sabato 20 marzo 2010

E’ ARRIVATO IL BLOCCO DEGLI SFRATTI PER FINITA LOCAZIONE



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CHE COS’E’?
E’ una proroga dell’esecuzione dei provvedimenti di sfratto per finita locazione degli immobili adibiti ad uso abitativo fino al 30 giugno 2014: se il tuo contratto di affitto è scaduto e il proprietario di casa non vuole rinnovarlo, nonostante hai sempre pagato il canone di affitto, puoi bloccare lo sfratto avvalendoti di questa proroga.
ATTENZIONE:
VALE SOLO PER GLI SFRATTI PER FINITA LOCAZIONE MA NON PER MOROSITA’!
RIFERIMENTO LEGISLATIVO:
 D.L. 150 del 30 dicembre 2013, art 4 comma8
QUANTO DURA LA PROROGA?
6 mesi: dal 1 gennaio 2014 al 30 giugno 2014
CHE REQUISITI BISOGNA AVERE PER POTER BENEFICIARE DELLA PROROGA?
1) reddito annuo lordo familiare inferiore ai 27 mila euro
2) residenza nel Comune di Parma
3) non in possesso di altra abitazione adeguata al nucleo familiare nella regione di residenza
4) avere nel nucleo familiare una delle seguenti condizioni:
- persone con più di 65 anni
- malati terminali
- portatori di handicap con invalidità superiore al 66%
- figli fiscalmente a carico nel proprio nucleo familiare (anche se sono maggiorenni)
COME SI FA A CHIEDERLA?
Devi compilare l’autocertificazione (vedi il fac-simile) in cui dichiari la volontà di avvalerti di detta proroga e la sussistenza dei requisiti (devi allegare la dichiarazione dei redditi e le altre certificazioni), e devi poi portarla a conoscenza della cancelleria del giudice procedente o dello stesso ufficiale giudiziario procedente. Saranno poi questi ultimi a darne immediata comunicazione al proprietario di casa.
QUANTO BISOGNA PAGARE PER RESTARE IN CASA FINO A GIUGNO 2014?
1)Pagare regolarmente il canone con un aumento con aumento definito dalla legge (20%)
2) Gli oneri accessori (spese condominiali)
ATTENZIONE:
La proroga non ha più valore se diventi moroso: se fai più di 20 giorni di ritardo nel pagamento dell’affitto o se non paghi le spese condominiali (quando l'importo non pagato supera quello di due mensilità del canone) rischi lo sfratto per morosità. Ricorda che anche le spese condominiali sono causa di morosità.

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FAC-SIMILE DELL’AUTOCERTIFICAZIONE DA COMPILARE PER RICHIEDERE
LA PROROGA DELLO SFRATTO PER FINITA LOCAZIONE
Tribunale di …………………..……………
Giudice dott. ………………………..……..
Ufficiali Giudiziari di …………………...
R.G. ………............
Istanza di sospensione della procedura esecutiva di rilascio con dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà
II sottoscritto/a...................................................................., nato a ............................................. residente in ..................................... alla via.............................................................................................;
premesso
- che lo scrivente è sottoposto alla procedura di esecuzione di rilascio dell'immobile sito in via........................................................................... per finita locazione; (v. provvedimento allegato)
- che tale provvedimento è stato disposto dal Tribunale di ................................ in data ……............., Giudice dott. …………………………………....................;
- che in  base al D.L.150 del 30 dicembre 2013 art.4 comma 8;
dichiara
1) di essere residente nel comune di ............................ in Via.......................................................... con il proprio nucleo familiare composto da..............( v. certificato allegato);
2) che il reddito annuo lordo complessivo familiare è inferiore a € 27.000; (v. allegata dichiarazione dei redditi);
3) che nel nucleo familiare vi sono persone ultrasessantacinquenni, o malati terminali o portatori di handicap con invalidità superiore al 66, (se vi sono allegare documentazione);
4) che nel proprio nucleo familiare, il sottoscritto ha n......di figli fiscalmente a carico;
5) che lo scrivente non è in possesso di altra abitazione adeguata al nucleo familiare nella regione di residenza;
dichiara altresì
ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445 la propria volontà di avvalersi della proroga di sospensione della procedura esecutiva relativa all’immobile sito ...............sussistendone tutti i presupposti previsti dal Decreto-Legge del 30 Dicembre 2009, n. 194 che prevede la proroga degli sfratti per finita locazione sino al 3o giugno 2014.
……………..., lì..........
Firma
……………………………………..

A volte ritornano...

Paolo Bertoletti, segretario generale Cgil Parma, accompagnato da una schiera di attempati reduci dei servizi d'ordine della Cgil, sbattono fuori gli sfrattati dal congresso del SUNIA "Abitare in affitto a Parma".


Stamattina la Rete Diritti in Casa e Società di Riappropriazione Urbana si sono recate presso la Camera del Lavoro dove era in corso, durante il congresso del SUNIA (Sindacato inquilini della Cgil), una tavola rotonda sul tema “Abitare in affitto a Parma”, che vedeva tra gli invitati l'assessore alle politiche abitative Pellacini, il Presidente dell'ACER e il Presidente dell’ASPPI.

