Piccoli
camaleonti crescono. E per cambiar colore cambiano le felpe. E forse è
proprio da questa considerazione che bisogna partire per capire cos’è
successo sabato 28 a Piazza del Popolo. L’elemento che ha maggiormente
colpito di questa trasferta romana della Lega è stato lo smaccato
trasformismo degli irriducibili padani del ”Roma ladrona” tramutatisi
improvvisamente in fan della città eterna. Nel corteggiamento nei
confronti della capitale, da sempre identificata come il covo della
corruzione e del malaffare, non è mancato “Roma è una città civile, una
città stupenda, colorata, arrabbiata ma pacifica”. Ma l’improvvisa
infatuazione capitolina altro non è che uno degli effetti del cambio di
colore del camaleonte: autonomia, federalismo, indipendentismo padano,
la demonizzazione di un Sud ozioso e parassita hanno strategicamente
ceduto il passo ad un decisamente più funzionale nazionalismo, coltivato
all’ombra delle Le Pen in fiore.
