L'associazione denuncia: "Sono oltre 200 le persone in strada. Siamo i primi a non volere un'occupazione a settimana, per questo chiediamo al prefetto una politica seria per risovere i problemi di queste persone"
C'è Parma e Parma. C'è la Parma che colleziona premi e riconoscimenti per l'ecosistema urbano, per la viabilità, per il "Quoziente" nelle politiche fiscali. E c'è un'altra Parma, afflitta dal precariato, dalla disoccupazione, dagli sfratti. Esiste anche l'altra faccia della medaglia. Quella medaglia mostrata linda e pinta sui network nazionali, attraverso celebrazioni e festival milionari. Esiste anche un lato oscuro, quel "dark side of the moon" tenuto lontano dai flash e dalle luci della ribalta e, anzi, sapientemente nascosto come polvere sotto il tappeto.
lunedì 25 ottobre 2010
sabato 23 ottobre 2010
Nuova occupazione in via Bengasi. Continua la campagna "Senza casa non ci sto"
Stamattina diverse famiglie con bambini e un gruppo di single sono stati costretti ad entrare, con l’appoggio della Rete diritti in casa, in una delle tante (troppe) case abbandonate di Parma in via Bengasi.
Non potevamo che occupare questo stabile abbandonato da anni.
Più volte abbiamo cercato di aprire un tavolo di discussione con le Istituzioni per trovare una soluzione dignitosa alla crescita del problema degli alloggi.
giovedì 21 ottobre 2010
Bloccato uno sfratto al quarto accesso dell'Ufficiale Giudiziario
La Rete Diritti in Casa riesce a far posticipare ancora una volta lo sfratto di Giuseppe, Angela e i loro 2 bimbi.
Ennesimo sfratto, per fortuna evitato, a Parma: a essere colpita questa volta è una famiglia con due bimbi, una neonata di 4 mesi e uno di 4 anni, residente in Via Bramante, nel quartiere Montanara.
Il padre, Giuseppe, è senza lavoro da oltre un anno e la famiglia si trova pertanto in stato di morosità con conseguente procedura di sfratto avviata ormai da diversi mesi. Il 9 settembre infatti, data del terzo accesso dell'Ufficiale Giudiziario, era stato già ottenuto il primo rinvio grazie alla massiccia presenza degli attivisti della Rete diritti in casa che si sono fatti trovare nell'appartamento insieme alla famiglia.
Oggi l'Ufficiale Giudiziario, giunto in compagnia del proprietario dell'appartamento, del suo legale e di una pattuglia di poliziotti, ha trovato ancora una volta di fronte a sè troppi impedimenti per svolgere l'esecuzione dello sfratto: più di 30 persone hanno manifestato complicità e solidarietà alla famiglia di Giuseppe e Angela dalle 7 del mattino fino all'ora di pranzo.
Nonostante l'insistenza dei proprietari dell'immobile di riappropriarsi dell'abitazione (esigenza comprensibilissima, vista la loro situazione economica non ottimale, comune a molte coppie di pensionati con un unico appartamento di proprietà), l'Ufficiale Giudiziario è stato costretto a rimandare l'esecuzione dello sfratto all'11 novembre per problemi di ordine pubblico.
Durante la lunga trattativa con i proprietari e le forze di polizia, più volte si è cercato di coinvolgere i servizi sociali del quartiere che fin dall'inizio avrebbero dovuto trovare una soluzionbe accettabile alla famiglia. Ma perfino il pressing svolto dallo stesso ufficiale giudiziario si è dimostrato vano.
I servizi sociali, incapaci di svolgere un servizio alle persone che chiedono loro aiuto, oltre ad essere uno strumento di vessazione che il comune utilizza per allontanare i propri cittadini dal pretendere il rispetto dei propri diritti, ci segnalano lo stato comatoso degli istituti di welfare locale.
Nessun piano concreto di sostegno al reddito, nessuna forma di affitto ad canone sociale sostenibile ma solo enormi boutade mediatiche che pubblicizzano nuovi progetti di housing sociale che garantiscono solo i profitti dei costruttori e deturpano il territorio ed il verde pubblico cementificandolo. Questo è il piano per risolvere l'emergenza abitativa a Parma: distruzione dei servizi sociali, contributi a pioggia ai grandi costruttori, e nessun intervento serio per arginare l'impoverimento di fasce sempre più ampie di popolazione.
A tutto questo la Rete Diritti in Casa ha deciso di dire basta. Con una promessa ben chiara alle istituzioni cittadine: nessuno resterà senza una casa.
venerdì 15 ottobre 2010
"Senza casa non ci sto!" Inizia una nuova campagna per il diritto alla casa a Parma.
La Rete diritti in casa occupa una casa con una famiglia che vive in strada da diversi giorni.
