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venerdì 13 luglio 2018

DIRITTO ALL’ABITARE: IL MERCATO CHIUDE AI POVERI E AI MIGRANTI



Sulla Gazzetta di Parma di ieri, martedì 10 luglio spiccava un articolo di approfondimento sul mercato immobiliare nel quale diversi operatori si sono espressi positivamente per la ripresa delle compravendite e del mercato degli affitti. L’ottimismo espresso nell’articolo stride drammaticamente con la realtà di coloro che nelle case vorrebbero abitare ma che ad una casa non riescono ad accedere. Il mercato in effetti si muove ma per soddisfare le esigenze speculative di chi investe nel mattone e acquista alloggi da “mettere a reddito” come dicono gli stessi operatori o per dare al limite un alloggio a chi si trova in condizione di garantire coperture economiche perl’acquisto di una prima casa. Gli alloggi non ci sono invece per tutti coloro che si trovano in una condizione di precarietà lavorativa grazie al jobs act di Renzi, a chi lavora a termine o con uno delle centinaia di tipologie di contratti senza garanzie introdotti per spremere al massimo i lavoratori.Si dice che ci sia anche la ripresa dell’economia e che si riesca a trovare lavoro ma si tratta sempre di lavoro sottopagato e precario che non dà nessuna garanzia.Lo sanno bene B.S., A.L. e B.R. che nonostante lavorino con contratti a termine, si sono vist irifiutare da decine di agenzie immobiliari o da privati proprietari la possibilità di accedere a un alloggio in affitto e sono costretti a resistere con i denti ai tentativi di sfratto negli alloggi in cui sitrovano con le loro famiglie, aiutati in questo dai picchetti antisfratto messi in atto dalla Rete Dirittiin Casa supportata da studenti solidali.

venerdì 14 marzo 2014

ANALISI CRITICA DEL “PIANO CASA” DEL GOVERNO RENZI


Il decreto legge recante “Misure urgenti per l’emergenza abitativa” varato dal Consiglio dei Ministri del 12.03.2014 comprende al suo interno un insieme di misure applicate con costanza negli ultimi decenni che di certo non rappresentano una scatto in avanti per affrontare l’emergenza abitativa evocata nel titolo, misure che non hanno assolutamente intaccato l’enormità del problema abitativo in Italia e che risulta irritante vedere riproposte tali e quali dopo anni e anni di fallimenti.
L’ambito normativo in cui ci si muove è sempre quello dalla legge 431 del 1998 che ha introdotto la liberalizzazione degli affitti e ha lasciato mano libera ai proprietari di casa nel fissare le condizioni di mercato degli affitti. Gli interventi dello stato sono, anche con questo decreto, al massimo rivolti a contenere gli effetti nefasti della liberalizzazione senza andare ad intaccare la supremazia assoluta dell’interesse della rendita e della proprietà, cercando anche di stroncare, con l’art. 5 del decreto, i movimenti di riappropriazione dal basso di valore d’uso. Al massimo potranno avere qualche giovamento le famiglie che si potranno permettere l’housing sociale o l’affitto concordato, con prezzi sempre più vicini a quelli di mercato, quindi famiglie con reddito medio/medio-basso. Completamente escluse le situazioni di vero disagio, gli sfrattati, le famiglie con un solo reddito precario o senza reddito, condannati sempre di più all’emarginazione. Altro che cambio di tendenza!
Questo piano casa è uguale a quello di Berlusconi,

venerdì 3 dicembre 2010

Una lente di ingrandimento sull'Housing Sociale a Parma, in diretta continuità con il Piano Casa del Governo Berlusconi



Dal pubblico al privato...
Un approfondimento sulle politiche abitative comunali a cura dalla Rete diritti in casa

Introduzione
A Parma l’Housing Sociale sta riscontrando un generale consenso tra le parti politiche istituzionali ed è accompagnato da una campagna mediatica fuorviante. Il primo intervento nazionale di Housing Sociale che si sviluppa proprio a Parma viene presentato come salvifico a fronte di una situazione di emergenza abitativa continua e in costante aggravamento.

È necessario invece fare una attenta analisi critica dell’Housing Sociale innanzitutto perché questo tipo di progetto sta intercettando tutti i contributi pubblici in materia di edilizia residenziale, sostituendo in modo completo quello che è sempre stato lo strumento principe dell’intervento pubblico nella materia, cioè la casa popolare.

sabato 20 giugno 2009

presentazione del dossier sulle politiche abitative in città 2009/2010



scarica da qui il dossier http://www.globalproject.info/it/in_movimento/La-Rete-diritti-in-casa-di-Parma-presenta-il-dossier-sulle-politiche-abitative-in-citta/1097


Il report nasce dal lavoro di inchiesta sul territorio che da anni la Rete diritti in casa svolge in città, attraverso lo sportello attivo all'interno della Casa Cantoniera Autogestita



Per il blocco immediato di tutti gli sfratti
Per il censimento e la redistribuzione del patrimonio immobiliare pubblico e privato sfitto
Per la regolarizzazione delle case occupate tramite stipula di contratti di affitto a canoni sociali
Per il monitoraggio reale dei canoni di affitto
Per lo svincolamento del rinnovo dei permessi di soggiorno dalla metratura dell'appartamento
Per l'ampliamento dei paramentri di accesso alle graduatorie per gli alloggi pubblici, considerando l'attuale situazione di crisi e precarietà del mondo del lavoro
Per una tutela legale e economica per chi denuncia gli affitto in nero
Per il blocco della svendita del patrimonio immobiliare pubblico
Perchè nessun@ debba più essere costretto a vivere in cantina, in macchina o sui marciapiedi della nostra città.