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giovedì 19 dicembre 2019

sabato 21 dicembre ore 10 presidio a parma davanti alla prefettura per il diritto alla casa



SENZA UN TETTO NON PUO’ ESSERCI UNA VITA FELICE

OGNI ANNO E’ SEMPRE PEGGIO: seguiamo da venti anni la questione abitativa e non possiamo che rilevare che la crisi degli alloggi non è mai stata così grave. All’aumento degli affitti causato dalla liberalizzazione delle locazioni e alla penuria assoluta di case popolari (in Italia sono meno del 4% del totale, siamo gli ultimi in Europa) si aggiunge ora la massiccia sottrazione dal mercato di alloggi in locazione di lunga durata per destinarli all’affitto turistico tramite le piattaforme digitali come AirBnB.
A Parma questo calo dell’offerta di alloggi per chi deve avere una casa dove vivere è particolarmente pesante a causa delle prospettive speculative offerte da Parma Capitale della Cultura 2020.
PARMA 2020:CHI CI GUADAGNA E CHI CI PERDE: a guadagnarci sono i soliti, gli speculatori, sempre più spesso costituiti da imprese immobiliari che fiutano il business dell’affitto turistico e, approfittando di una legge urbanistica regionale veramente vergognosa, intraprendono processi di rigenerazione urbana che fanno prefigurare centri storici tipo bomboniera per ricchi borghesi e per turisti. E’ la gentrificazione, baby!
A perderci sono gli abitanti che non hanno alloggi in proprietà, i poveri italiani o stranieri che siano, ma anche gli studenti, cacciati dal centro cittadino sempre più verso le periferie e verso un hinterland sempre più lontano. A perderci sono coloro che non riescono più a trovare casa in affitto, anche se hanno uno stipendio fisso, perché i proprietari preferiscono affittare ai turisti per brevi periodi a prezzi molto alti, facendo alzare conseguentemente il prezzo generale dei pochi alloggi rimasti in locazione. Nel frattempo si sfrattano gli abitanti per lasciare spazio ai visitatori temporanei.
MANCA DEL TUTTO L’INTERVENTO PUBBLICO PER LIMITARE I DANNI: a livello statale si ignora completamente l’emergenza abitativa e si fa invece di tutto per alimentare la rendita e l’investimento speculativo, non vengono mai toccati gli interessi di chi sul mattone ci ha sempre guadagnato. Un miliardo e 700 milioni di € di fondi Gescal prelevati in passato dalle tasche dei lavoratori per l’edilizia pubblica rimangono inutilizzati nelle pieghe del bilancio con il rischio di venire destinati altrove. In tutta Italia milioni di alloggi ed edifici pubblici e privati sono inutilizzati e governanti, prefetti, sindaci ben si guardano dal ricorrere alla requisizione per dare un tetto a chi non ce l’ha.