La Rete Diritti in casa, venerdì 15 ottobre, dopo aver denunciato la situazione abitativa di Fatna e i suoi 3 figli, che da anni vivono in una cantina di 14 metri quadrati, senza riscaldamento, pagando 400 euro di affitto [Leggi l'articolo], ha sostenuto l'occupazione di una casa disabitata dal 2003 in via Spolverini, in cui hanno trovato alloggio Noureddine, la moglie, al quarto mese di gravidanza, e le loro 2 bambine. La famiglia viveva in strada da diversi giorni, dopo aver subito uno sfratto per morosità a Fontevivo, e poi uno sgombero da una casa a Lugo di Romagna.
Subito dopo l'occupazione della casa è arrivato il proprietario, accompagnato dalla polizia, chiedendo lo sgombero immediato dell'immobile. Dopo lunghe trattative si è ottenuto che la famiglia rimanesse nella casa fino a lunedì, per poi trasferirsi in una casa protetta, gestita dalla Caritas, fino a sabato 23 ottobre, in attesa di una soluzione definitiva.
Una cosa però è certa: nessuno verrà rigettato in strada.
Se non verranno trovate soluzioni idonee per Noureddine e la sua famiglia, così come per Fatna e i suoi figli, la Rete Diritti in casa è già pronta a continuare la campagna "Senza casa non ci sto!".
A Parma il 17 ottobre torna la notte dei senza dimora

Proiezione video e dibattito sull'accoglienza dei richiedenti asilo e sulle politiche abitative del Comune di Parma.
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Domenica 17 ottobre 2010 alle ore 18.30
presso la Casa Cantoniera in via Mantova 24, Parma
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La Notte dei senza dimora è una manifestazione nazionale di sensibilizzazione e solidarietà nei confronti delle persone senza dimora. E' un'occasione per parlare di e con coloro che vivono situazioni di forte disagio abitativo, aiutando a puntare l'attenzione su questo tema alla vigilia della cosiddetta “emergenza freddo”. E' anche un'opportunità che hanno le associazioni e le organizzazioni, che in città si occupano di grave emarginazione e povertà, per denunciare con forza mancanze e necessità.
Dal 2000 è promossa da Terre di mezzo street-magazine in occasione della giornata ONU di lotta alla povertà, che cade il 17 ottobre e da allora, circa una quindicina di città italiane, tra cui Parma, aderiscono con diverse iniziative. L’edizione di quest’anno assume un significato ancora più intenso dato dalla dichiarazione dell'Unione Europea per il 2010 “Anno di Lotta alla Povertà e all'esclusione sociale”.
La Notte dei Senza dimora a Parma è organizzata dalla Rete Dormire Fuori, Rete Diritti in casa e le associazioni promotrici del progetto Xenia-Oltre la Pelle in collaborazione con Forum Solidarietà.
Le associazioni hanno deciso di organizzare una serata nella Casa Cantoniera di Via Mantova, uno dei luoghi simboli dell’accoglienza e dell’integrazione in città.
Programma della serata:
* ore 18.30: Proiezione del documentario “A passo d’uomo”, con la presenza delle registe Maria teresa Improta e Sara Bonimini.
A passo d'uomo è un documentario prodotto dall''associazione Le Giraffe nel 2010. E' un racconto di incontri. Incontri di viaggiatori "forzati", con tracce di vite spezzate nel paese di origine, e sospese nella nuova terra di arrivo.
Attraverso lo sguardo e i disegni di un giovane richiedente asilo, le storie ascoltate e registrate su pellicola si intrecciano con gli stessi passi della troupe del documentario.
Pensieri, ricordi, esperienze raccontati da chi silenziosamente e quotidianamente condivide le vite di giovani, donne e uomini con esistenze di rifugiati.
* ore 19.00: Interventi di approfondimento e dibattito sulle politiche abitative e sul sistema di accoglienza dei richiedenti asilo nella Regione Emilia Romagna, con Elisabetta Ferri (associazione Ya Basta! Parma) e Emilia Arisi (Rete diritti in casa).
* ore 21.00: buffet
Ma voi ci vivreste in cantina?
Venerdì 15 ottobre alle ore 17.30: presidio in Borgo Cocconi 42 per il diritto alla casa
15 / 10 / 2010
Chiaramente la risposta è no, eppure a Parma c'è chi vi è costretto. E' il caso di Fatna, che da anni abita in un buco di 14 metri quadri insieme ai tre figli. Si tratta di un seminterrato situato in Borgo Cocconi, privo di riscaldamento con un affitto a 400 euro che nonostante tutto è sempre stato pagato. E di certo questo non è l'unico caso nel quartiere oltretorrente, dove la sicurezza è sinonimo di ronde, esercito, pseudo-riqualificazioni, ma non ha mai a che fare con le allucinanti condizioni di vivibilità cui sono costrette molte persone, proprio come Fatna.