Il motivo della nostra presenza al convegno era in primo luogo la denuncia della situazione in cui si trova la famiglia di Neffaa, ultimamente cacciata dall'albergo in cui il Comune gli aveva garantito una accoglienza solo provvisoria (dopo aver subito lo sfratto per morosità e aver vissuto con la famiglia in un furgone). Per questa famiglia, ad oggi, l'unica risposta da parte dei servizi sociali è stata quella del ritorno in Marocco, nonostante i figli siano nati e cresciuti in Italia.

Da tempo denunciamo l'aumento degli sfratti e della precarietà abitativa che riguarda ormai molte famiglie, italiane ed immigrate, senza che l'amministrazione riconosca questa come una reale emergenza a cui serve dare risposte concrete.
Per questo oggi volevamo portare un nuovo invito all'assessore Pellacini che ormai da troppo tempo, nonostante le richieste formali o meno, si nega anche ad un semplice incontro con le famiglie in difficoltà.

Quello che oggi è stato considerato inammissibile da parte degli organizzatori del convegno è stata la presenza di uno striscione che non recitava nulla di offensivo od ideologico; chiedeva semplicemente l'immediato blocco degli sfratti.


Purtroppo la direzione Cgil ed i loro rappresentanti hanno avuto una reazione sproporzionata ed aggressiva rispetto agli eventi, richiedendo e poi attuando in malo modo il nostro allontanamento dalla sala. Nonostante la protesta di vari iscritti al sindacato contro questo comportamento eccessivo, siamo stati buttati fuori.

Una volta fuori abbiamo però continuato il presidio richiedendo un incontro con l'assessore che, come al solito, si è sottratto al confronto ed è scappato, dimostrando ancora una volta l'incapacità di questa amministrazione.

Come c'era scritto nel nostro volantino, il Sindacato inquilini e assegnatari a Parma come in Italia non si è mai caratterizzato per la combattività ed ha la grave colpa di aver avvallatola liberalizzazione degli affitti promossa dal governo (amico?) di centro sinistra con la legge 431/98 e ad oggi ci sembra rivestire un ruolo esclusivamente di servizio. Vediamo però anche delle inversioni di tendenza: a Bologna il Sunia è anche sceso in strada a denunciare l’esistenza di alloggi ACER lasciati drammaticamente sfitti e al recente convegno del capoluogo emiliano ha riconosciuto la fase emergenziale richiedendo l’intervento pubblico con misure eccezionali. Con questi presupposti ci si potrebbe anche confrontare, dicevamo, ma dopo oggi ne siamo ancor meno sicuri.

Affitti alle stelle, impennata degli sfratti, speculazione immobiliare: diciamo anche noi la nostra


Volantino distribuito dalla Rete diritti in casa durante il Congresso SUNIA di sabato 20 marzo


Nelle ultime due settimane abbiamo assistito al tentativo da parte di due assessori del Comune di Parma (Pellacini e Zoni) di screditare la mobilitazione per il diritto alla casa che la Rete Diritti in Casa e La Società di Riappropriazione Urbana (SRU) stanno portando avanti in città con un crescente livello di partecipazione sociale.

Il fatto che siano stati considerati “violenti”(da Villani e Zoni) dei semplici presidi o definita “aggressione” il tentativo di parlare con un assessore sfuggente (Pellacini in questo caso) corrisponde al tentativo di criminalizzare un movimento che sta mettendo il dito nella piaga di un settore, quello immobiliare, dove gli interessi privati dominano in modo assoluto sulle esigenze sociali e dove gli interventi pubblici per lenire l’inefficacia del privato nel risolvere l’emergenza abitativa sono spesso dei meri palliativi.

Abbiamo assistito anche al patetico tentativo da parte degli amministratori citati di attribuirci la volontà di privilegiare alcuni soggetti (in particolare i migranti) rispetto alla generalità di coloro che sono colpiti dal bisogno di casa mentre è chiaro che la nostra mobilitazione prende spunto dallo stato di bisogno dei soggetti direttamente colpiti da sfratti, affitti da rapina ecc per denunciare l’assenza di serie e coerenti politiche abitative, di cui anche il Comune è responsabile e di cui pagano le conseguenze un numero crescente di soggetti, colpiti da un lato dalla voracità dei proprietari immobiliari e dall’altra dall’incedere della crisi economica che colpisce indiscriminatamente migranti come italiani.

Le politiche abitative a Parma, indipendentemente da chi si è seduto sullo scranno dell’assessorato, da Bigliardi a Giubellini a Pellacini, si sono sempre caratterizzate per questi 4 elementi:

1) il clamore massmediatico, con l’esaltazione a priori di quello che si andava (in un futuro molto lontano) a fare, attribuendo agli interventi progettati virtù salvifiche che rilette oggi fanno ridere.