lunedì 9 maggio 2016

NO ALLO SGOMBERO DELLA CASA OCCUPATA DI VIA ZAROTTO 80




Da più parti giungono voci di un prossimo intervento di polizia per lo sgombero della palazzina di Via Zarotto 80 dove lo scorso 24 ottobre 8 famiglie e 4 gruppi di singoli, per un totale di 35 persone delle quali 9 di minore età, erano entrati per trovare un alloggio. Le famiglie avevano quasi tutte subito un precedente sfratto, ad eccezione di un nucleo famigliare e gruppi di singoli che provenivano dalla precedente occupazione di Via Cagliari dalla quale erano state cacciate dalla polizia su richiesta della banca Unicredit.
Per tutte le famiglie, alcune delle quali provenienti da paesi della provincia, l’occupazione è stata l’unica opportunità di avere un tetto sulla testa da dove ripartire per crearsi un’opportunità di vita, a fronte di un mercato della casa che li esclude perché poveri e a fronte della completa insufficienza della politiche abitative pubbliche.
L’edificio occupato è proprietà di una ricchissima famiglia parmigiana che si è potuta permettere di lasciare vuoto l’edificio per 20 anni, da quando la polizia stradale, precedente utilizzatore del palazzo, si trasferì in via Chiavari nella nuova sede. Per 20 anni l’edificio è rimasto vuoto senza essere ristrutturato né abitato. Solo oggi siamo testimoni dell’interesse della proprietà per l’immobile, oggi che l’immobile è vivo ed usato, per di più ristrutturato e pulito a spese degli abitanti stessi. Noi diciamo che la pretesa da parte della proprietà di riavere subito l’immobile è la pretesa arrogante  di affermare che il diritto di tenere vuoto un immobile di cui non si ha nessun bisogno né nessun progetto deve prevalere sul diritto di decine di persone di usare l’immobile per i loro bisogni primari.
Il fatto che il procuratore,che sembra abbia già emesso decreto di sequestro, si sia tanto prodigato per assecondare le richieste di avvocati profumatamente pagati dalla proprietà, la dice lunga sul primato che il principio di proprietà privata detiene ormai rispetto a tutti i diritti umani seppur previsti e in teoria difesi da leggi e costituzione.
 Il procuratore se ne fotte del fatto che decine di persone con minori vengano sbattute per strada, senza alternative. A lui interessa solo di assecondare le pretese del ricco possidente che si può permettere gli avvocati qualificati. Lo stesso concetto di legalità di cui tanti (procure comprese) si riempiono la bocca, oggi è chiaramente coniugato solo con il principio della difesa del diritto di fare affari, investire, speculare, possedere e completamente svincolato da principi di giustizia sociale, equità e anche buon senso.
Nella stessa zona la polizia intervenne un paio d’anni fa per sgomberare una palazzina in Via Casa Bianca occupata da 3 famiglie: anche in quel caso la potenza economica dei proprietari riuscì a far breccia nel cuore di procura e questura e si arrivò a uno sgombero eseguito con tempi velocissimi, a pochi mesi dall’occupazione. Oggi quella casa giace inutilizzata e decadente e costituisce una situazione di degrado per il quartiere.
Chiaro che l’affermarsi di questa costituzione materiale tutta orientata alla difesa del profitto, della proprietà e della speculazione è frutto della debolezza del conflitto sociale, specialmente in Italia. In questo scenario il conflitto per il diritto alla casa è una delle poche situazioni in controtendenza e per questo sta subendo una dura repressione con sgomberi e denunce da Roma a Bologna e ora a Parma.Il governo Renzi si è ben distinto nel porsi a paladino della difesa degli interessi di quel blocco sociale che fa della rendita speculativa la sua fonte di potenza e di privilegi: dal piano casa allo sblocca italia passando per il jobs act è chiaro il piano di difesa degli interessi di borghesia proprietaria e di ricchi palazzinari a spese di lavoratori, disoccupati e senza casa.
Esiste solo una strada per sconfiggere l’emarginazione e la paura, per ricominciare a conquistare diritti, salario o reddito . E’ una strada fatta di resistenze e lotte quotidiane, di connessioni tra chi si oppone in tutti i campi alla sottrazione di tempo, denaro, lavoro, spazi vitali a spese di chi sta nei gradini più bassi della scala sociale.


CHIEDIAMO SOLIDARIETA’ CONCRETA NELLA LOTTA A DIFESA DEL DIRITTO ALL’ABITARE, OFFRIAMO LA NOSTRA LOTTA A CHI SI OPPONE E RESISTE A QUESTO SISTEMA DECADENTE CHE DEPREDA ED EMARGINA


