lunedì 9 maggio 2016

NO ALLO SGOMBERO DELLA CASA OCCUPATA DI VIA ZAROTTO 80




Da più parti giungono voci di un prossimo intervento di polizia per lo sgombero della palazzina di Via Zarotto 80 dove lo scorso 24 ottobre 8 famiglie e 4 gruppi di singoli, per un totale di 35 persone delle quali 9 di minore età, erano entrati per trovare un alloggio. Le famiglie avevano quasi tutte subito un precedente sfratto, ad eccezione di un nucleo famigliare e gruppi di singoli che provenivano dalla precedente occupazione di Via Cagliari dalla quale erano state cacciate dalla polizia su richiesta della banca Unicredit.
Per tutte le famiglie, alcune delle quali provenienti da paesi della provincia, l’occupazione è stata l’unica opportunità di avere un tetto sulla testa da dove ripartire per crearsi un’opportunità di vita, a fronte di un mercato della casa che li esclude perché poveri e a fronte della completa insufficienza della politiche abitative pubbliche.
L’edificio occupato è proprietà di una ricchissima famiglia parmigiana che si è potuta permettere di lasciare vuoto l’edificio per 20 anni, da quando la polizia stradale, precedente utilizzatore del palazzo, si trasferì in via Chiavari nella nuova sede. Per 20 anni l’edificio è rimasto vuoto senza essere ristrutturato né abitato. Solo oggi siamo testimoni dell’interesse della proprietà per l’immobile, oggi che l’immobile è vivo ed usato, per di più ristrutturato e pulito a spese degli abitanti stessi. Noi diciamo che la pretesa da parte della proprietà di riavere subito l’immobile è la pretesa arrogante  di affermare che il diritto di tenere vuoto un immobile di cui non si ha nessun bisogno né nessun progetto deve prevalere sul diritto di decine di persone di usare l’immobile per i loro bisogni primari.
Il fatto che il procuratore,che sembra abbia già emesso decreto di sequestro, si sia tanto prodigato per assecondare le richieste di avvocati profumatamente pagati dalla proprietà, la dice lunga sul primato che il principio di proprietà privata detiene ormai rispetto a tutti i diritti umani seppur previsti e in teoria difesi da leggi e costituzione.
 Il procuratore se ne fotte del fatto che decine di persone con minori vengano sbattute per strada, senza alternative. A lui interessa solo di assecondare le pretese del ricco possidente che si può permettere gli avvocati qualificati. Lo stesso concetto di legalità di cui tanti (procure comprese) si riempiono la bocca, oggi è chiaramente coniugato solo con il principio della difesa del diritto di fare affari, investire, speculare, possedere e completamente svincolato da principi di giustizia sociale, equità e anche buon senso.
Nella stessa zona la polizia intervenne un paio d’anni fa per sgomberare una palazzina in Via Casa Bianca occupata da 3 famiglie: anche in quel caso la potenza economica dei proprietari riuscì a far breccia nel cuore di procura e questura e si arrivò a uno sgombero eseguito con tempi velocissimi, a pochi mesi dall’occupazione. Oggi quella casa giace inutilizzata e decadente e costituisce una situazione di degrado per il quartiere.
Chiaro che l’affermarsi di questa costituzione materiale tutta orientata alla difesa del profitto, della proprietà e della speculazione è frutto della debolezza del conflitto sociale, specialmente in Italia. In questo scenario il conflitto per il diritto alla casa è una delle poche situazioni in controtendenza e per questo sta subendo una dura repressione con sgomberi e denunce da Roma a Bologna e ora a Parma.Il governo Renzi si è ben distinto nel porsi a paladino della difesa degli interessi di quel blocco sociale che fa della rendita speculativa la sua fonte di potenza e di privilegi: dal piano casa allo sblocca italia passando per il jobs act è chiaro il piano di difesa degli interessi di borghesia proprietaria e di ricchi palazzinari a spese di lavoratori, disoccupati e senza casa.
Esiste solo una strada per sconfiggere l’emarginazione e la paura, per ricominciare a conquistare diritti, salario o reddito . E’ una strada fatta di resistenze e lotte quotidiane, di connessioni tra chi si oppone in tutti i campi alla sottrazione di tempo, denaro, lavoro, spazi vitali a spese di chi sta nei gradini più bassi della scala sociale.


CHIEDIAMO SOLIDARIETA’ CONCRETA NELLA LOTTA A DIFESA DEL DIRITTO ALL’ABITARE, OFFRIAMO LA NOSTRA LOTTA A CHI SI OPPONE E RESISTE A QUESTO SISTEMA DECADENTE CHE DEPREDA ED EMARGINA


SABATO 14 MAGGIO ORE 16

PRESSO CASA OCCUPATA VIA ZAROTTO 80
ASSEMBLEA PUBBLICA CONTRO LO SGOMBERO




Abitanti di Via Zarotto 80

RETE DIRITTI IN CASA

Nessun commento:

Posta un commento