazione, l’esperienza di una borgata che, forte della solidarietà, ha fatto la storia del movimento di lotta per la casa.
E’ la storia raccontata dai protagonisti per recuperare e restituire al sapere collettivo parte della propria identità.
Ma ricostruire una memoria collettiva pone anche alcuni interrogativi:
E’ POSSIBILE TROVARE UNA CHIAVE DI RIATTUALIZZAZIONE DI QUEGLI AVVENIMENTI?
E’ POSSIBILE TRACCIARE UNA LINEA TRA EVENTI, BISOGNI, CONDIZIONI DI PiU’ DI 40 ANNI FA ED OGGI?

DOPO L’INIZIATIVA, GLI ABITANTI DI BORGO SAN DOMENICO INVITANO A UNA CENA DI AUTOFINANZIAMENTO PER IL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA

ABITANTI DELL’EX BIONDI OCCUPATO
RETE DIRITTI IN CASA PARMA

lunedì 19 dicembre 2016

TROPPE PERSONE SENZA CASA, TROPPE CASE VUOTE. SE NESSUNO INTERVIENE OCCUPARE DIVENTA NECESSITA’

Nella notte di ieri un gruppo di 14 famiglie insieme a 10 singoli è entrato nell’edificio ex Biondi di Borgo San Domenico trovando in questo modo un tetto sotto il quale abitare e costruire il proprio futuro.
Si tratta di persone colpite dalla crisi con perdita del lavoro e che hanno quindi subito lo sfratto senza che nessuno li aiutasse a trovare una sistemazione alternativa accettabile.
Alcune di queste persone hanno subito ben tre sgomberi di polizia, prima in Via Cagliari, poi in Via Zarotto 80 poi l’ex ufficio stranieri della questura in Borgo Riccio.
Questi sgomberi hanno aggravato il problema abitativo in città: ormai il comune si trova ad avere tutte le strutture di accoglienza (dormitori, case d’accoglienza ecc) strapiene, mentre le case popolari sono da sempre in numero insufficiente per far fronte al bisogno. Cosa dovrebbero fare i senza casa? Rassegnarsi a dormire in auto, sotto i ponti, sui treni fermi in stazione o in sala d’aspetto? In case abbandonate e fatiscenti oppure in sovraffollamento con minialloggi che sarebbero troppo piccoli per una famiglia e ne ospitano invece due? 
Questa è la situazione in cui si trovano a Parma in prossimità del Natale 2016 centinaia di persone, italiane o provenienti da altri paesi.