SABATO 14 MAGGIO ORE 16

PRESSO CASA OCCUPATA VIA ZAROTTO 80
ASSEMBLEA PUBBLICA CONTRO LO SGOMBERO




Abitanti di Via Zarotto 80

RETE DIRITTI IN CASA

martedì 12 gennaio 2016

Borgo Bosazza in Festa!sabato 16 gennaio








Dopo le minacce di sgombero e il distacco della luce delle palazzine occupate di Borgo Bosazza , le polemiche sul degrado in quartiere il mal operato dei vigili urbanie la rimozione del muro della gentilezza , Rete Diritti in Casa e ArtLab occupato organizzano una giornata di festa e di discussione su cio che accade in quartiere e in città .

dalle ore :
12 Pranzo sociale

15/30 Assemblea pubblica - FARE RETE: conflitti urbani e mutualismo sociale per costruire spazi di agibilità

A seguire musica e vinbrulè.

Per tutto il pomeriggio saranno presenti con i loro banchi i produttori della Mercatiniera.
Live painting.

Documento dell'assemblea :
FARE RETE: conflitti urbani e mutualismo sociale per costruire spazi di agibilità

Nonostante l’apparente piatto clima di pace sociale volutamente sostenuto da mass media che danno risalto solo agli eventi di cronaca incentivando la diffusione della paura, in italia e nel mondo il conflitto sociale esiste e resiste, in nuove forme, dinamiche e con nuovi soggetti.

mercoledì 21 gennaio 2015

Sulla intimidazione fascista di ieri notte. Oggi tutti in piazza Garibaldi alle 17!


Questa notte alle 11:30 c'è stata una aggressione allo stabile occupato di Borgo Bosazza. Alcuni loschi figuri sono scesi da una BMW per prendere a sprangate il portone di ingresso della casa occupata che si trova al numero 22. Nel mentre inneggiavano al duce e al fascismo, minacciando di ritornare più tardi "mentre dormite".
12 famiglie con minori, anziani, invalidi e neonati abitano negli stabili occupati di Borgo Bosazza.
Questo gesto si commenta da solo, sono degni successori delle barbarie del fascismo questi vandali della libertà, cattivi quanto stupidi, abbruttiti dal loro razzismo e dalla loro stoltezza.
Tutto questo accade a poche ore dall'aggressione al centro sociale Dordoni di Cremona in seguito alla quale Emilio, antifascista 49enne, si trova ricoverato in coma in gravissime condizioni.
Nessun rispetto per questi fascisti, che sanno muoversi solo nel buio della notte, che sanno parlare solo il linguaggio della violenza, che non sanno cosa sia la solidarietà e l'umanità.
Per questo oggi saremo in Piazza Garibaldi sotto i Portici del Grano dalle 17, per ribadire che non faremo un passo indietro dopo questa aggressione, in solidarietà con Emilio e i fratelli di Cremona, per pretendere la immediata chiusura di Casapound e di tutti i covi fascisti.
Basta aggressioni, basta linguaggio della paura, basta razzismo!

Ci vediamo per le strade!
 
 RETE DIRITTI IN CASA PARMA





mercoledì 19 novembre 2014

ODIO LA LEGA TOUR 2.0 Concentramento alle 16:30 in PIazzale SantaCroce. Parma è antirazzista!