2) la centralità del privato

3) l’economicità cioè non si investono soldi per affrontare l’emergenza abitativa, si vendono per fare cassa i terreni da adibire ad ERP, si svende il patrimonio pubblico che si potrebbe recuperare ed adibire ad abitativo, si vendono case popolari

4) l’abbandono degli interventi nelle case popolari, dimostrato dal fatto che nessun alloggio pubblico di edilizia sovvenzionata è stato costruito negli ultimi 11 anni (a parte 2 costruzioni portate a compimento in questi anni ma finanziate e progettate da molto prima).

Gli unici interventi messi in campo sono quelli di edilizia convenzionata e quelli a canone concordato (Parmabitare e Casadesso) con un massiccio progetto futuro di intervento di edilizia residenziale sociale (ERS) o housing sociale.

Queste tipologie edilizie non rispondono a quella che è l’esigenza forte e chiara che viene da quella parte della popolazione che non è proprietaria di immobili e che si trova ad affrontare la crisi economica con crescente difficoltà. Le 1700 domande valide di case popolari non trovano risposta nelle tipologie edilizie proposte in modo prioritario dal Comune di Parma da anni a questa parte.

Le famiglie monoreddito (o addirittura senza reddito), chi è costretto ad accettare occupazioni precarie, chi è in cassa integrazione o in mobilità, chi è costretto allo sfratto, non se ne fa nulla dell’offerta abitativa finanziata dal Comune. Quel tipo di proposta abitativa serve solo agli imprenditori del mattone per intercettare la domanda di casa da parte delle famiglie a reddito medio, tenendo vivo un mercato che dopo l’allegra speculazione degli anni passati si sta riducendo, mentre non serve alle famiglie che si trovano in difficoltà economica. La volontà delle grandi imprese edili di intervenire massicciamente e controllare gli interventi di housing sociale è dimostrato dalla manifestazione di interesse avanzata fin dalla prima fase del bando del Piano Operativo Comunale (POC) dalle principali imprese edili di Parma, da Pizzarotti a Buia Nereo a Coop Edile Artigiana ecc, interessati alla costruzione di oltre 500 alloggi in housing sociale e pronti a definirne le condizioni di assegnazione.

Vista la configurazione economica che si prospetta con la crescente emergenza abitativa che si può agevolmente prevedere, la scelta di puntare su interventi che costano al destinatario finale poco meno del prezzo di libero mercato è veramente assurda.

Con vari interventi sui mass media negli ultimi mesi Pellacini ha più volte dichiarato che si sarebbe incrementato il patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica (Case Popolari) con la costruzione di ulteriori 100 alloggi. Premesso che con questi numeri si recupererebbe la quota alienata in questi anni e poco più, aspettiamo, dopo le declamazioni, i fatti.

Interveniamo oggi al convegno del SUNIA: il sindacato inquilini e assegnatari a Parma (così come nel resto di Italia), non si è mai caratterizzato per la combattività ed ha la grave colpa di aver avvallato la liberalizzazione degli affitti promossa dal governo (amico?) di centro sinistra con la legge 431/98 e ad oggi ci sembra rivestire un ruolo esclusivamente di servizio. Vediamo però anche delle inversioni di tendenza: a Bologna il Sunia è anche sceso in strada a denunciare l’esistenza di alloggi ACER lasciati drammaticamente sfitti e al recente convegno del capoluogo emiliano ha riconosciuto la fase emergenziale richiedendo l’intervento pubblico con misure eccezionali.

Le nostre rivendicazioni sono queste

- IL BLOCCO EFFETTIVO DEGLI SFRATTI, PER FINITA LOCAZIONE E PER MOROSITA’

- L’ESTENSIONE RETROATTIVA DELLA MORATORIA SUI MUTUI

- TASSAZIONE ED IMMISSIONE NEL MERCATO A CANONE SOCIALE DEGLI ALLOGGI SFITTI DEI GRANDI PROPRIETARI IMMOBILIARI E DELLE IMPRESE EDILI, CIOE’ DEI SOGGETTI CHE IN QUESTI ANNI HANNO SPECULATO ALLEGRAMENTE SUI BISOGNI ESSENZIALI ALTRUI

- UNA POLITICA DI INVESTIMENTO NELL’EDILIZIA PUBBLICA (CASE POPOLARI) DA EDIFICARE SU AREE DISMESSE, PER EVITARE ULTERIORE CONSUMO DI SUOLO AGRICOLO

- GESTIONE DEMOCRATICA E COINVOLGIMENTO DIRETTO DEI CITTADINI NELLE ASSEGNAZIONI E NELL’APPLICAZIONE DEL CANONE SOCIALE PER GLI INTERVENTI DI HOUSING SOCIALE.

- ABOLIZIONE DELLA LEGGE 431/98 PER DIRE BASTA ALLA LIBERALIZZAZIONE DEGLI AFFITTI.

RETE DIRITTI IN CASA e SRU-Società di Riappropriazione Urbana