In questi ultimi anni più volte è stato sollevato il problema, ma sebbene Fatna abbia un punteggio elevato per l'assegnazione di una casa popolare, dal comune non è mai stata data alcuna soluzione nè attenzione al problema.
Questa non è una novità: da tempo la Rete Diritti in Casa denuncia al Comune la realtà drammatica di numerose famiglie o persone singole costrette ad affrontare una quotidianità fatta di sfratti, dormitori, divisioni del nucleo familiare, sistemazioni di fortuna.
Da tempo chiediamo agli assessori competenti un incontro per risolvere i casi più urgenti. Per questo, 2 settimane fa, abbiamo portato pubblicamente la nostra protesta pacifica all'interno del Duc e davanti al Teatro Regio. Ma l'unica risposta che questa giunta è stata in grado di dare è la brutalità e le minacce di decine di poliziotti, carabinieri, vigili urbani che con maniere spicce hanno cacciato le famiglie e i manifestanti fuori dagli Uffici Comunali del Duc.
La giunta nega che vi sia un problema, non perde occasione di sbandierare sui giornali le centinaia di case popolari che saranno costruite nei prossimi anni...un quadretto idilliaco che fà decisamente a pugni con la realtà di questa città, dove una donna qualche giorno fa è morta mentre stava cercando un rifugio improvvisato per la notte.
Per questo chiediamo:
* case dignitose per tutti
* blocco totale degli sfratti
* estensione retroattiva della moratoria sui mutui a tutte le situazioni in cui si è verificata perdita di reddito a causa della crisi
* trasformazione degli immobili abbandonati in edilizia popolare
* requisizione delle case sfitte a fini speculativi
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15 / 10 / 2010
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In questi ultimi anni più volte è stato sollevato il problema, ma sebbene Fatna abbia un punteggio elevato per l'assegnazione di una casa popolare, dal comune non è mai stata data alcuna soluzione nè attenzione al problema.
Questa non è una novità: da tempo la Rete Diritti in Casa denuncia al Comune la realtà drammatica di numerose famiglie o persone singole costrette ad affrontare una quotidianità fatta di sfratti, dormitori, divisioni del nucleo familiare, sistemazioni di fortuna.
Da tempo chiediamo agli assessori competenti un incontro per risolvere i casi più urgenti. Per questo, 2 settimane fa, abbiamo portato pubblicamente la nostra protesta pacifica all'interno del Duc e davanti al Teatro Regio. Ma l'unica risposta che questa giunta è stata in grado di dare è la brutalità e le minacce di decine di poliziotti, carabinieri, vigili urbani che con maniere spicce hanno cacciato le famiglie e i manifestanti fuori dagli Uffici Comunali del Duc.
La giunta nega che vi sia un problema, non perde occasione di sbandierare sui giornali le centinaia di case popolari che saranno costruite nei prossimi anni...un quadretto idilliaco che fà decisamente a pugni con la realtà di questa città, dove una donna qualche giorno fa è morta mentre stava cercando un rifugio improvvisato per la notte.
Per questo chiediamo:
* case dignitose per tutti
* blocco totale degli sfratti
* estensione retroattiva della moratoria sui mutui a tutte le situazioni in cui si è verificata perdita di reddito a causa della crisi
* trasformazione degli immobili abbandonati in edilizia popolare
* requisizione delle case sfitte a fini speculativi
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lunedì 4 ottobre 2010
Cronistoria di un venerdì passato tra Comune e Teatro in cerca degli Assessori Pellacini e Lasagna.

AAA Cercasi Assessori alle politiche abitative e sociali
La Rete diritti in casa occupa il Comune con 9 nuclei familiari in emergenza abitativa...ma il Sindaco e gli Assessori preferiscono andare al Teatro Regio all'inaugurazione del Festival Verdi piuttosto che occuparsi dei problemi reali che colpiscono i propri cittadini.
1 / 10 / 2010
Ore 17.00 Gli attivisti della Rete diritti in casa, insieme a diversi nuclei familiari e ragazzi singles, colpiti dalla crisi, dai licenziamenti e dagli sfratti, entrano negli uffici del Comune di Parma (Duc), muniti di striscione e volantini, per chiedere un incontro con gli Assessori alle politiche abitative e alle politiche sociali del Comune.
Ore 19.00 Il presidio prosegue oltre l'orario di chiusura del Duc, a causa dell'assenza e del silenzio della nostra efficiente amministrazione comunale.
Ore 19.30 Al posto del Sindaco Vignali e degli Assessori (impegnati nel frattempo nei preparativi dell'apertura del rinomato Festival Verdi al Teatro Regio) arrivano le "Forze dell'ordine" al completo che effettuano uno sgombero forzato dal Duc di circa 40 persone e molti bambini.