Non sempre si può scegliere di occuparsi di cose interessanti, né piacevoli, né particolarmente intelligenti, ed eccoci dunque a parlare di Matteo Salvini e la “sua” Lega Nord.
Divenuto per disperazione leader di un partito famoso per essersi comprato le lauree a Tirana e le mutande verdi coi soldi pubblici, bisogna riconoscergli una certa abilità nel riposizionamento, come quei giocatori che nonostante facciano gran movimento in campo non toccano mai la palla.
Così, nel giro di qualche mese, Salvini è passato da uomo che cantava le canzoncine da stadio sui napoletani “colerosi e disoccupati” ad alfiere dei deboli contro i più deboli, anche al Sud, che considera un nuovo, insperato bacino di consensi.
La Lega Nord ,insieme a tutti i partiti xenofobi, ha capito che, per effetto della crisi e della lamentevole assenza della sinistra, si aprono nel nostro Paese spazi enormi per chi intende rappresentare i ceti popolari in un’ottica di difesa degli “indigeni contro gli immigrati”. L’esempio della Francia del resto, con l’affermazione di Marine Le Pen, sta lì a dimostrarlo.
Perché progettare difficili e rischiose azioni e iniziative volte ad esempio ad istituire imposte di tipo patrimoniale o a difendere il lavoro? Perché chiedere interventi pubblici per la difesa del territorio e su molti altri temi che consentano a giovani e meno giovani di avere un lavoro?
Abbiamo un obiettivo facile e a portata di mano: l’immigrato che ruba il lavoro, ha la pelle spesso di un colore differente, mentalità a volte incomprensibili e costumi a volte un po’ fastidiosi. E il gioco è fatto. Battendo la grancassa del no all’immigrazione si può fare il pieno di voti.
Si tratta ovviamente di un falso obiettivo, una delle tante armi di distrazione di massa messe in campo per evitare che le persone prendano coscienza dei problemi reali e della necessità di darsi obiettivi di effettiva trasformazione sociale. I precedenti storici del resto non mancano. Additare un capro espiatorio contro cui rivolgere la rabbia delle masse è da sempre lo sport preferito della destra estrema.
Un’antica barzelletta, opportunamente riadattata, descrive molto bene l’attività di Matteo Salvini e del suo partito: ci sono venti panini sul tavolo, i ricchi ne mangiano diciannove e lui urla ai poveri: ehi, attenti! I rom stanno mangiando il vostro panino!

mercoledì 12 novembre 2014

FUORI I RAZZISTI DALLA CITTÀ: #SALVINISCAPPA

Il presidio di ieri è stato molto partecipato, molto combattivo e creativo, nonostante la stampa voglia descriverlo come "violento". Nessun aggredito, nessuno spintone; il signore che si è fatto male, e ci dispiace molto, purtroppo è inciampato, e neanche la polizia ha capito come sia accaduto. Ma alle criminalizzazioni ci siamo abituati.
Purtroppo per loro invece il presidio si è ingrossato man mano che Salvini ritardava il suo arrivo, nonostante la pioggia. Dall'inizio alla fine, molti giovani immigrati si sono uniti a noi spontaneamente e questo è un ottimo segnale di partecipazione e "senso civico", in un contesto in cui gli italianissimi sembrano pensare invece solo allo shopping e al "divertimento" commercializzato.

venerdì 7 novembre 2014

IREN: TAGLIAMO LE BOLLETTE

Oggi, giovedì 6 novembre, gli attivisti e le attiviste della Rete Diritti in Casa  si sono recati presso la sede di Iren dopo l’occupazione di tre settimane fa che ha portato all’ottenimento di un tavolo di trattativa con l’amministratore delegato di Iren, Andrea Viero e il dirigente comunale Sgarbi.
Le richieste che abbiamo riportato al tavolo riguardavano il blocco dei distacchi per tutto il periodo invernale (dal 15 novembre al 15 marzo) per tutti i nuclei con ISEE inferiore a 5000€ e l’applicazione di una franchigia basata sui consumi che sono stati calcolati usando le tabelle dell’autorità garante per l’energia elettrica, l’acqua e il gas.
Il risultato dell’incontro, come ci si aspettava, non è stato del tutto soddisfacente.
Quello che siamo riusciti ad ottenere è:
- Stop ai distacchi dell’acqua (verrà garantito il minimo indispensabile di acqua per poter vivere dignitosamente);
- Iren si impegna ad aprire uno sportello pomeridiano per ricevere, su appuntamento, i casi di morosità incolpevole segnalati e certificati dal comune e/o dalle associazioni ai quali verrà applicata, di fatto, una moratoria dei distacchi il cui onere graverà anche su Iren;
- Il debito accumulato durante la moratoria verrà spalmato in numerose rate in modo tale da non rendere il debito in onorabile;

venerdì 30 maggio 2014

#STOPDISTACCHI Azione diretta contro i distacchi delle utenze



Ieri giovedì 29 maggio militanti della Rete Diritti in Casa insieme a diverse famiglie che hanno subito il distacco delle utenze sono ritornati negli uffici di Iren in Strada Santa Margherita come già fecero lo scorso 29 novembre.
L'intervento della Rete si è reso necessario perchè sempre più famiglie segnalano distacchi allo sportello per il diritto all'abitare di Via Mantova.
Il presidio presso Iren questa volta non ha subito lo stesso trattamento del mese di novembre quando i presenti furono tutti portati in questura per identificazione: le famiglie parmigiane e migranti presenti sono state ricevute dagli uffici ed hanno ottenuto il riallaccio e definito un piano di rientro. Il presidio ha anche raccolto molti consensi tra le persone che erano presenti agli sportelli di Iren per problematiche simili a quelle delle famiglie già distaccate. Rimangono aperte moltissime criticità: il protocollo tra Iren e Comune di Parma per la gestione del sostegno al pagamento delle utenze trascura troppe situazioni meritevoli di supporto e il costo risulta essere tutto a carico della collettività mentre ad Iren rimangono i ricavi.
Naturalmente la battaglia continua

Rete Diritti in Casa

Segue volantino distribuito durante l’azione:

sabato 24 maggio 2014

Comunicato in risposta alle calunnie degli "onorevoli" del PD + Inquietante comunicato della Questura di Roma


Con questo comunicato rispondiamo pubblicamente al Senatore Pagliari e alla Deputata Maestri respingendo al mittente le accuse di aggressione relative a quanto successo durante la manifestazione per il diritto alla casa di sabato 17 maggio nel quartiere montanara.
Durante il corteo un gruppo di manifestanti si è staccato dal resto dei manifestazione e PACIFICAMENTE ha attaccato sulle vetrate della sede PD del quartiere Montanara dei manifesti contro il piano casa ed il governo Renzi.
Tanto è bastato ai locali rappresentanti del Partito Democratico per gridare all'aggressione arrivando a dichiarare: "la storia ci insegna che quando succede questo, o siamo di fronte ad un potere autoritario o di fronte a forze che non vogliono misurarsi nella dialettica democratica".
Francamente in 4 manifesti e 3 litri di colla fatichiamo a vedere un'aggressione mossa da un potere autoritario, ci risulta molto più facile notare l'aggressione che questo governo ha mosso contro chi ha dovuto occupare una casa per garantirsi un'esistenza dignitosa.

venerdì 23 maggio 2014

Comunicato stampa - SPA Sovescio

Come fruitori ed abitanti dello Spazio Popolare Autogestito Sovescio, a malincuore, ci sentiamo di dovere intervenire rispetto ai fatti di domenica 18 maggio di Piazzale Bertozzi.
Premesso che solitamente non replichiamo a dichiarazioni strumentali ed infamanti di noti neofascisti come Pier Paolo Mora e Paolo Babarelli,  in questo caso riteniamo necessario farlo per dovere di informazione e chiarezza nei confronti dei nostri numerosi compagni e frequentatori, degli abitanti delle case occupate, del quartiere Oltretorrente e della città.
Lo Spazio Popolare Autogestito Sovescio non organizza “ronde”  di stampo paramilitare ne tantomeno spedizioni punitive contro chichessia, ma svolge esclusivamente attività ricreative, sociali e politiche pubbliche, come la Palestra Popolare “Luca Malpeli”, la biblioteca “LIBERAMENTE”  l’infopoint “BARRICATE 1922”, i cineforum, presentazioni di libri e dibattiti, attività artistiche  e musicali, oltre a condividere diverse abitazioni occupate  ed ospitare diversi collettivi studenteschi e organizzazioni politiche di chiaro stampo antifascista e anticapitalista.
E sono proprio queste attività sociali e politiche che infastidiscono  personaggi come Mora e Babarelli, che guarda caso erano entrambi presenti con Casapound, armati e ben riconoscibili, all’aggressione al Circolo Minerva in Q.re Montanara il 12 Maggio 2012.