Ma perchè delle persone che si rivolgono agli sportelli pubblici del proprio "Comune Amico", per fare delle domande in merito alle propire difficili condizioni lavorative e abitative, in presenza di minori, con estrema educazione e rispetto (nonostante la rabbia che si prova vivendo in strada da mesi), vengono rifiutate e respinte?
A volte, forse, si è talmente tanto presi dalle proprie problematiche quotidiane, legate ad un lavoro precario e agli alloggi sempre più onerosi (trovare i soldi per pagare affitti di oltre 600 euro, pur vivendo in un'umida cantina, trovare un asilo disponibile per il proprio figlio, sopportare un licenziamento, cercare un nuovo lavoro in piena crisi economica, convincere l'Ufficiale Giudiziario a rimandare di qualche altro mese lo sfratto, sperando che le cose si sistemino, compilare le domande dei bandi per la casa popolare, accettare il rifiuto della propria domanda, per vizi di forma o per l'assenza di questa tipologia di alloggio etc), che non pensiamo che anche i nostri Amministartori sono afflitti da una serie interminabile di problemi da risolvere. Immaginiamo che tra smoking, auto blu, trucco e parrucco non abbiano trovato il tempo di incontrare le famiglie che vivono in strada da mesi a causa di uno sfratto esecutivo.
E' per questo che, dopo lo sgombero, abbiamo deciso di spostarci tutti al Testro Regio, in cui stava per andare in sena la prima de "Il Trovatore", così da dare l'occasione al Sindaco Vignali e agli assessori di ascoltare le nostre parole prima dell'inizio dello spettacolo. Per facilitargli l'ascolto e per renderci più visibili tra la folla ci siamo muniti di fischietti, fumogeni e megafono...ma niente da fare...non ci hanno voluto incontrare nemmeno lì! O sono sordi o tutti gli impegni che hanno non gli permettono di occuparsi dei loro cittadini.
La domanda sorge spontanea: nel 2011 ci saranno all'incirca 500 sfratti esecutivi nel comune di Parma. Li affronteranno tutti come questione di ordine pubblico?
Noi non molliamo: la strada per la conquista dei diritti è ancora lunga ma siamo convinti che passo dopo passo ci riprenderemo tutto quello che ci spetta!
---
Leggi il volantino distribuito:
Le politiche abitative del comune di Parma non hanno niente a che vedere con le problematiche della realtà che ci circonda
Per molte persone avere un contratto di lavoro è un requisito necessario per accedere ai bandi per le case popolari e per le case a canone "sociale", come Parmabitare e Casadesso. Un requisito che sembra banale è invece un grosso problema, il lavoro reso sempre più precario, non solo per ‘i giovani’, e la crisi che in questi mesi ha portato a centinaia di licenziamenti e cassa integrazione, fanno si che sempre più persone si trovino per la prima volta in difficoltà economica, in condizione di scegliere se mangiare e dar da mangiare alle loro famiglie o pagare l’affitto. Di fronte a questa realtà sempre più persone per la prima volta si affacciano ai servizi sociali per un problema abitativo. Servizi sociali che, paralizzati già da tempo su tematiche così scottanti, sono resi del tutto impotenti davanti a queste situazioni. Resi impotenti proprio dalle politiche dell’amministrazione locale che per anni non ha investito nella costruzione di case popolari, non ha investito nel recupero di vecchi alloggi di edilizia pubblica (decine di questi sono chiusi ormai perché necessitano di una sistemata e sono così sottratti all’assegnazione). Le politiche abitative del Comune di Parma sono tutte puntate su progetti come Parmabitare e Casadesso, dove un affitto varia dai 300 ai 500 euro al mese, prezzi paragonabili al libero mercato, e dove in più è richiesto di prelevare direttamente il canone dalla busta paga. Molte famiglie in stati di necessità non possono accettare quest’ultima condizione perché troppo rischiosa. Anche l’edilizia convenzionata non risolve il problema, dove trovare i soldi per comprare casa o contrarre il mutuo in condizioni di lavoro precario o assente?
Il Comune di Parma però concede largamente permessi edilizi, case sorgono come funghi in ogni dove, consumando ettari di suolo senza restituire niente in cambio. All’inizio sembrava che la motivazione fosse che con l’aumentare del numero delle case sarebbero scesi i prezzi, ma non solo questo pronostico di mercato non si è avverato ma anche il numero di case vuote e invendute è salito a dismisura. Il mercato non segue leggi di mercato se non quelle che interessano a speculatori e palazzinari, e i prezzi delle case non si abbassano.
Siamo qui oggi per chiedere una risposta alle nostre domande, una risposta nuova e efficace ad un bisogno primario come quello dell’abitazione, una risposta a tutti quelli, e sono molti e il numero cresce ogni giorno, che fin’ora non ne hanno avuta.
CASA, REDDITO, DIGNITà PER TUTTI
Rete diritti in casa
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