sabato 17 maggio 2014

LE BUGIE DEI NEOFASCISTI SUL PROBLEMA CASA


ANTEFATTO
A Parma esiste da qualche anno un gruppuscolo di neofascisti affiliati a Casapound che, protetti e coccolati da Questura, Gazzetta di Parma e politici del centro-destra, mettono in atto ridicole azioni notturne, regolarmente esaltate il giorno dopo sul giornale locale.
Nella notte tra lunedì e martedì 6 maggio 2014 i neofascisti hanno fatto una di queste “temerarie” incursioni mettendo delle casette giocattolo davanti all’ingresso del Comune di Parma e facendo poi una foto da spedire di corsa ai servizievoli amici in Gazzetta.
L’accusa?
Secondo i neofascisti più di metà degli alloggi pubblici, cioè le case popolari, sarebbero assegnate agli immigrati, mentre “…in strada ci sono centinaia di italiani che ne fanno richiesta ma non vengono minimamente presi in considerazione.” 1
Ce n’è anche per il sindaco Pizzarotti accusato di “… aver dimenticato gli italiani ed essere diventato il sindaco degli immigrati.”
Noi sappiamo che il ruolo dei fascisti nella storia è sempre stato quello di cercare di dividere e distruggere le lotte dei lavoratori per il diritto al lavoro, il diritto alla casa, il diritto all’istruzione e anche in questo caso non si smentiscono.
La loro propaganda falsa e distorta infatti cerca di dividere e contrapporre i lavoratori italiani a quelli immigrati, insinuando che esistano incredibili privilegi di cui godrebbero i cittadini immigrati, al fine di scatenare una guerra tra poveri utile solo ai finanziatori di Casapound.
Nell’opuscolo che segue cercheremo di smontare tutta la massa di falsità che si nasconde dietro questi luoghi comuni, analizzando in particolare 2 questioni:

venerdì 16 maggio 2014

Sabato 17 Maggio h.17 Largo 8 Marzo MANIFESTAZIONE PER IL DIRITTO ALLA CASA E CONTRO IL FASCISMO


I DIRITTI SI CONQUISTANO LOTTANDO UNITI CONTRO
PADRONI, SPECULATORI E IL LORO GOVERNO
NO AL PIANO CASA E AL JOB ACT

I fascisti di casapound, incapaci di portare avanti qualsiasi tipo di mobilitazione e isolati da tutti, tentano di entrare nell’arena politica con un’operazione meschina . Davanti a un’emergenza abitativa devastante, causata sia dall’avidità del mercato lasciato libero (con la legge 431/98) di speculare su un’esigenza primaria come la casa sia dalla completa inconsistenza delle politiche abitative pubbliche, non trovano di meglio che addossare ai migranti la colpa della mancanza di alloggi a canone sociale.
Non ci meravigliamo certo di questa presa di posizione: i fascisti come i loro degni compari della lega nord, ben si guardano dall’attaccare gli speculatori che si trovano in abbondanti schiere tra i loro seguaci.
E’ più facile dare la colpa ai migranti, creando una chiara discriminazione su base razziale, in modo da lasciar liberi gli immobiliaristi, i rentier, i padroncini di fare i loro sporchi affari.
Fascisti e lega nord non pensano neanche lontanamente di attaccare il Governo Renzi su due provvedimenti gravissimi in discussione in questi giorni alle camere: il piano casa e il job Act.
Con il piano casa, elaborato dal ministro ciellino Lupi, gli interessi degli speculatori, dei proprietari di casa e dei costruttori sono abbondantemente sostenuti tramite sgravi fiscali, vendita del patrimonio immobiliare pubblico, sviluppo dell’housing sociale a prezzi inaccessibili per precari e nuclei monoreddito, edificati in deroga agli strumenti urbanistici. Nessuna risposta per chi è sotto sfratto, nessuna nuova risorsa per case popolari mentre l’utilizzo dei fondi già disponibili e inutilizzati da anni sarà definito entro 10 (!!!) mesi. Le briciole distribuite sotto forma di contributi per l’affitto (100 milioni nel 2014 contro i 388 milioni del 1998) sono in realtà soldi che finiranno direttamente nelle tasche dei proprietari di casa.
Perché un provvedimento del genere ha dovuto essere approvato d’urgenza con un decreto legge?

venerdì 9 maggio 2014

OCCUPATA LA SEDE DI UNIECO IN DIFESA DI SCUP

Roma, Reggio Emilia, Bologna, Parma, Pisa. Queste le città che oggi si sono ritrovate per occupare la sede centrale di UNIECO in via Ruini a Reggio Emilia.
Un'occupazione per ottenere un incontro con i veri proprietari dello stabile dove sorge ora SCuP, in via Nola 5 a Roma, zona San Giovanni, e anche per mettere in evidenza il processo di speculazione immobiliare di cui le cooperative sono protagoniste. Una speculazione che passa dalla scelta politica di svendita del patrimonio pubblico e determina l'aumento esponenziale dei profitti dei soliti noti.
All'interno è stata incontrata la dirigenza di UNIECO ed è stato ottenuto un incontro con il presidente della cooperativa per giovedì 15 maggio a Roma.
Una giornata che mette in chiaro la ricchezza degli spazi sociali in giro per l'Italia contro la bestia speculatrice che divora le nostre vite e cementifica le nostre città.


Di seguito il comunicato distribuito oggi:

mercoledì 16 aprile 2014

NON FACCIAMOCI CALPESTARE DAL PIANO CASA! DOMANI PRESIDIO IN PREFETTURA H.17:30

Toccano uno toccano tutti! #SgomberiamoRenzi #StopSfratti #StopSgomberi #OccupySfitto
Solidali e complici con gli abitanti resistenti della #Montagnola
Il governo Renzi mostra il suo volto. Mostra soprattutto i muscoli, e dimostra che non è l’azione sporadica del cretino di turno a colpire chi chiede casa e reddito per tutti, ma l’intenzione complessiva di politiche intollerabili a volerci calpestare tutti. Un governo che, degno erede del padrino Berlusconi, a dispetto dei sorrisi che elargisce di fronte alle telecamere, dall’altro lato sfodera il bastone, con nuove politiche di austerità e non esita a sfoderare manganelli e violenze, sotto il comando di un ministero degli interni targato Alfano, a chi si permette di contestare pubblicamente e senza paura la vergogna di due decreti legge fatti per iperprecarizzare le nostre vite, lasciandoci senza reddito, incolpevoli di non poter pagare una casa in cui vivere dignitosamente.

giovedì 10 aprile 2014

#OCCUPY #PD PER DAVVERO!

Oggi circa 50 persone hanno occupato la sede provinciale del pd in via Treves. Lo hanno fatto per denunciare la gravità del pianocasa, in particolare dell'art.5, per pretendere risposte, per sollevare un dibattito, per mostrare le contraddizioni di questo partito "democratico". La sede, nonostante sia la principale della città, era deserta. Mentre era in corso l'occupazione sono arrivati il consigliere Dall'Olio e il segretario provinciale Cardinali, con i quali si è avuto un lungo confronto. Entrambi hanno manifestato dubbi e perplessità sul Piano Casa.
A seguire il comunicato dell'azione di oggi e un video di un momento dell'incontro. A margine per il senatore Pagliari, non c'è da esprimere nessuna solidarietà perchè non c'è stata nessuna aggressione, l'unica aggressione che vediamo è quella di chi oggi vuole togliere utenze e diritti a chi occupa.